Martedì 22 Maggio 2012
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Dov'è finita la forza morale di questo Paese? La "casta" è sempre più sorda, la solidarietà un ricordo, un'Italia pensa solo ad arricchirsi e l'altra non ha più un lavoro
Sabato 29 Ottobre 2011 07:56

Siamo di fronte alla stretta finale. La battaglia si fa dura. I paperoni difendono a spada tratta la loro ricchezza e il potere e parlano spesso a sproposito agli operai, ai disoccupati, ai senza tetto, a chi vive una vita difficile. Hanno ancora il coraggio di promettere, di far credere di essere i paladini della povera gente, di quella che fa fatica a campare e spendono fiumi di belle parole. Sono sempre in televisione, hanno bocche larghe, spropositate, mascelle robuste come quelle dei mastini, dicono che hanno fatto tanto, sempre più degli altri e si azzannano per rendere più credibile la farsa.

Eppure, in questo Paese strafottente ci sono tante personerante di tutto.fermando che che hanno ancora la forza di credere, di nutrire speranze, di pensare che ci sia qualcuno al quale affidare la propria dignità, qualcuno che possa rendere più accettabile e sicura la loro esistenza. La gente vuole giustizia, legalità, sicurezza, lavoro, rispetto, pane per i propri figli. I cittadini sono stufi di essere presi in giro da manipoli di “buoni a nulla” che continuano a depredare le casse dello Stato e quelle già povere della gente comune. L’Italia è preda di una mafia che non è più soltanto quella del sud, ma quella di una morfologia tutta nordista, che si esprime a vari livelli e nei più svariati settori.

Sono sempre più frequenti gli scandali e i fenomeni di tipo delinquenziale che hanno come protagonisti cittadini che appartengono a categorie con responsabilità pubbliche e che dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto. La gente si aggrappa dove può, rischiando di finirci dentro, proprio come succedeva in taluni casi nella Sicilia di molti anni fa, quando i cittadini erano costretti a trovarsi il protettore di turno con tutte le conseguenze del caso. Si ha la spiacevole impressione che in questa Italia comandino gli arroganti, i prepotenti, i prevaricatori, i trasgressori, coloro che hanno come unica legge il tornaconto personale.

La “casta” sembra essere sempre più sorda e insensibile, lontana dal territorio e dai suoi problemi. Il cittadino vive una condizione servile, schiavo dei potenti e cerca d’inseguire una speranza sempre più difficile da realizzare. Lo spirito di solidarietà è sparito, volatilizzato. C’è un’Italia che insegue le proprie fortune e se ne infischia delle sfortune dell’altra. Italiani contro italiani, una sorta di nuova “guerra civile” consuma la forza morale di un Paese che una volta era tra i più apprezzati nel mondo. Felice Magnani