| Il politico può ottenere il rispetto dei cittadini? Si, se agisce secondo un codice etico che anteponga sempre il bene comune e l'interesse pubblico a quello privato |
| Domenica 05 Febbraio 2012 10:12 |
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Come si ottiene il rispetto dei cittadini? L’immoralità di certa politica ha generato molti mali che oggi affliggono il costume della nostra società, mali come la trasgressione, la prevaricazione, la confusione dei ruoli e delle figure di riferimento, la sfiducia nelle leggi, nella giustizia, nella legalità, nell’educazione e nelle forme che regolano il nostro sistema democratico. Deputati, senatori e amministratori pubblici sotto inchiesta, battaglie in Parlamento sulle autorizzazioni a procedere, furbi e furbetti del quartierino, uomini di partito al centro di pesanti sospetti di ruberie e d’interessi privati in atti d’ufficio: sembra più che mai necessario, per non dire urgente, ripristinare l’ordine etico di chi ha pubbliche responsabilità. Moralizzare la politica è essenziale per ricostruire il clima di fiducia in cui il popolo può riconoscersi e lavorare. La politica non è una sezione staccata della società ma la diretta espressione del corpo elettorale e ha il compito di interpretare e capire in quale direzione operare per il bene della comunità. La costruzione del bene pubblico deve essere, infatti, l’obiettivo primario di tutta l’azione politica. Come ottenere allora il rispetto dei cittadini? Sicuramente con l’esempio e con regole dall’alto valore educativo. Non esiste rispetto senza cultura e non c’è cultura senza educazione. Bisogna dare al cittadino dei modelli e degli stili di comportamento adeguati. Anche il bisogno di sicurezza gioca un ruolo importante in una democrazia forte e matura. Essa nasce all’interno di un sistema educativo che pone al centro l’uomo, il suo livello di consapevolezza, la sua capacità di interagire con il territorio e prende corpo nella famiglia, nella scuola e nella società civile. La sicurezza è un fatto culturale e diventa un problema nel momento in cui mette a rischio l’incolumità morale e fisica delle persone e tutto il sistema delle relazioni. Diversi fattori possono alimentare la mancanza di sicurezza, ad esempio il venire meno del concetto di autorità. Oggi assistiamo a un progressivo depauperamento delle regole, delle figure e dei ruoli. Si commettono molti reati e nella maggior parte dei casi restano impuniti per eccesso di garantismo. Educazione e responsabilità sono passaggi necessari per creare le condizioni di un modello democratico garante della sicurezza dei cittadini incoraggiando, promuovendo e premiando i comportamenti virtuosi. Lo Stato deve essere capace di valorizzare le migliori doti dei cittadini che dispongono di risorse e qualità, di fantasia e creatività, di volontà e di aspirazioni a fare e a condividere. Si tratta di permettere a ognuno di esprimere la ricchezza che ha nel cuore e nella mente, indipendentemente dalle condizioni sociali e intellettuali. Promuovere l’essere umano e rompere l’incantesimo che ha ingessato la politica in questi anni, è uno dei compiti fondamentali di chi si propone di cambiare le regole del gioco. Il politico deve avere l’onestà intellettuale di essere coerente con i principi e i valori che stanno alla base del patto di fiducia sottoscritto con i cittadini. Deve agire secondo un codice etico che anteponga sempre l’interesse pubblico a quello privato, avvertire e promuovere il rispetto delle persone, avere la volontà di operare per il bene della comunità, nella liceità e nella legalità. Deve essere onesto nell’esercizio del potere, nell’elaborazione del proprio pensiero, nell’intrapresa politico-amministrativa, nel rispettare le promesse fatte, nel porsi di fronte a chi gli ha dato fiducia e gli ha affidato il proprio voto. Onestà intellettuale significa dichiarare apertamente i propri valori senza il timore di compromettersi per piacere a qualcosa o a qualcuno e senza arretrare di fronte alla disonestà. In molti casi la politica si è giocata la fiducia della gente e genera insicurezza perché non ha saputo difendere con sincerità, fino in fondo, la propria missione: ciò che serve oggi è sapere gestire il potere nell’interesse collettivo, amministrare l’autorità con saggezza, rispondere ai bisogni della popolazione e dare l’esempio. Ci siamo spesso imbattuti in uomini politici che si sono costruiti una morale a uso personale, di comodo, modellata sulle proprie mire personali, pronta a giustificare qualunque atto per soddisfare la propria ambizione a dispetto delle necessità degli altri. Ci vuole una nuova “carta dei valori” per evitare che le morali individuali e arbitrarie proliferino e finiscano per destabilizzare la centralità della persona umana e la sua dignità sancita dalla Costituzione. Felice Magnani
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