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Ci sono anche un ristorante e tre alberghi del Sacro Monte nella lista dei 157 pubblici esercizi del Varesotto (109 ristoranti e 48 hotel) che hanno ottenuto il marchio di qualità e la citazione sulla Guida Isnart 2008 (istituto nazionale di ricerche sul turismo) promosso dalla Camera di Commercio e da Villa Recalcati. Il marchio ha il patrocinio delle associazioni di categoria e dei consumatori Adoc, Adiconsum e Federconsumatori. Si tratta di una “Q” da esporre fuori dal locale. E’ un riconoscimento a tutela dell’ospite, una garanzia di qualità del servizio offerto e un efficace strumento di autovalutazione: quali servizi ottimizzare, quali introdurre ecc. Ma basta a risolvere i mille problemi degli esercenti sacromontini?
FABIO SAULI, RISTORANTE SACRO MONTE: “IL VERO PROBLEMA SONO LE MULTE”
Per Fabio Sauli, titolare del ristorante Sacro Monte, in via Bianchi, vice presidente del Consorzio Turistico della Provincia di Varese, “il marchio Isnart non porta nuovi clienti, ma è un’iniziativa utile, intelligente, che certo non guasta e dà fiducia. Dovrebbe forse essere più selettiva. La novità è che la valutazione non si basa soltanto sul valore gastronomico della cucina, ma sulla qualità del servizio: il menu esposto in modo chiaro, la toilette in ordine, gli appendiabiti al loro posto, le tovaglie pulite, una piacevole “mise en place”, insomma, tutte quelle regole formali che danno ordine al locale. Spesso da fuori non riesci a capire quello che il ristorante offre, la qualità del cibo, i prezzi che trovi, il livello della carta dei vini. Il marchio aiuta il cliente ma è difficile valutare l’impatto su un anno di crisi generale, con la gente che va meno al ristorante e prende la pizza take away, più attenta ai prezzi, spaventata dall’idea di bere alcol e poi di mettersi al volante e con i problemi di parcheggio che abbiamo al Sacro Monte. Da ottobre dell’anno scorso, i vigili hanno incominciato a dare le multe e abbiamo avuto un’emorragia di clienti. Se non si vuole che gli esercenti rimasti chiudano bottega, come qualcuno ha già minacciato di fare, è necessario rivalutare al la viabilità. Se le automobili disturbano, che si potenzi il servizio pubblico. I parcheggi vanno gestiti meglio. Il 70% riservato agli abitanti è troppo. Via Sommaruga è sempre vuota, inutilizzata. Perché negarla a un turista?”.
ILARIA AVOLIO, IL GALLO E LA STELLA: “POTENZIARE I SERVIZI DI TRASPORTO”
Torniamo al marchio di qualità. Quando sette anni fa aprì l’hotel Il Gallo e la Stella, in via del Santuario 5, Ilaria Avolio fece richiesta per ottenere il “bollo” Isnart. “E’ un marchio in più – spiega - gli stranieri lo conoscono e lo apprezzano, sono più curiosi degli italiani e si fidano delle Guide. Ma l’impatto sul giro d’affari sinceramente non è granchè. Io mi salvo con altre strategie, ho stretto convenzioni con aziende e società sportive, Varese Calcio, Hockey, ho dei ragazzi che vivono in albergo, pranzo e cena, punto sulla clientela fissa. L’hotel è piccolo, undici camere, familiare, ho il 70-80% di occupazione delle camere. Un impatto maggiore, purtroppo, l’hanno i parcheggi e il riscontro è al bar. Al pomeriggio al Sacro Monte non gira un’anima. Il sabato e la domenica i vigili danno le multe e scoraggiano il turismo. Bisogna potenziare il servizio di autobus, navette e funicolare che è assurdamente aperta soltanto nel weekend quando gli autobus sono fermi”.
SILVIA BASSO, BORDUCAN: “CERTI GIORNI REGISTRATORE DI CASSA A ZERO”
Silvia Basso, gestore con Pasquale Rundine dell’hotel Al Borducan, in via Beata C. Meriggi, apprezza il marchio Isnart, lo considera un riconoscimento del lavoro svolto “ma – ammette – non ne procura di più. Certifica le condizioni di pulizia dell’albergo, la conoscenza delle lingue straniere, il servizio e la presenza dei parcheggi, che noi stiamo costruendo. Ma il Sacro Monte vive molto sul tempo atmosferico e si sentono i morsi della crisi. Stamattina il registratore di cassa è a zero. Il Comune non dà parcheggi, quei pochi li pretendono i residenti e la funicolare non è comoda per fare salire i turisti. Via Sommaruga è sempre vuota nonostante le strisce gialle e il Comune dovrebbe lasciarla libera ai turisti. Si potrebbero ricavare una quindicina di posti auto a lisca di pesce”.
GIUSEPPE PANEBIANCO, COLONNE: “NON SERVE SE SIAMO DIMENTICATI” Il più polemico è Giuseppe Panebianco, direttore dell’Hotel Colonne in via Fincarà. “Ho il marchio da tre anni ma serve a poco se non troviamo il modo di far salire più gente al Sacro Monte – sibila – Siamo stati dimenticati perfino in occasione del Mondiale di ciclismo Nessun megaschermo, strade chiuse, traffico in tilt. Ho dovuto tener qui a dormire i miei dipendenti perchè di giorno non potevano spostarsi in città. Facciamo il pieno solo quando ci sono le grandi rassegne fieristiche. Da una settimana sono vuoto, sarò costretto a chiudere dal 5 al 23 novembre”.
Il rischio è che, avanti di questo passo, riesploda la guerra dei parcheggi, con il parroco don Angelo Corno spettatore interessato (e contrariato) poiché le multe non risparmiano i fedeli che vanno a messa (anche per il limite di sosta di 2 ore anche nell’orario di pranzo). Insomma bisogna trovare un punto d’equilibrio. Possibilmente presto.
Sergio Redaelli |