| Il Paliotto di Ludovico Il Moro in prestito al Poldi Pezzoli per la mostra sulle sete d'oro |
| Domenica 08 Novembre 2009 11:18 | |
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MILANO - Il Paliotto con gli stemmi di Ludovico Il Moro e della moglie Beatrice d'Este, uno dei fiori all'occhiello del Museo Baroffio e del Santuario, sarà esposto al Poldi Pezzoli di Milano fino al 21 febbraio 2010 nell'ambito della mostra "Seta, Oro, Cremisi, segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza" inaugurata il 29 ottobre. Il prezioso reperto, concesso in prestito, sarà dunque a disposizione dei cultori d'arte per gran parte del periodo di chiusura stagionale del museo del Sacromonte. Il Paliotto, un gioiello dell'arte tessile e del ricamo nella Milano sforzesca, fu commissionato dal duca in ricordo delle nozze con Beatrice d'Este celebrate nel 1491 e donato al santuario di S.Maria del Monte che era luogo di devozione caro agli Sforza . Gli stemmi sono ripetuti quindici volte, racchiusi entro girali di gelso, la pianta rappresentativa del Moro (per l'allusione al nome latino del gelso, morus, su cui si ricalca anche il nome dialettale della pianta "celebre" per l'allevamento del baco da seta) e sono sormontati da una raffinata fascia decorativa che alterna il caduceo e la scopetta, l'emblema prediletto da Ludovico. Pur con tutte le cautele del caso, il parere favorevole al prestito è stato espresso considerando l'importanza della mostra milanese, la cui realizzazione è stata preceduta - come sempre più raramente accade - da un'articolata ricerca sui tessuti auro-serici lombardi del XV secolo e da accurate analisi sulle tinture, con un metodo mai applicato finora in Italia.
La mostra rientra nel più vasto progetto del Dipartimento Arti Applicate ISAL, La produzione serica in Lombardia dal 15° al 20° secolo (PSL), realizzata dal direttore delll'Isal, Chiara Buss e da Annalisa Zanni direttore del Poldi Pezzoli. Durante la prima fase del progetto, che ha riguardato Velluti, damaschi e broccati d’oro nel Ducato di Milano: 1392 – 1535, è stato studiato anche il Paliotto leonardesco del Museo Baroffio e del Santuario, così detto per il singolare ricamo a rilievo imbottito di bambagia e in parte dipinto che riproduce la versione parigina della celebre Vergine delle Rocce di Leonardo, posta tra S. Girolamo penitente e S. Francesco che riceve le stigmate. Chi desidera leggere le schede delle opere esaminate e approfondire i vari aspetti tecnici può sfogliare il sito www.setainlombardia.org, in costante aggiornamento.
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