| ANNIVERSARI MEMORABILI SULLA VIA SACRA |
| Martedì 08 Febbraio 2011 10:35 |
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figlio d'arte fra Torino e Sacro Monte
E’ l’autore della pala d’altare nel santuario che raffigura "Cristo benedetto dalla vergine prima del Calvario" (il Commiato di Cristo). Sulla salita del Sacro Monte decorò invece la XIV cappella e, nel 1686, dipinse l'Ecce Homo sulla parete dell'XI con una "raccomandazione" dello zio
TORINO – Si è conclusa negli appartementi barocchi di Palazzo Carignano (sede del museo nazionale del Risorgimento) la mostra per i 350 anni dalla nascita di Stefano Maria Legnani, detto il Legnanino (1661 – 1713), l'artista saronnese che realizzò quasi tutte le decorazioni a fresco di Palazzo Carignano e a cui si devono diverse opere nel santuario di S. Maria del Monte e lungo la Via Sacra di Varese. All'interno del santuario il Legnanino firmò la pala d'altare raffigurante Cristo benedetto dalla vergine prima del Calvario (il Commiato di Cristo). Sulla salita del Sacro Monte decorò invece la XIV cappella e, nel 1686, dipinse l'Ecce Homo sulla parete esterna dell'undicesima Fu il padre Ambrogio, autore di un'Annunciazione nella cappella delle romite a S. Maria del Monte, a introdurlo tra i committenti dell'epoca e, presumibilmente, lo zio paterno che era vicario rettore di S. Maria del Monte, gli fece avere la commessa per gli affreschi.
La storia della famiglia Legnani è sviscerata nei dettagli in due libri di Vittorio Pini, il valente storico saronnese già autore di fondamentali studi su Bernardino Luini e Leonardo Da Vinci. Il percorso espositivo della mostra torinese si sviluppa intorno ad una trentina di opere, provenienti da chiese, palazzi e musei di tutta Italia.
In buona parte esse spettano al Legnanino come la pala per la chiesa romana di San Francesco a Ripa, la prima opera nota, o il telero di Miasino. Nato a Milano il 6 aprile 1661 da Giovanni Ambrogio e Isabella Bussola e battezzato in Duomo, proveniva da una famiglia di artisti d'origine saronnese. Si formò a Bologna nella bottega di Carlo Cignani e a Roma, dove lasciò una Sacra Famiglia in San Francesco a Ripa, anteriore al 1686.
Stefano Maria Legnani condusse la propria carriera toccando anche località lontane come Torino e Genova. Giocò un ruolo d'innovatore nell'ambiente pittorico lombardo negli anni che precedettero l'arrivo di Tiepolo e la moda della grande decorazione dell'affresco settecentesco, protagonista d'un gusto nuovo e leggero.
I contatti con il Barocco e il Tardobarocco genovese furono una componente fondamentale della sua pittura. La sua attività si svolse, oltre che a Milano e in Lombardia, nel Novarese, in Piemonte e in Liguria (Genova, presbiterio dell'Oratorio San Filippo Neri). A Torino, dopo aver affrescato la cappella della Pia Congregazione dei Banchieri, fu chiamato a decorare le stanze e la galleria di Palazzo Carignano con soggetti mitologici, su commissione di Emanuele Filiberto il Muto.
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I cicli d'affreschi e la vasta produzione su tela si ispirano prevalentemente alla Storia Sacra (le Storie di Ester nella Chiesa dell'Incoronata a Lodi sono considerate un capolavoro) ma comprendono anche racconti profani. Morì a Milano il 4 maggio 1713, cinquantaduenne, lasciando incompiuti gli affreschi della XIV cappella del Sacro Monte di Varese e fu sepolto nella chiesa di Sant'Angelo.