| Magnifico: "Sacromonte poco visitato" |
| Martedì 24 Novembre 2009 21:21 |
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VARESE - "Dio ha fatto la provincia di Varese in un giorno di buonumore". E' il simpatico complimento che il direttore del FAI, Marco Magnifico, ha rivolto alla città giardino dalla Villa Napoleonica, dove lunedi 23 novembre si è svolto un dibattito con Michele Graglia, Anna Gervasoni ed Enzo Rullani sui dieci anni della rivista Varesefocus e sullo stato di salute del nostro territorio. Sala affollata, molti personaggi noti in platea. Dopo i complimenti, però, arrivano le bacchettate: "Il problema è quando l'imprenditoria - ha aggiunto Magnifico - rovina il lavoro fatto dal buon Dio. Troppi orribili capannoni hanno cancellato i prati tra Besozzo e Gemonio, troppe fabbriche non si integrano con l'ambiente circostante, c'è troppo disordine urbanistico e poco rispetto per il paesaggio. Il progetto della terza pista alla Malpensa va bene, a patto che non danneggi la brughiera". E' un grido d'allarme che riporta alla mente la recente battaglia del FAI contro il degrado delle antenne sul tetto del Grand Hotel Campo dei Fiori, entrato di prepotenza nel Guinness delle brutture d'Italia. "Sappiamo tutti com è ridotto il grande albergo liberty - protesta Magnifico - Eppure il Sacro Monte è tra i valori fondanti dell'identità dei varesini, è una delle meraviglie d'Italia, più bello di Varallo e spesso io ci porto gli amici da Milano. Ma quanti milanesi e lombardi lo frequentano davvero? Secondo i dati del ministero dei Beni Culturali, il Colosseo a Roma stacca cinque milioni di biglietti l'anno e produce incassi, con l'indotto, per 300 milioni di euro". Forse, ha l'aria di dire il numero uno del FAI, qualcosa di meglio potremmo fare anche noi. Il presidente dell'Unione degli industriali Michele Graglia concorda: "Varese potrebbe sfruttare meglio le bellezze del territorio - osserva - le istituzioni dovrebbero intensificare le sinergie, varare programmi per il futuro e creare infrastrutture. Evitando gli errori di urbanizzazione e le decisioni affrettate. La legge - conclude - deve tutelare e non rovinare quello che esiste".
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