| Il primo e più convinto ambientalista della storia? Fu il "menestrello" san Francesco d'Assisi. Amava la terra come la madre, insegnava a rispettarla e a proteggerla |
| Venerdì 21 Ottobre 2011 09:19 |
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L’educazione religiosa deve orientarsi concretamente verso l’ambiente. E’ indubbio che l’opera educativa debba vedere coinvolte tutte le agenzie interessate, la Chiesa innanzitutto. Su questo argomento ha tutte le carte in regola, potendo contare sul menestrello più ambientalista che sia mai esistito, San Francesco d’Assisi. Francesco ha insegnato al mondo ad amare la terra come una madre, esprimendo sotto forma di laude la gioia di questa straordinaria maternità. L’assolutismo sentimentale di Francesco non lascia dubbi su cosa significhi realmente amare l’ambiente, sentirlo fisicamente e spiritualmente madre e fratello, coinvolto in un amore filiale unico nella sua straordinaria complementarietà. Dio lo si può amare in tanti modi, ma, forse, il modo migliore è proprio quello di rispettare la Creazione, tutti gli esseri e le creature che ha voluto distribuire sulla terra. Il catechismo del rispetto ambientale è il miglior catechismo possibile, ma solo se è supportato da esempi concreti. Ne abbiamo pochi e quei pochi sono continuamente messi in discussione da intolleranti che vorrebbero dipingere il mondo a loro immagine. Francesco attirava a sé nobili e straccioni, intellettuali e cavalieri con la forza dell’esempio. Non si può insegnare il rispetto se non siamo noi i primi ad edificarlo, pietra su pietra, con buona volontà e fatica. Francesco insegnava ad amare la natura vivendola. Da lei otteneva tutto senza estorcere nulla e di lei amava tutto, persino gli esseri meno belli, solitamente relegati in ruoli reconditi e subalterni. Non aveva bisogno di comunicati stampa, di orazioni da piazza, di cartelloni pubblicitari, di confinare gli esseri viventi in spazi definiti, il concetto di spazio di Francesco superava le barriere legislative e politiche, le diatribe tra pubblico e privato, tra estinzione e sopravvivenza, perché lui era convinto che l’ordine divino fosse già straordinariamente perfetto e non avesse bisogno di interventi riparatori. L’amore è una realtà complessa che comprende tutto, perché il tutto è il principio e l’origine delle cose, l’uomo è solo un frammento piccolissimo di un preziosissimo mosaico. Nasce dalle piccole cose, da forme di rispetto guidate dal cuore sensibile di un educatore, la cui parola passa attraverso l’esempio quotidiano. Tenere puliti una casa, una classe, una scuola, una via, una piazza, un oratorio è espressione e acquisizione di coscienza civica, passaggio di contributi educativi individuali e collettivi al benessere della società, significa anche rispettare quel bene prezioso che è “sorella nostra madre terra”, nel grembo della quale trascorriamo la nostra vita. L’educatore deve saper giocare con il divertimento e la consapevolezza, con l’idea e la concretezza, la libertà e il diritto, il diritto e il dovere. Nello sviluppo dell’opera educativa non esistono recinti o barricate, ideologie o strategie che dividano, esiste solo la buona volontà di comunicare all’uomo le sue responsabilità, nelle modalità e nelle forme più consone a ciascuno. Chi non rispetta l’ambiente in cui vive e chi non educa al rispetto compie una gravissima mancanza nei confronti della comunità e diventa complice della maleducazione, servo di prevaricazioni e trasgressioni, negatore dei principi più elementari che governano i rapporti relazionali all’interno dell’ambiente in cui viviamo. Felice Magnani
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