Martedì 22 Maggio 2012
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Comprendere gli immigrati, accettarne l'integrazione e favorire la promozione umana: la cultura è il ponte per superare la barriera dell'ignoranza e per capire gli altri
Martedì 06 Dicembre 2011 10:05

Immigrazione, integrazione, promozione umana. Al di là dei “toni da crociata” di certa battaglia politica retrograda e sconsolante, la cultura è lo strumento di emancipazione che può aiutarci a capire e accettare gli altri, cominciando dal confronto con la loro cultura. L’intermediazione richiede la capacità di conoscere e approfondire i costumi, le tradizioni, le lingue, le religioni e di stabilire relazioni che favoriscano il rispetto e la conoscenza reciproca. La cultura, in questo preciso momento, ha la funzione di saldare valori e principi che potenzino l’attività politica degli Stati, impegnati a collaborare per creare le condizioni di un mondo fondato sul dialogo e sul confronto. La religione cattolica è una straordinaria mediatrice culturale, perché potenzia e favorisce la promozione umana, la comprensione e la conciliazione tra i popoli e il dialogo attraverso la solidarietà sociale. Il cristianesimo è stato ed è ancora oggi il riscatto dell’umanità dalla condizione di schiavitù all’emancipazione, il passaggio dalla condizione di subalternità ideologica e culturale a quella di liberazione e di salvezza.

Purtroppo in questi anni di tecnicismo, d’imprenditorialità esasperata, di telematica e di elettronica, l’uomo sembra avere disimparato a guardarsi dentro, a riconoscere la propria dimensione umana, i sentimenti, gli affetti, la vasta gamma di interiorità che lo caratterizza. Spesso si privilegiano la spettacolarità dell’immagine esteriore rispetto alla ricerca interiore, l'aspirazione al successo rapido rispetto a un saggio percorso introspettivo che metta a fuoco la capacità dell’essere umano di vivere e di pensare, di riflettere e di valutare. La cultura classica ha subito un declassamento così come l’educazione civica, pilastro di tutto il nostro sistema educativo. Progresso e civiltà si sono incontrati e scontrati, lasciando sul campo vuoti esistenziali e problematiche tuttora irrisolte. In molti casi l’uomo studia, lavora e produce in modo individualistico, finalizzando tutto alla soddisfazione materiale.

Si è perso di vista che la cultura è un bisogno dello spirito, il ponte tra il noto e l’ignoto, il desiderio di superare la barriera dell’ignoranza per accedere a una visione più completa del proprio essere e della realtà che ci circonda. E’ diventata un optional che ciascuno adatta alle proprie personali esigenze. Sembra essere venuta meno la cultura come aspirazione ad approfondire lo spazio mentale ed esistenziale, il rapporto che ci lega alla natura, alla scienza, a tutto ciò che amplifica lo spazio operativo. Eppure è lo strumento che ci permette di conoscere, apprendere, mediare e comunicare, è la fonte primaria della storia, del nostro essere creature intelligenti, votate alla conoscenza come forma di equilibrio esistenziale. La cultura religiosa, ad esempio, ci ha permesso di stabilire un contatto con il trascendente, con la vocazione soprannaturale che scuote il desiderio delle creature di indagare l’infinito, il rapporto che lega la terra al cielo, la ragione e la fede, lo spirito e la materia. Felice Magnani