| Acqua potabile: la mappa delle perdite |
| Martedì 22 Novembre 2011 16:22 |
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AVIGNO - L'acquedotto di Varese, che porta l'acqua potabile ai rubinetti delle case, perde il 38% del suo "carico" durante il viaggio a cause delle tubature difettose, degli allacciamenti abusivi e dei contatori vecchi che sbagliano la fatturazione. E' più o meno la stessa percentuale che si registra in città come Salerno e Reggio Calabria e ciò provoca una perdita economica di 1,2 milioni all'Aspem Spa che pompa l'acqua dalle fonti. Lo rivela lo studio sull'"Oro Blu" condotto dal Movimento Cinque Stelle di Varese, d'ispirazione grilliana, presentato ad Avigno in collaborazione con l'associazione Acquaria e il comitato Acqua Bene Comune, alla presenza di Giancarlo Bernasconi, direttore del Parco Regionale del Campo dei Fiori. Proprio al Campo dei Fiori, infatti, l'acqua potabile inizia il suo ciclo con la pioggia filtrata e ripulita dal calcare della montagna che poi scorre sotterranea, attraverso gli strati di terra argillosa e impermeabile alle pendici del Campo dei Fiori, per sbucare tra Luvinate e Casciago. "Da qui proviene circa un terzo dell'acqua potabile varesina - ha spiegato l'attivista del Movimento Cinque Stelle, Massimo Ferrario - Il resto arriva dalla sorgente Fè a Valle Olona e, in misura maggiore, dalla Valle della Bevera a Cantello" (ndr, dove i lavori della linea ferroviaria Arcisate-Stabio rischiano di provocare gravi problemi). Da questi punti di raccolta, l'acqua potabile entra nei malandati tubi della rete idrica per arrivare ai rubinetti delle case ed è qui che si registra il 38% delle perdite. "La maggiorparte della dispersione, calcolabile nella percentuale del 28% - aggiunge Ferrario - è dovuta alle tubature difettose che andrebbero sostituite, ma non ci sono i soldi necessari. Si potrebbero raggranellare ritoccando le tariffe verso l'alto, che sono ferme dal 2002 per il mancato rinnovo del Piano d'Ambito". Dunque è tutto fermo e l'Aspem non può che tappare i buchi e aspettare tempi migliori. |


