| Otto Monestier, un angolo di Cappella Sistina a Boarezzo |
| Lunedì 07 Dicembre 2009 00:00 |
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Da “artigianello” a direttore artistico della Rizzoli Editore, fino ad esporre in importanti mostre d’arte internazionali. S’inaugura sabato 12 dicembre nella Sala Veratti a Varese (a partire dalle ore 17) la mostra antologica dedicata a Otto Monestier (1918/1997) che rende omaggio a un artista a tutto tondo che fu grafico, giornalista, pittore, scultore e designer. Milanese, figlio di Clito, pittore del periodo liberty e illustratore della Domenica del Corriere, Monestier frequentò la scuola d’arte Beato Angelico e si diplomò a Brera, prima di entrare alla Rizzoli come grafico pubblicitario diventando stretto collaboratore e amico del “cumenda”, Angelo Rizzoli, fondatore dell’impero editoriale.
In quasi cinquant’anni di attività, Otto Monestier si è misurato in tutte le discipline figurative e la mostra propone un panorama, sia pure limitato, del suo eclettismo, del talento e della vasta curiosità artistica. Vale ancora la pena citare il progetto grafico del Giornale di Varese nel 1973 e la figura del Falegname nel “villaggio dipinto” a Boarezzo in Valganna (Varese), che affrescò nel 1984 ispirandosi al profeta Ezechiele nella volta michelangiolesca della Cappella Sistina.
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Una mostra antologica dedicata al pittore, scultore e designer di Induno Olona che fu stretto collaboratore e amico del “cumenda”, Angelo Rizzoli
Tra le performances più brillanti la scultura modulare Eva con cui partecipa alla 36° Biennale di Venezia, nel 1972, ottenendo una menzione speciale; la citazione nella sezione di Design Industriale al Museo Georges Pompidou-Beaubourg a Parigi; il grande volto di Angelo Rizzoli, scolpito in marmo nero, per la Cartiera Burgo a Marzabotto e l’ideazione del logo della Fieg, la Federazione italiana degli editori di giornali.