Venerdì 30 Luglio 2010
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Scuola di polizia al Grand Hotel?
Domenica 04 Ottobre 2009 16:10

CAMPO DEI FIORI - Che fare del Grand Hotel Tre Croci, il capolavoro liberty ridotto a un ecomostro ricoperto di antenne? Bonificarlo e istituirvi una scuola di Polizia? Riavvicinarlo alla città ripristinando il secondo ramo della funicolare con i soldi che la Provincia potrebbe ricavare dalla gestione del Casinò di Campione? 

Lo propongono il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il collega alle Riforme, Umberto Bossi,  che ne hanno parlato a margine della festa della Polizia che si è tenuta sabato 3 ottobre al santuario di S. Maria del Monte. Due idee provocatorie, certo non realizzabili in tempi brevi. Comunque meglio del 30° posto fra le brutture d'Italia in cui il Grand Hotel è relegato da una recente classifica stilata dal Fai, il Fondo italiano per l'ambiente.

Motivazione della vergognosa bocciatura: la foresta d’antenne che deturpa uno dei più bei monumenti lombardi della Belle Epoque e che oltretutto produce elettrosmog.

Il Grand Hotel Campo dei Fiori, 200 metri sul livello del mare, fu progettato nel 1908 dall’architetto milanese Giuseppe Sommaruga e inaugurato nel 1912  insieme al ristorante Belvedere e alla stazione della funicolare (che pure versa in stato di degrado come testimonia la nostra rubrica LA FOTO).

Per oltre mezzo secolo fu meta d'elite del turismo internazionale. Nel 1958, con la chiusura della funicolare, iniziò il declino e nel 1967 il triste epilogo e la chiusura. Da allora, l’hotel è miseramente abbandonato ed ha ancora molti ambienti interni originali anch'essi degni di tutela. Unico segno di vita il forte e inquietante ronzio prodotto dal bosco d’antenne installate sul tetto.

L’ecomostro, con la sua cresta di ripetitori, parabole e “guglie” per la radiotelefonia, è sotto osservazione dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, l’organo di controllo ambientale e al centro dell'accordo di programma firmato nel luglio 2007 tra il Comune e la Regione per delocalizzare i ripetitori. 

Una raccolta di firme recentemente lanciata su Internet per salvarlo ha già ottenuto 600 adesioni e un'iniziativa analoga è partita su Facebook.