Sabato 25 Maggio 2013
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Lo chef Battistoni al Colonne
Mercoledì 01 Agosto 2012 16:21

S.MARIA DEL MONTE – E’ un nome noto della ristorazione “stellata” il nuovo gestore dell’hotel-ristorante Le Colonne accanto alla stazione d’arrivo della funicolare. Si chiama Silvio Battistoni e fino a un paio d’anni fa conduceva l’esclusivo e costoso ristorante Schuman a Ispra. Tanto per dare l’idea, nei primi anni ’90 la direzione del Festival del Cinema lo chiamò al Lido di Venezia per partecipare a un concorso gastronomico riservato a dieci grandi chef, insieme a Davide Brovelli del Sole di Ranco, con menu destinati al Gotha del grande schermo internazionale.

A Ispra gestiva un locale top, ambiente elegante, materie prime e prezzi per tasche ben rifornite. Dopo un breve intermezzo nel ristorante di una villa d’epoca a Legnano, Battistoni sale ora a S. Maria del Monte con il suo staff (il socio e sommelier Nicola Cavalieri e la mamma Vanna, regina delle paste all'uovo e dei biscotti) e con rinnovate ambizioni.

Trova, del resto, un locale storico quanto lui che – lo diciamo per chi non è esperto delle vicende edilizie del Sacro Monte - non è sempre stato nel luogo in cui si trova oggi: il ristorante Colonne fu inaugurato infatti ai primi del Novecento nella ex chiesa di San Bernardo, fatta costruire nel 1371 da Bernabò Visconti, signore di Milano, come cappella ducale fuori dal borgo medievale a sud del santuario. Sconsacrata e trasformata in casa civile d’abitazione è oggi riconoscibile per una finestrella quadrata devozionale sul muro esterno e, quando divenne ristorante, prese il nome da due colonne in marmo che erano al centro dell’aula. Poi il locale si trasferì nell’attuale location.

Ma torniamo allo chef. Che tipo di proposta gastronomica bisogna aspettarsi con il suo arrivo?

"Qui intorno c'è tanto verde e la stazione d’arrivo per chi sale al Sacro Monte – spiega Battistoni al Gambero Rosso - La nostra offerta sarà doppia, bar e brasserie al piano di sopra con panini, piatti stagionali (vitellino e salsa tonnata fresca, brasato, polenta e ossobuco), cestini per ciclisti di passaggio e il ristorante vero e proprio al piano di sotto, con la veranda e la vista lunga sulla vallata”.

Si parla di prezzi tra i 40 e i 50 euro, circa 15 per il bistrot, "con menu classici (terrina di piccione, agnolotti, carbonara di mare) accanto a ciò che di volta in volta stuzzica la fantasia dell’artista ai fornelli". Chi vorrà potrà pernottare in una delle dieci comode camere, tutte con balcone affacciato sulla vallata.