Sabato 04 Settembre 2010
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Guide alla montagna sacra, che passione!
Lunedì 24 Novembre 2008 10:33
“E’ una città con una radicata attitudine a lavorare, ma non a farsi conoscere”. Così Pietro Macchione ha sintetizzato le ataviche pecche di Varese nel marketing territoriale presentando il 30 ottobre a Villa Recalcati il volume “Immagine Varese”, edito dall’Unione degli Industriali con la prefazione del presidente Michele Graglia. Ospite tra i relatori il direttore del Sole 24 Ore, Ferruccio De Bortoli, che ha sottolineato il valore della riscoperta del territorio, delle tradizioni e del lavoro di fronte all’incalzare della crisi finanziaria.

Immagine Varese
STENDHAL, CHIARA E TESTORI
Il libro è un’analisi storica dell’immagine del territorio prealpino partendo dalla civiltà delle palafitte fino alla moderna industria della comunicazione. Un interessante viaggio nel feeling della città attraverso i libri, le guide turistiche, l’industria cartiera, i mass media, la fotografia, la promozione e l’economia.
Nel corso dei secoli, Varese ha incantato visitatori illustri come Carlo Borromeo e Stendhal, Vincenzo Dandolo e Giovanni Paolo II, Piero Chiara e Giovanni Testori. Uno dei luoghi più suggestivi è il Sacro Monte, gemma turistica celebrata, nel corso dei secoli, da decine di guide: “A cominciare dal lontanissimo 1594 – spiega Macchione – quando Paolo Morigia ne diede dettagliata descrizione nell’opera intitolata “Historia della Madonna del Monte sopra Varese”. Seguirono opere analoghe di Cesare Tettamanti nel 1614, del Bizzozzero nel 1699, di Nicolò Sormani nel 1739 e, via via, una sempre più intensa produzione a metà strada fra letteratura e manualistica.

DAL LIBRO ALLA GUIDA TURISTICA
Con il suo forte richiamo alla devozione religiosa, al misticismo e ai pellegrinaggi, la montagna il primo spot pubblicitario del Varesotto. Tra gli autori che l’hanno celebrata, Macchione cita Michele Sartorio nel 1839 con “un libretto che, con la sua stringatezza, aveva già l’intenzione di presentarsi come una guida: “Le cappelle del sacro Monte sopra Varese, la prima volta disegnate e incise con descrizione storica, artistica e religiosa”. Marcatamente turistico fu il manuale del professor Antolini edito nel 1851 dal tipografo varesino Giuseppe Rainoldi e ristampato nel 1878 dalla tipografia Galli che raccoglieva sobriamente la parte storica nel primo capitolo, “quindi passava alla descrizione delle cappelle, pubblicando per ciascuna un accurato disegno dell’architettura esterna. Un breve capitolo dedicato al santuario concludeva l’opera”.

EDITORI CORAGGIOSI E STORIA LOCALE
Nuova raffica di guide nel secolo scorso con Ferruccio Minola Cattaneo nel 1931, Leopoldo Giampaolo nel 1948 con la “Breve guida di S. Maria del Monte sopra Varese” e negli ultimi decenni Luigi Zanzi, Silvano Colombo, Carlo Alberto Lotti, Paolo Viotto, Raffaella Ganna e la guida edita nel 2000 dal Gruppo di Lavoro Riaccendiamo il Sacro Monte (istituito dal consiglio comunale all’unanimità), con testi di Sergio e Stefano Redaelli, che costituisce l’ossatura di questo stesso sito (www.sacromontevarese.net). Unica pecca del libro di Macchione, se proprio vogliamo trovarne una, è che Macchione non ha parlato di se. Da oltre vent’anni è, infatti, un grande divulgatore della cultura a Varese come professore scolastico, studioso di storia locale, autore di decine di libri e, infine, come editore. Quali sono le difficoltà di fare l’imprenditore editoriale in una città che legge poco e dove le librerie chiudono a raffica? “Le difficoltà esistono ma in questo momento sono generali, colpiscono tutti – risponde Macchione - Si tratta di trovare i giusti filoni su cui puntare. C’è un discreto interesse per le tradizioni, la cultura locale e tutto ciò che riguarda il territorio, fanno fatica invece i settori classici, la narrativa e la saggistica. Le guide sono il mio fiore all’occhiello. Uniscono l’aspetto escursionistico, quello culturale e storico. E’ un segmento apprezzato”.

Sergio Redaelli