Venerdì 18 Maggio 2012
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I segreti dell'albergo Camponovo
Lunedì 24 Ottobre 2011 08:14

S.MARIA DEL MONTE – I locali più suggestivi da scoprire sono l’antica cucina con la griglia per arrostire le carni, i camini vicini alla scala interna da cui si accedeva alla locanda, gli ambienti medievali e i vetusti sotterranei forse un tempo adattati a deposito di vini e derrate alimentari. E’ un viaggio che assicura forti emozioni la visita delle cantine dell’albergo Camponovo, “recuperate” dal geometra Augusto Caravati, 82 anni, “past regiù” della Famiglia Bosina e patron della rinascita dell’antica locanda e dei sotterranei del Sacro Monte.

E’ un’avventurosa esperienza alimentata dalle suggestioni storiche e letterarie. L'ospite più illustre del Camponovo fu forse lo scrittore francese Henry Beyle, in arte Stendhal, autore di celebri romanzi come La Certosa di Parma, Il Rosso e il Nero e appassionato visitatore del Belpaese, a cominciare dal Sacro Monte di Varese, dove visse una turbolenta storia d'amore. Il romanziere vi salì nel 1817 e scrisse lasciandosi andare all'emozione: "Visione magnifica! Al tramonto del sole si vedevano sette laghi. Credetemi si può percorrere tutta la Francia e la Germania, ma non si potranno mai provare simili sensazioni".

Oltre alla rinnovata "sala da pranzo" dell'albergo, i lavori di restauro ("iniziati trentuno anni fa sotto lo sguardo attento di monsignor Pasquale Macchi", ricorda Caravati) hanno riportato alla luce oltre millecento metri quadrati di sotterranei che costituiscono un formidabile complesso architettonico medievale, a cui si sono sovrapposti interventi fino a tutto l'Ottocento. "Ma già tre secoli prima qui c'era una casa d'accoglienza delle monache, diventata poi osteria con alloggio - spiega l'architetto Claudio Gabba, che ha collaborato alla ristrutturazione - e nel Seicento le case torri erano collegate tra loro e mettevano in comunicazione la parte settentrionale del borgo con l'antica via Del Sasso. Durante i lavori, abbiamo anche indivuato un percorso lastricato, con tre archi ancora integri che risalgono all'XI secolo".

Ora la restaurata sala-ristorante del Camponovo è affidata al gestore del MIV e aprirà solo per eventi, il primo dei quali si è svolto il 14 dicembre per una riunione del Rotary con il servizio catering gestito dal ristorante Milano. Il secondo è stata, appunto, la presentazione ufficiale alle autorità (tra cui il sindaco Fontana e l'arciprete don Angelo Corno) dei sotterranei segreti del Sacro Monte "che, in futuro, ospiteranno percorsi d'arte, storici e museali - ha spiegato Caravati - per aumentare l'appeal e gli spazi culturali del Sacro Monte".