| Giordano: Onoriamo l'inno di Mameli |
| Domenica 20 Giugno 2010 11:52 |
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VARESE - La Lega sbarra le finestre e si tappa le orecchie per non sentire l'inno di Mameli ma, al passaggio del corteo garibaldino in corso Matteotti per l'anniversario della battaglia, scrosciano gli applausi dei varesini che "fanno lo struscio" e molti di essi lasciano i portici e le vetrine per accodarsi al corteo. Sono le contraddizioni di Varese, città garibaldina per definizione, che non partecipa compatta alla celebrazione della battaglia di Biumo, avvenuta il 26 maggio 1859, culminata con la posa di una corona d'alloro al monumento del Garibaldino. Assente il sindaco Attilio Fontana, è toccato a un suo predecessore, Angelo Monti, celebrare il ricordo di Ernesto Cairoli, il primo di quattro fratelli che diedero la vita per la patria (il quinto, Benedetto, divenne presidente del Consiglio dei ministri): morì proprio a Varese, poco distante da quella che oggi è la rotonda di Biumo Inferiore, per difendere l'Italia dagli occupanti stranieri. A Ernesto Cairoli la città ha dedicato in anni migliori di questi il liceo classico che da novant'anni è deputato a istruire e formare la gioventù. Apprezzate le parole dell'assessore Salvatore Giordano che ha presenziato alla cerimonia con la fascia tricolore a rappresentare la giunta: "Certe polemiche sono sterili - ha detto dopo aver cantato le note di Mameli - Siamo in Italia, ne onoriamo l'unità, il tricolore e anche l'inno". Dietro le imposte ostentatamente chiuse della Lega, in piazza Podestà, forse intanto suonava La Gatta di Gino Paoli. |


