Mercoledì 08 Febbraio 2012
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Ecco i varesini che partirono coi Mille
Venerdì 09 Aprile 2010 19:14

VARESE - Tra loro c'erano un possidente di Tradate (Cesare Castiglioni), uno scultore di Viggiù (Giuseppe Gerolamo Bottinelli) e un portinaio di Castellanza (Luigi Raimondi). Due erano militari di carriera nati a Varese (Giuseppe Valder e Filippo Carlo Bossi, di Sant'Ambrogio, quest'ultimo col grado di ufficiale), altri due commercianti a Laveno (Annibale Pedotti e Giovanni Lorenzo Terruggia) e uno studente di medicina di Caronno Pertusella (Gerolamo Bianchi). Infine c'era un gioielliere nato a Gallarate e residente a Cassano Magnago, Daniele Carabelli, che pur d'imbarcarsi a Quarto con le camicie rosse si adattò con entusiasmo a fare il trombettiere. Riferiscono le cronache che suonò la squilla nella battaglia di Calatafimi.

Sono i nove varesini che il 5 maggio 1860 - esattamente centocinquant'anni fa - salparono con i Mille di Garibaldi per liberare la Sicilia e unire l'Italia (senza contare chi, dal Varesotto, arrivò con i propri mezzi o si unì alla truppa in un secondo tempo).

Di nove varesini, perlomeno, parla il libro fotografico "I mille di Marsala" che Germano Bevilacqua pubblicò nel 1985 per Manfrini Editore di Trento sulla base degli album fotografici donati da Alessandro Pavia, il fotografo dei Mille, a Garibaldi e al re Vittorio Emanuele II. Tre in meno dei dodici di cui parla invece l'autorevole Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia pubblicata il 12 novembre 1878: si tratta di tre varesini d'adozione nati altrove.

Sono Rinaldo Arconati, un avvocato la cui nascita è anagraficamente registrata a Milano nel 1841 e morto a Varese nel 1928; Alessandro Casiraghi, di professione cameriere, anch'egli nato a Milano nel 1841 e , secondo Bevilacqua, anche morto a Milano nel 1919; Pietro Samuele Marchesi, ufficiale tenente bergamasco nato a Covo nel 1836 e morto a Golasecca nel 1876. Questi tre, dunque, andrebbero aggiunti ai nove di cui sopra.

Ma chi erano questi eroi? Erano giovani, vecchi, poveri, ricchi, colti, analfabeti? Lasciarono a casa mogli e figli ad aspettarli? E ritornarono tutti sani e salvi o qualcuno ci rimise la pelle?

Se ne parlerà lunedi 19 aprile alle 21 all'incontro pubblico "I garibaldini varesini nell'impresa dei Mille" in programma al liceo musicale di Biumo, ex area Cagna in via Garibaldi, per iniziativa di Varese per l'Italia, l'associazione costituita per i 150 anni della battaglia di Biumo Inferiore - 26 maggio 1859 - in cui cadde Ernesto Cairoli.

Relatori della serata i "garibaldini ad honorem" Giuseppe Armocida docente all'Università dell'Insubria e Robertino Ghiringhelli professore alla Cattolica di Milano. L'ingresso è libero, l'occasione imperdibile.