Martedì 07 Febbraio 2012
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Via Caterina Moriggi lastricata a mosaico?
Domenica 28 Febbraio 2010 00:00

Forse sarà pronto a Pasqua il mosaico della colomba nell’aiuola all’imbocco di via Fincarà

Una bianca colomba in pregiato marmo di Candoglia (lo stesso utilizzato per il duomo di Milano) darà il benvenuto ai visitatori del Sacro Monte “librandosi in volo” nell’aiuola del tornante all’imbocco di via Fincarà; e un progetto ancora più ambizioso potrebbe andare presto in cantiere: lastricare il fondo di via Caterina Moriggi, oggi malinconicamente rattoppato con frettolose colate d’asfalto, con una grande immagine a mosaico. I fedeli che scendono dalla funicolare potrebbero camminarci sopra salendo verso il santuario: sarebbe una bella passeggiata all’insegna dell’arte e dell’elevazione spirituale.

Sono i sogni nel cassetto della Cooperativa San Francesco, l’azienda specializzata in acciottolati, piastrelle e mosaici d’arte per arredare giardini, piazze, cortili e siti storici che apre i battenti in via Fincarà 51: “Con una caratteristica cui teniamo molto – spiega il presidente Graziella Dissegna, 47 anni, mosaicista varesina autodidatta, da una vita nel volontariato e da dieci nella cooperativa sociale - utilizziamo pietre e materiali del territorio e ci proponiamo di reinserire al lavoro persone “svantaggiate”.


Inizio LavoriDON GUANELLA E DON BARBAN
Alle spalle di Graziella un’esperienza con l’Opera Don Guanella di Albizzate (scuola di formazione professionale, riqualificazione ambientale e abitativa, inserimento lavorativo dei disabili) che ora vuole riproporre a Santa Maria del Monte: “La cooperativa San Francesco ha radici nel mondo della solidarietà – spiega – crediamo nella dignità del lavoro manuale per creare occasioni di reinserimento sociale. Operiamo nell’edificio in via Fincarà che una volta ospitava la comunità di don Barban proprio di fronte al tornante che sale verso il piazzale Pogliaghi. Vi abbiamo trasferito il magazzino dalla sede di Albizzate, ceramiche, pannelli, acciottolati e piastrelle con motivi e disegni medievali”.


LA GENTE HA DATO UNA MANO
Alcuni esempi dei rivestimenti prodotti nel laboratorio della cooperativa sono esposti nell’emporio appena inaugurato: “Il negozio è il primo passo per ridare vita al paese e anche noi della cooperativa vorremmo dare il nostro contributo. La prima occasione potrebbe essere proprio il mosaico nell’aiuola del tornante in via Fincarà. Per ora l’abbiamo ripulita dei vetri e delle cartacce, abbiamo piantato i fiori con il contributo economico dei ristoratori e dell’erboristeria del borgo e devo dire che molti sacromontini ci hanno aiutato a dissodare il terreno, a strappare le erbacce e fare la malta. C’è stata molta partecipazione. I disegni tecnici sono già pronti, il tempo di presentare il progetto in Comune e contiamo di inaugurare l’opera per Pasqua con la procedura più rapida prevista per le pratiche viarie”.


PIETRE E IDENTITA’ LOCALI
Col  sole dicembre 2009 - foto FumagalliIl mosaico rappresenterà una colomba che spicca il volo dal Sacro Monte e sullo sfondo si scorgeranno il borgo e la via Sacra. Il campo di 7-8 metri quadrati sarà realizzato attingendo al ricco patrimonio delle pietre locali: “L’impiego di questo materiale sottolinea l’esigenza di tutelare la montagna dal degrado, dall’assalto del cemento e dell’asfalto – aggiunge il vicepresidente della cooperativa Guerrino Michilini, 65 anni – Pensiamo di completare il mosaico con la frase “Fundamenta eius in montibus sanctis”, tratta dalla prima riga del Salmo 87 della Bibbia, che figura sulla chiesa dell’Immacolata all’imbocco della Via Sacra e sul pavimento all'ingresso del santuario. Significa che le fondamenta della fede sono nei sacri monti. Dal diluvio universale alle tavole della legge di Mosè, tutto il Cristianesimo fa riferimento ai sacri monti e il primo si trova proprio sul monte Ararat, simbolo di speranza per l’uomo”.


STEMMI DAVANTI ALLE CASE
Il progetto piace a Ottavio Lonati, il presidente della cooperativa Ambiente e Sviluppo che gestisce l’emporio: “Io sarei favorevole a lastricare a mosaico non solo l’aiuola di via Fincarà e il fondo di via Moriggi ma tante altre stradine del Sacro Monte – dice – Come fondatore del Principato di Santa Maria del Monte ho anche proposto di realizzare uno stemma araldico davanti alla casa di ciascuna famiglia che risiede nel borgo. La nobiltà storica non ci manca davvero”.

"Pur non avendo preso visione del progetto - commenta Ambrogina Zanzi, presidente degli Amici del Sacro Monte - si tratta di una bella iniziativa e l'idea di impiegare pietre e materiali del territorio nella realizzazione del mosaico è sicuramente azzeccata. Preferirei delle rondini rispetto alla colomba perchè richiamano la storia delle romite ambrosiane. Per quanto riguarda la pavimentazione a mosaico di via Moriggi pur apprezzando l'entusiasmo e la voglia di fare ritengo che l'iniziativa debba essere preventivamente coordinata e inserita in un progetto complessivo più ampio di valorizzazione del borgo con il coinvolgimento della Soprintendenza alle Belle Arti".

Sergio Redaelli