Venerdì 24 Maggio 2013
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Benedetto XVI a Bresso
Domenica 03 Giugno 2012 15:10

MILANO - A conclusione della sua visita, Benedetto XVI ha donato i 500 mila euro raccolti con le offerte dei fedeli al fondo per gli aiuti alle zone terremotate dell'Italia settentrionale. Lo ha annunciato il vescovo ausiliario del capoluogo lombardo, monsignor Erminio De Scalzi, che ha comunicato la decisione del papa di devolvere alle zone colpite dal sisma i soldi delle offerte raccolte dai partecipanti al VII Incontro della famiglia. Una Milano grande, nel segno della più genuina tradizione della generosità lombarda, ha accolto Benedetto XVI nell’area aeroportuale di Bresso, trasformata per l’occasione in un immenso auditorio a cielo aperto e ha dunque dato un ulteriore, concreto significato alla visita del pontefice.

Il mondo lombardo e  il resto del mondo si sono incontrati per confermare la bellezza della famiglia cristiana, le sue conquiste, le sue difficoltà, le sue aspirazioni, la voglia di esprimere il grande dono della vita. Un milione di fedeli provenienti da 153 nazioni hanno assistito, domenica mattina, alla messa celebrata dal papa a conclusione dell'incontro: il numero è stato confermato dagli organizzatori e da padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana.

 

PREMIER, MINISTRI, SINDACALISTI

Platea gremita di autorità. In prima fila il presidente del Consiglio, Mario Monti, accanto ai ministri Riccardi e Ornaghi. Presenti il sindaco di Milano Giuliano Pisapia con la moglie e i presidenti di Regione e Provincia Roberto Formigoni e Guido Podestà. In platea anche la presidente del Pd Rosi Bindi, il presidente della Lega Nord Umberto Bossi, il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Benedetto XVI è arrivato all'aeroporto di Bresso con la papamobile, accolto da un boato dai fedeli che riempivano completamente l'enorme campo.

Una grandiosa organizzazione ha stupitoil mondo convenuto in terra lombarda per onorare Sua Santità. Chi pensava a una papa studiato, ingessato nello stile di “corte”, ha dovuto ricredersi, perché ha portato  nella terra di Ambrogio e di san Carlo lo spirito autentico dei padri della chiesa, una umanità di pensiero e di parola che ha permesso a tutti di ristabilire un solido legame con la vita, le sue tribolazioni, la voglia di ricominciare a credere. Tantissimi i problemi emersi. La famiglia nella sua identità e intimità, la famiglia e i figli, la famiglia e il lavoro, la famiglia e il terremoto, la famiglia, le separazioni e i divorzi, la famiglia e la politica, la famiglia e la festa. Benedetto XVI ha dimostrato ancora una volta il senso della chiesa post-conciliare, che accompagna l’uomo senza dimenticare le sue fondamenta.

 

"CONTA PIU' ESSERE CHE AVERE"

La famiglia è «fondata sul matrimonio tra l'uomo e la donna», ha detto Benedetto XVI nell'omelia: «Dio ha creato l'essere umano maschio e femmina, con pari dignità e con caratteristiche complementari». E la famiglia richiede attenzioni: «Armonizzare i tempi del lavoro e le esigenze della famiglia, la professione e la maternità, il lavoro e la festa, è importante per costruire società dal volto umano». Il papa ha parlato dei «fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione». «Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica - ha detto - Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità e auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza».

Benedetto XVI ha ribadito che la domenica è il giorno festivo per i cristiani, il giorno del riposo, della famiglia e della fede. E' la risposta a chi propone di trasformare la domenica in una giornata lavorativa. «Per noi cristiani - ha detto Ratzinger - il giorno di festa è la domenica, giorno del Signore, Pasqua settimanale». «Nelle moderne teorie economiche - ha aggiunto - prevale spesso la concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell'utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere a uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell'ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie». «Privilegiate sempre la logica dell'essere rispetto a quella dell'avere - ha aggiunto il pontefice a chiusura dell'omelia -  la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere».

 

"LA LIBERTA' E' RESPONSABILITA'"

Prima dell’incontro con le famiglie al Parco Nord di Bresso, il pontefice ha incontrato  autorità civili, politiche, militari, imprenditoriali, del mondo lavorativo e della cultura ambrosiana, nella sede dell’Arcivescovado milanese. Un incontro breve, ma intenso, in cui si è delineata in tutta la sua energia storica, umana e provvidenziale la presenza della Chiesa cattolica nella vita degli uomini, in particolare nei confronti di coloro che hanno il grande compito di difendere la vita amministrando la giustizia, la carità, l’equilibrio, la legge e la libertà. Benedetto XVI ha proposto l’esempio di Ambrogio, patrono dell’arcidiocesi, modello di equilibrio e di saggezza, probo amministratore dell’ordine pubblico e della giustizia, strenuo difensore della libertà individuale fondata non sul libero arbitrio, ma sul senso di responsabilità di ciascuno.

Sant’Ambrogio dunque come punto di partenza per una revisione in chiave riabilitativa di una società che è stata svuotata della sua essenza morale. Il santo Padre ha sottolineato che la libertà “implica responsabilità” e che “non è un privilegio per alcuni, ma un diritto per tutti, un diritto prezioso che il potere civile deve garantire”. Ha confermato l’importanza  dei diritti e dei doveri, ai quali ha aggiunto la “gratuità, la misericordia e la comunione”. Sulla spinta della santità di Ambrogio vescovo ha difeso il diritto alla vita, la bellezza della famiglia cristiana, si è posto come argine alla visione positivistica, rilanciando l’equilibrio della legge naturale. Ha sottolineato la necessità di una collaborazione, ripercorrendo gli esempi che la Chiesa ha diffuso nel corso dei secoli, in virtù dei suoi santi della carità.

 

NO ALLE PROMESSE IRREALIZZABILI

Ha proposto e rilanciato l’esperienza ambrosiana come sostegno alle necessità umane, richiamando l’attenzione al tema dell’amore come strumento di massimo equilibrio nel governo delle relazioni. “L’uomo politico deve farsi amare e non promettere cose irrealizzabili - ha affermato il papa - quello che fa l’amore non potrà farlo la paura”. Ha confermato che l’autorità deve “assicurare la libertà affinché tutti possano proporre la loro visione della vita comune, sempre però, nel rispetto dell’altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene comune”, ribadendo che “nessun uomo è padrone di un altro uomo”.

Benedetto XVI ha generato un clima di fiducia e di speranza, sottolineando con forza che la prima qualità del governare è la realizzazione della giustizia fondata sul rispetto dell’altro e sul rispetto della legge. “La politica è una elevata forma di carità” ha concluso, rilevandone la componente morale e missionaria. E’ in questo clima di rigenerazione morale e materiale che si è concluso l’incontro del santo Padre con i massimi rappresentanti civili, politici e militari, ai quali ha consegnato la forza edificante e rigenerante del cattolicesimo ambrosiano e della Chiesa di Roma.    Felice Magnani