Giovedì 09 Settembre 2010
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Il Tar annulla ordinanze anti-antenne
Domenica 31 Gennaio 2010 11:23

VARESE - "Ho firmato due ordinanze di abbattimento di antenne lungo la Via Sacra e il Tar le ha sospese dicendo che prima c'è la comunicazione, poi tutto il resto". Lo ha rivelato il sindaco Attilio Fontana durante una tavola rotonda che si è tenuta nella redazione della Prealpina per parlare dei problemi del Sacro Monte. "E' uno sconcio che ci siano le antenne lungo la via delle Cappelle - ha rincarato la dose Fontana - Sono offeso come cittadino e come cattolico. Sono tutte installazioni realizzate, oserei dire, vicino all'abusivismo. La battaglia contro le antenne abusive è un importante argomento che sto affrontando con la Regione, ma il Tar ha purtroppo sospeso i mie provvedimenti".

Il j'accuse di Fontana è arrivato, come si diceva, durante un focus cui hanno partecipato l'assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Raffaele Cattaneo, il presidente della Provincia Dario Galli, il vescovo Luigi Stucchi, l'arciprete don Angelo Corno, il direttore de La Prealpina Giancarlo Angeleri e il caporedattore centrale Vincenzo Coronetti. 

Il tema era l'accordo di programma varato dalla Regione che apre nuovi e interessanti orizzonti per affrontare i problemi della montagna sacra varesina. Si è parlato di accesso e mobilità, di parcheggi, di funicolare, di patrimonio d'arte da valorizzare e delle opportunità offerte in prospettiva dall'Expo 2015. Tutti concordi nell'auspicare un grande movimento d'opinione, in cui l'intera comunità sia coinvolta. Si tratta infatti di affrontare complessi problemi pratici e delicati equilibri ambientali tenendo conto del comune sentire dei varesini rispetto a un luogo di devozione e di raccoglimento spirituale. 

"Ci sono due tipi di interventi diversi - ha commentato monsignor Stucchi - uno è mirato a raccogliere l'eredità del Sacro Monte e a renderla fruibile in modo complessivo, con interventi di restauro e conservazione della Via Sacra. Altro capitolo è la conservazione e il recupero dei muri che cadono o la tutela contro i furti. C'è molto da fare sul patrimonio esistente, quello che abbiamo ricevuto e che ci hanno consegnato si deve rendere fruibile. Quindi si deve garantire l'accessibilità, altrimenti ci troviamo con ulteriori fatiche e difficoltà. C'è una bella differenza tra il pensare a ciò che richiede salvaguardia dell'esistente e il pensare a quello che è possibile progettare. Va creata un'opinione seria e fondata che prenda corpo e passi ai fatti. Abbiamo una quantità di cose così straordinariamente belle che facciamo fatica a tenerle ordinate. La città, la Provincia e la Regione hanno la capacità di fare questi interventi, una bellezza così unica dev'essere valorizzata".