Mercoledì 08 Febbraio 2012
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Valcavi e il Museo del Risorgimento
Sabato 01 Maggio 2010 10:40

VARESE - Ripristinare il museo del Risorgimento e riaprirlo alle scuole, cioè alla funzione istruttiva che ha sempre avuto e che deve tornare ad avere. E' questo uno dei lasciti morali, certamente non l'ultimo per importanza di Giovanni Valcavi, l'avvocato varesino e figura istituzionale di primo piano di cui si sono svolti i funerali venerdi 30 aprile nella basilica di San Vittore.

Erano presenti, con i gonfaloni del Comune di Varese e dell'associazione partigiani, con la moglie Paola e i famigliari, con il professor Armocida a rappresentare l'Università dell'Insubria e con tante altre autorità, il sindaco Attilio Fontana e il vicesindaco Giorgio De Wolf, con tanto di fascia tricolore. E proprio ad essi è idealmente recapitato il messaggio di Giovanni Valcavi, presidente onorario del comitato Varese per l'Italia-26 Maggio 1859: "Uno degli obiettivi che l'avvocato aveva assunto - spiega Luigi Barion, presidente effettivo del comitato garibaldino - era di ricordare i varesini che sono morti nella battaglia di Biumo e via via fino alla prima guerra mondiale che del Risorgimento fu il culmine. E poi celebrare degnamente l'Unità d'Italia in cui credeva con assoluta fermezza. Ricordo le smorfie  di disappunto e d'ironia con cui sottolineava i discorsi di chi inneggiava alla secessione".

"La volontà che Valcavi ci lascia - aggiunge Barion - è il desiderio di riaprire il Museo del Risorgimento perchè le scuole e i giovani possano conoscere da vicino i sacrifici compiuti da uomini come Ernesto Cairoli, i fratelli Emilio ed Enrico Dandolo, Francesco Daverio, Emilio Morosini e i volontari partiti con Garibaldi per unire e liberare l'Italia dal giogo straniero. La prossima settimana noi, in suo nome, faremo avere una lettera al sindaco e per conoscenza agli assessori e ai consiglieri comunali con la richiesta ufficiale di riattivare il Museo del Risorgimento, offrendoci di prestare la nostra opera gratuitamente per il riordino dei cimeli, oltre 1500 pezzi che sono depositati nei magazzini. Ci sono alcune stanze vuote a Villa Mirabello e se il Comune ci mette a disposizione un paio di locali, noi c'impegniamo ad allestire il materiale. Se il Comune acconsente, fa qualcosa di autenticamente riconoscente alla memoria dell'avvocato Valcavi, tenuto conto che fino a quindici, venti anni fa gli studenti arrivavano con i pulllman a rendere onore alle vestigia risorgimentali di Villa Mirabello".