Martedì 22 Maggio 2012
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Giuseppe Garibaldi? E' nato a Varese
Martedì 20 Aprile 2010 06:27

VARESE - Giuseppe Garibaldi è nato a Varese. Lo ha detto Giuseppe Armocida parlando ieri sera a un folto pubblico riunito al Liceo Musicale per una serata che si potrebbe definire "carbonara" dato il disinteresse dell'epoca in cui viviamo per i valori del Risorgimento. Tema dell'incontro "I garibaldini varesini nell'impresa dei Mille", un breve e intenso convegno organizzato dalla neonata associazione "Varese per l'Italia" costituitasi per ricordare la battaglia di Biumo del 26 maggio 1859 in cui cadde, tra gli altri, Ernesto Cairoli.

In che senso dunque Garibaldi è nato a Varese, visto che tutti sappiamo che mamma Rosa lo mise al mondo a Nizza? Diamo la parola ad Armocida: "Garibaldi è varesino perchè militarmente nacque qui con la battaglia di Luino nel 1848 dopo il rientro dal Sudamerica (Luino fu la prima città a dedicargli un monumento). Di nuovo ripartì dal Varesotto, nel 1859, quando sbarcò a Sesto Calende e sostenne il vero battesimo delle armi sul suolo italiano a Biumo. Infine Varese lo elesse in Parlamento benchè la maggiorparte dei cittadini fosse conservatrice e monarchica".

Nel Varesotto, dunque, Garibaldi incominciò a costruire la fama d'imbattibile stratega che troppi denigratori riducono oggi a una volgare capacità di comandare soltanto guerre per bande: "In realtà - ha detto Armocida - il Generale dimostrò in numerose circostanze la sua grandezza militare come al Volturno dove, con truppe molto inferiori ai borbonici, vinse sul campo una vera e propria battaglia fra eserciti regolari". 

Sul banco dei relatori, con il docente dell'Università dell'Insubria, l'altro "garibaldino ad honorem" del mondo accademico prealpino, Robertino Ghiringhelli, che insegna all'Università Cattolica di Milano e ha delineato il quadro storico in cui si svolse l'impresa dei Mille e il contributo dato dai varesini: che furono nove, dodici o anche di più, secondo che si tenga conto dei nati a Varese, dei residenti, di coloro che accorsero in Sicilia a operazioni già cominciate o che, avendo combattutto in camicia rossa, si stabilirono successivamente all'ombra del Sacro Monte.

Le due appassionate relazioni sono state introdotte dal giornalista Luigi Barion che ha ricordato le prossime tappe dell'associazione: il 5 maggio a Genova per l'inaugurazione del restaurato monumento di Quarto dove i Mille (in realtà 1088) s'imbarcarono per la Sicilia; l'8 maggio a Cassano per ricordare la figura di Daniele Carabelli trombettiere delle camicie rosse; domenica 9 maggio al museo del Risorgimento di Genova e al cimitero di Staglieno dove riposa il fondatore della Giovine Italia, Giuseppe Mazzini.

Sul palco del Liceo Musicale, il picchetto d'onore di camicie rosse varesine ha vegliato sul "regolare svolgimento" dei lavori (nei prossimi giorni sarà in trasferta a Palermo). In sala una nutrita rappresentanza di fedelissimi del tricolore fra cui l'ex sindaco di Varese Angelo Monti, Leonardo Tomassoni, Franco Prevosti, Stefano Tosi, Maria Pellegatta, Alessio Nicoletti, Ivo Bressan, Giancarlo Di Ronco, Barbara Parola, Roberto Gervasini, Ottavio Lonati: "Tutti insieme - ha ammonito il "tribuno" Luigi Barion dal palco - per un'Italia libera, solidale e unita".