Venerdì 18 Maggio 2012
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Esplode la "guerra delle dediche"
Martedì 08 Novembre 2011 14:17

VARESE - Un colpo alla botte e uno al cerchio, per non scontentare nessuno come se si trattasse della stessa cosa. Dopo l'intitolazione del parchetto di via Morselli al filosofo Giovanni Gentile, ministro delll'istruzione all'inizio del Ventennio, teorico del fascismo e firmatario del Manifesto della razza nel 1938, la giunta ha deliberato oggi l’intitolazione di un vialetto interno dei Giardini Estensi al pittore Renato Guttuso, di simpatie comuniste, che fu legato a Varese, a Velate e al Sacro Monte da un rapporto di grande affetto.

“L’ anno prossimo si celebra il centenario della nascita – spiega l’assessore alla Cultura Simone Longhini - Guttuso ebbe un legame fortissimo con Varese e soprattutto con Velate. E’ doveroso rendergli il giusto omaggio con la intitolazione di un viale centrale in città. C’è già un vicolo che porta il suo nome a Velate che è spesso oggetto di polemiche per l’incuria e la sporcizia. Per questo abbiamo deciso d'intitolargli il viale che sale da piazza della Motta alla Villa Mirabello, che ospitò la mostra varesina delle sue opere”.

Anche il sindaco Attilio Fontana ha sottolineato l’importanza del riconoscimento a un artista che ha fatto tanto per Varese. “Non essendoci residenti non ci sono problemi per togliere la intitolazione del vicolo di Velate – ha precisato Fontana -  L’associazione Amici della Terra con il presidente Bortoluzzi ci ha fatto notare più di una volta l’incuria della via. Ora Guttuso avrà un luogo più degno e importante per ricordarlo". L’artista nacque a Bagheria il 26 dicembre 1911 (ma fu denunciato all’anagrafe il 2 gennaio 1912), visse a lungo nella villa di Velate e fu nominato cittadino onorario nel 1983, dopo avere realizzato l’affresco “La fuga in Egitto” lungo la Via Sacra.

Molte sue opere rappresentano il piccolo borgo  e i paesaggi varesini, realizzate nell'“atelier” a sua volta rappresentato in un celebre quadro del 1975. Tra le opere esposte nella mostra a Villa Mirabello nel 1984 si possono ricordare Volo di colombe a Velate (1956/57), Tetti di Velate (1958), Tramonto a Velate (1960), Torre di Velate e il Sacro Monte (1962), Veduta del lago e del Monte Rosa (1963), Autunno a Velate (1965), Passeggiata in giardino a Velate (1983). Come si vede, un amore in piena regola. Al pittore fu intitolata una piccola strada nei pressi della sua abitazione, dove nella ricorrenza del ventesimo della morte (2007) fu apposta una targa che dice: “Da questo amato ritiro, d’aperti orizzonti al suo sguardo Renato Guttuso traeva, dell’arte sua, l’accesa ispirazione”.

 

 

LA POLEMICA

Il polverone seguito alla posa della targa intitolata a Giovanni Gentile nei giardini del liceo classico ha suscitato la piccata reazione del sindaco Attilio Fontana, che ha detto: "Assisto esterrefatto alla polemica perchè l'intitolazione avvenne già nel 2005 da parte della circoscrizione competente e oggi l'amministrazione non ha fatto altro che recepire la decisione. Ma non è questo il problema che voglio sollevare. Ciò che è grave è che in questo Paese non siamo ancora riusciti a superare le contrapposizioni ideologiche, stiamo ancora a parlare di fascismo e comunismo, quando fuori dai palazzi la gente è bene al di là di queste divisioni, ideologiche appunto, care solo agli pseudopolitici. E' vergognoso, a mio parere, che ci si confronti in questi termini in occasione dell'inaugurazione di un parchetto. Solo la scorsa settimana, l'amministrazione ha intitolato un viale di Villa Toeplitz al filosofo Giulio Preti, organico al partito comunista e parlamentare per quella parte: una persona e uno studioso che ha rappresentato qualcosa di importante nel pensiero italiano e che siamo onorati di ricordare perché era un grande pensatore e non perché era comunista. E allora, perché sollevare questioni di pensieri buoni e pensieri cattivi? Dobbiamo ricominciare le stucchevoli discussioni se abbia fatto più danni il comunismo o il fascismo? Io credo che al di là di qualche rigurgito neoideologico, a nessuno più interessi".

Al sindaco ha risposto il giornalista e storico Franco Giannantoni dalle colonne della Prealpina: "Che l'intitolazione da parte della giunta comunale dei giardinetti della Città Studi di Varese al professor Giovanni Gentile, esponente di prima grandezza del Partito Nazionale Fascista e poi, dopo l'8 settembre 1943, della Repubblica Sociale Italiana, sia stato preceduto da una breve cerimonia di presentazione nell'aula del liceo classico Ernesto Cairoli intitolata alla memoria del professor Pio Foà, ebreo, insegnante di greco e latino nel 1937 e nel 1938, catturato il 31 ottobre 1943 dai nazifascisti sul monte Olimpino di Como coi giovani figli Giorgio ed Enrica di 11 e 16 anni, tutti "gassati" ad Auschwitz fra l'11 e il 15 dicembre 1943, a dieci giorni dalla deportazione, suona come una tremenda frustata alle libere coscienze di questa città. I frutti perversi della delegittimazione storiografica e delle radici democratiche del nostro Paese continuano purtroppo a manifestarsi e, quello che a me pare più grave, in un luogo dove si costruiscono le coscienze delle giovani generazioni".