| Don Corno e il virus: "No agli allarmismi! Al santuario non imiteremo il Duomo di Milano" |
| Giovedì 05 Novembre 2009 17:23 |
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S.MARIA DEL MONTE - "Conosco l'arciprete Manganini, rispetto ogni decisione ma noi al santuario andiamo avanti come sempre, senza drammatizzare". Così don Angelo Corno commenta le clamorose disposizioni anti-contagio da febbre suina affisse in bacheca agli ingressi del Duomo di Milano. Basta acqua benedetta nelle acquasantiere, cautela nelle confessioni frontali attraverso la grata, stop alle ostie portate alla bocca dalle mani del prete. Persino il tradizionale scambio del segno della pace, durante la messa, è temporaneamente abolito e sostituito da "un leggero inchino eventualmente aprendo le braccia senza stringersi la mano". Così ha disposto monsignor Luigi Manganini, 74 anni, arciprete della trecentesca cattedrale dei milanesi contro i rischi di contagio del virus H1N1. Ma l'arciprete di S.Maria del Monte non si lascia contagiare dalla paura: "Non credo proprio che sia una decisione dell'Arcivescovo - dice - Chi vuole avvicinare il volto alla grata del confessionale è libero di farlo, così come chi vuole intingere le dita nell'acquasantiera. Abbiamo sempre detto e continuiamo a ripetere che questa influenza è come le altre. Non condivido gli allarmismi. Sono ottimista. Tanto varrebbe allora chiuderci tutti in casa. No, qui al Sacro Monte si va avanti come sempre". In Curia a Milano puntualizzano: "Sono disposizioni decise autonomamente dall'arciprete Manganini, che valgono per il Duomo e non per le altre 1.100 parrocchie ambrosiane".
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