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"W GARIBALDI!": E IL MINISTRO SCONFESSO' LA LEGA
Festeggiata la battaglia di Varese tra salve di moschetti, bandiere svolazzanti, gonfaloni e medaglie al valore. Era presente anche la pronipote del Generale "Più a destra, più a destra", ha urlato qualche bontempone mentre il picchetto d'onore sparava a salve, con incredibile frastuono, verso il palazzo dell'oreficeria Chicherio in piazza del Garibaldino (ndr, più a destra ci sono le finestre della Lega). Un'innocente battuta per sottolineare il disappunto poichè la Lega, alla guida della giunta cittadina, non ha voluto partecipare ai festeggiamenti del 150° anniversario della battaglia di Varese, ha snobbato il corteo storico che ha percorso la città fino alla chiesa di Biumo (a parte la presenza simbolica del gonfalone e del vicesindaco De Wolf), né ha contribuito alla mostra allestita a palazzo Litta pur avendo un archivio di oltre mille cimeli custoditi, o forse sarebbe meglio dire dimenticati, al museo archeologico (!!!). 
GUANTO DI SFIDA ALLA LEGA E' stata una giornata di festa e di allegria nonostante il fortunale che si è abbattuto sul corteo, in marcia verso Biumo con labari e banda musicale e che ha disperso "la truppa", a un certo punto, come i legionari dell'eroe dei due mondi, nel '48, si squagliarono dopo Morazzone (gli storici ricordano, del resto, che ogni volta che il Generale passò da Varese pioveva a dirotto). Ma il "clima" garibaldino, simpatico e un po' goliardico, con tante camicie rosse tolte dagli armadi per l'occasione, bandiere svolazzanti, gonfaloni e lunghe barbe "risorgimentali", è rimasto nell'aria: si sono sentite grida di "W Garibaldi" e "W l'Italia" come all'alba del 26 maggio 1859 quando i due eserciti cozzarono dalle parti di viale Belforte e si sono visti tanti cittadini applaudire intorno al monumento dedicato ai Cacciatori delle Alpi (forse non erano "mille" ma poco ci mancava). I sorrisi divertiti della gente, in piazza e lungo tutto il percorso, dimostrano che Varese ci tiene alla sua nomea di "città garibaldina".
C'era anche il ministro Ignazio La Russa il cui breve discorso è suonato come un guanto di sfida ai nostalgici della secessione arruolati sotto le insegne di Umberto Bossi: "L'Italia è fatta di tante specificità culturali e architettoniche, di cento dialetti e mille campanili ma poi compie il miracolo di creare una forte sintesi e identità nazionale - ha detto prima di cantare l'inno di Garibaldi e di depositare una corona degli alpini al monumento del caduti - La celebrazione di oggi ricorda chi si è immolato per rendere l'Italia una e forte. Grazie a chi, in armi, difende l'Italia, evviva l'Italia". GARIBALDI E I POPOLI LIBERI La pronipote del Generale, Anita Garibaldi, presente alla cerimonia e incurante della pioggia, ha rincarato la dose spiegando che "la Lega non ha capito che se c'era uno che ha combattuto per gli ideali di giustizia e libertà dei popoli", questo era proprio il suo progenitore. Il Comitato 26 Maggio 1859 che ha organizzato i festeggiamenti nonostante il boicottaggio "austro-comunale" (ha persino dovuto pagare 500 euro di affissioni pubbliche per celebrare un episodio che è una gloria della città!) ha ricevuto riconoscimenti dalla Camera e dal Senato, da casa Savoia e la medaglia di bronzo del presidente della Repubblica, Napolitano. Presenti alla cerimonia molti sindaci del Varesotto con la fascia tricolore, fra cui quelli di San Fermo della Battaglia e di Induno Olona che hanno fornito materiale per la mostra. Assente, invece, il primo cittadino di Varese. SCUOLA ELEMENTARE CAIROLI Hanno partecipato al corteo storico gli alunni della scuola media Righi, delle scuole elementari Cairoli di Varese, di Bodio Lomnago, il regimento tramissioni della caserma Santa Barbara di Milano, i garibaldini in divisa storica e la banda di Castiglione Olona, che ha intonato la marcia della vittoria in tenuta garibaldina, impassibile, sotto il diluvio. |