| Varese e il "marketing dei laghi" |
| Mercoledì 17 Febbraio 2010 11:29 |
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VARESE - 172 alberghi, 5818 camere, 11.337 posti letto. Sono le cifre dell'industria dell'ospitalità a Varese e provincia secondo Federalberghi. Non sono tutte rose e fiori, anzi: la redditività per camera è scesa del 25% in un anno, i prezzi medi sono calati del 20% e il tasso di occupazione delle camere del 6%. Rispetto ad altre zone aeroportuali, Varese e Malpensa hanno perso posizioni, ma non sono crollate. I ricavi delle camere vendute scendono ma, per fortuna, alla domenica e negli week-end il richiamo delle nostra strutture alberghiere è in miglioramento. Che fare? Federalberghi ha deciso di investire in formazione, soprattutto per i lavoratori in cassa integrazione. La Camera di Commercio ha stanziato 800 mila euro per il settore e le aziende investiranno 7 milioni di euro nei prossimi due anni per migliorarsi, approfittando dei fondi regionali che puntano sulla green economy. E’ stato un anno nero per il settore e la parola d’ordine è non abbassare la qualità nonostante la crisi, riqualificarsi, fare formazione continua. Tra le iniziative allo studio o già varate un corso per sommelier, il tavolo con Sea per migliorare l’accessibilità aeroportuale, la richiesta di un collegamento diretto tra Varese e Malpensa, bus elettrici per lo shopping, web check in negli alberghi e molte speranze riposte nell'Expo del 2015. Gli operatori sanno di avere ancora tante carte da giocare. Buone infrastrutture, i laghi, l’aeroporto, il Sacro Monte. Ma non basta. "A un turista americano non interessa in quale sponda del lago siamo – spiega Sergio Bellani di Uniascom – vuole avere servizi". Per Guido Brovelli di Federalberghi, per fare business bisogna "vendere emozioni e questo lo si fa rendendo ospitale un territorio e creando opportunità come dare la possibilità di una passeggiata sul Ticino, una gita sul lago, a Como o nelle altre città della regione, perché la nostra vera ricchezza è presentarsi, nel mondo, come le regione dei laghi". Delio Riganti della Camera di Commercio è convinto che "la gente debba sapere che può andare a vedere la villa di George Clooney come può girare per i laghi, fare sport, giocare a golf". Per raggiungere l’obiettivo, gli albergatori sperano che la nuova Agenzia del turismo dia una linea uguale per tutti e che il consorzio Varese Turismo possa cominciare a vendere dei pacchetti ben organizzati e mirati. «Il turismo a Varese e dintorni è sempre stato un business – aggiunge Brovelli - le camere si riempivano fino al venerdì, ma adesso dobbiamo cambiare passo. La crisi è dura ma ci sta anche insegnando qualcosa, non possiamo più fare da soli, ci vuole una sinergia con gli altri territori dell’Insubria". |


