| Riapre il museo del Risorgimento |
| Mercoledì 23 Maggio 2012 20:21 |
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VARESE – Era ora, i tempi stanno cambiando, finalmente Varese ritorna a essere fiera della propria storia e la addita ai giovani come esempio da seguire. I Musei Civici riaprono la sezione dedicata al Risorgimento varesino e lo fanno "col botto": il museo, ricco di trovate teatrali e tecnologiche, promette di essere uno spettacolo di parole, luci e suoni allestito intorno al capolavoro di Eleuterio Pagliano, il pittore soldato che racconta lo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende il 23 maggio 1859. L’opera che tutta l'Italia c'invidia - realizzata su un gigantesco campo di tela alto due metri e trenta per sei di lunghezza - è tornata finalmente a casa dopo un anno di “tournèe” a Torino per la mostra dell’Unità d’Italia e alle Scuderie del Quirinale a Roma. La particolarità di questo capolavoro d'arte descrittiva è che una legenda sul retro svela l'identità dei patrioti, uno per uno, ritratti con precisione realistica: i fratelli Ernesto, Benedetto ed Enrico Cairoli, Nino Bixio, i generali Medici, Sacchi e Cosenz, i pittori Sebastiano De Albertis, Girolamo Induno e lo stesso Pagliano, il bergamasco Francesco Nullo, il medico Agostino Bertani anima organizzatrice della futura spedizione dei Mille, lo scrittore Ippolito Nievo e poi la truppa, studenti, avvocati, carrettieri e sullo sfondo, ritto sul pontile, il Generale appoggiato alla canna del fucile e avvolto nell'inseparabile poncho. Le sale del riaperto museo garibaldino conterranno cimeli e opere d’arte che illustrano i fatti storici che videro coraggiosa protagonista Varese, le sue donne, la gioventù e le istituzioni al fianco di Garibaldi. Venerdì 25 maggio, alle 18, l’allestimento sarà presentato in anteprima dal sindaco Attilio Fontana: “E’ un’installazione innovativa e di altissimo livello e sicuramente richiamerà molto pubblico” spiega il primo cittadino. Venerdì 8 giugno, sempre alle 18, ci sarà un incontro per illustrare il percorso espositivo al pubblico. Da sabato 26 maggio si potrà visitare la sezione. Il biglietto costerà 1 euro fino al 17 giugno.
VITTORIA DI BARION & C. Finalmente, si diceva. Il nuovo museo risorgimentale è sicuramente una vittoria dell’associazione Varese per l’Italia 26 maggio 1859 che da tre anni si batte per questo risultato. “All’inizio abbiamo dovuto confrontarci con l’apatia e lo scetticismo di enti, autorità pubbliche e forze politiche – spiega il presidente Luigi Barion – ma l’associazione non si è scoraggiata e ha organizzato la bellezza di 170 eventi in tre anni fra mostre, convegni, pubblicazioni, calendari e un documentario sulla battaglia di Biumo per arrivare al cippo di marmo deposto sul colle del Gianicolo, a Roma, alla memoria degli eroi varesini Enrico Dandolo, Emilio Morosini e Francesco Daverio che caddero nel 1849 per difendere la Repubblica Romana”. E’ davvero un primato difficilmente superabile, di cui Barion e il suo “stato maggiore” vanno giustamente fieri: “L’associazione si è resa disponibile con enti, associazioni, Comuni, stampa e Rai per una consulenza in tema risorgimentale in occasione del 150° dell’Unità d’Italia. Abbiamo ricevuto lettere di adesione che ci sono state inviate dalle massime cariche istituzionali dello Stato a partire dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e dal presidente del Consiglio, Mario Monti. L’unico rammarico è lo scarso aiuto che abbiamo ricevuto dalle associazioni di categoria e dagli imprenditori che pure avevamo sollecitato”.
GARIBALDI COME LEONARDO Anche il Comune rivendica la sua parte di merito e non nasconde di vedere di questa iniziativa anche l’aspetto economico. "Dopo mesi d’intenso lavoro dietro le quinte – spiega l’assessore alla cultura, Simone Longhini – siamo pronti per annunciare un evento culturale di assoluto rilievo per la città. A partire dal 26 maggio, anniversario della battaglia di Biumo che fu tra le più importanti nelle guerre d’indipendenza, si potrà visitare a prezzo promozionale l'innovativa mostra permanente che comprende opere d’arte, documenti dell’epoca, divise originali e l’eccezionale collezione di armi bianche e da fuoco impiegate nel 1859”. Sono in mostra i proclami pubblicati, in forma di manifesto, nei giorni concitati tra il 23 e il 26 maggio (dallo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende alla battaglia di Varese). Spicca per rilevanza storica il proclama rivolto al popolo lombardo che Giuseppe Garibaldi pronunciò all’alba del 23 maggio. Ad anni successivi risalgono le imponenti sculture che raffigurano il Generale e il re Vittorio Emanuele II che aprono il percorso risorgimentale in maniera scenografica. Il dipinto di Pagliano è valorizzato dalla performance multimediale ideata da Change Performing Arts, la società che con il regista Peter Greenaway ha animato L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Un lavoro simile è stato realizzato sulla tela risorgimentale varesina, con proiezioni d’immagini e di luce che sembrano uscire e svilupparsi dallo stesso dipinto, accompagnate da una colonna sonora di musiche e suoni e con una ricca sceneggiatura originale.
SCENEGGIATURA TEATRALE La ricerca delle fonti e la stesura del testo narrato è dei curatori della sezione risorgimentale, Daniele Cassinelli e Serena Contini. “Il lavoro moderno e affascinante sul dipinto di Eleuterio Pagliano – spiegano - racconta le vicende storiche attraverso un linguaggio teatrale. Le parole proferite dal pittore e dagli altri interpreti durante l’animazione del dipinto ricalcano quanto riportano le fonti dell’epoca” Il quadro si anima con otto scene accompagnate dalla musica: nella sala e sul dipinto scendono le luci, il proiettore illumina il quadro e parla proprio Pagliano, raccontando la sua storia a partire dal nome Eleuterio. La sua vita, le sue idee prendono forma. Intervengono i committenti del quadro, Giovanni Antona Traversi e Claudia Grismondi Secco Suardo. Poi inizia il racconto del lavoro: “Ci impiegai ben quattro anni, per imprimere sulla tela la memoria degli eventi” e la voce di Pagliano arriva sul dipinto, con lo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende, tra notti e albe, penombra, pioggia e violenti acquazzoni. Poi Garibaldi prende la parola e pronuncia il proclama e la marcia arriva a Varese: ecco la folla con le torce. Il dipinto, bagnato di pioggia nella finzione teatrale, è illuminato da luci rossastre come il fuoco. Colpi di cannone, i soldati sopraggiungono urlando: “Il nemico si ritira!”. Rumori di cavallo, poi grida. Il Generale ringrazia il pittore: “Il vostro è un bellissimo quadro”. Sulle note dell’inno di Garibaldi, Pagliano cita uno per uno i nomi dei personaggi raffigurati. Il finale… è da vedere.
LA MOSTRA PAGINE DI STORIA A corredo dell’evento permanente, fino al 4 novembre, è allestita la mostra documentaria “Pagine di storia – Le fonti sullo sbarco dei Cacciatori delle Alpi a Sesto Calende del 23 maggio 1859 e sulla battaglia di Varese del 26 maggio 1859”. La rassegna presenta le fonti storiche da cui si è attinto, fotografie, documenti, lettere, minute e proclami, sempre a cura di Serena Contini e Daniele Cassinelli. Il Comune ha realizzato un investimento importante, 150 mila euro complessivi (sia per la struttura sia per l’evento) di cui 68.254 di contributo regionale. La videoproiezione dura 30 minuti e si ripete ogni ora sino alle 17. Dopo il 17 giugno, l’ingresso costerà 4 euro con la visita al Museo. La sede è come si diceva Villa Mirabello in piazza della Motta 4, per informazioni 0332/255485. Orari di apertura al pubblico: da martedì a domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18. Chiuso il lunedì (tranne il lunedì dell'Angelo), inoltre chiusura nei giorni 1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 1 novembre, 25 dicembre, 24 e 31 dicembre al pomeriggio. Servizi: visite guidate, bookshop, è in funzione il bar-caffetteria. |


