| L'"eredità" del conte Giuseppe Panza |
| Domenica 25 Aprile 2010 10:40 |
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VARESE - "Allungare la Via Sacra con altre cinque statue, I Misteri della Luce, sarebbe un modo intelligente di rinvigorire la tradizione di fede di cui il percorso mariano è oggetto da secoli". E' l'autorevole parere con cui il conte Giuseppe Panza si è idealmente accomiatato dal Sacro Monte di Varese, nel dicembre scorso, presentando alla stampa il suo libro Ricordi di un collezionista. Un parere che torna alla mente ora che il conte se ne è andato, lasciando erede la città di una fama culturale che ha contribuito a creare con le collezioni d'arte contemporanea accumulate a Villa Panza a partire dagli anni '50. Ultimo mecenate "rinascimentale" che non sempre l'Italia ha saputo capire e che, nel corso della vita, ha raccolto non meno di 2500 opere d'arte. Il conte Giuseppe Panza è morto la notte del 23 aprile nella clinica Madonnina di Milano ma ha disposto di tornare nella prediletta villa di Biumo per l'estremo viaggio. La camera ardente sarà allestita domani, lunedi 26 aprile, dalle 10 alle 19 nella casa-museo in cui aveva riversato il suo amore per l'arte, in cui trascorreva le estati facendo lunghe passeggiate nel parco, dove amava tornare nelle festività guardando e riguardando le sue opere e spesso confrontarsi con i visitatori. Aveva 87 anni. Lascia la moglie Giovanna e i cinque figli Alessandro, Giuseppina, Giulio, Giovanni e Federico. I funerali si svolgeranno martedi 27 aprile nella chiesetta di San Giorgio a Biumo Superiore alle 11. "Al Moca di Los Angeles, al Guggenheim di New York e all'Hirshorn Museum di Washington la sola pronuncia del nome Giuseppe Panza fa brillare gli occhi anche ai non addetti ai lavori", osserva commossa Anna Bernardini che dirige Villa Panza. Nel 1996 il conte-collezionista aveva donato la splendida dimora con il parco, gli arredi, la raccolta d'arte africana e precolombiana e oltre 150 opere d'arte contemporanea qui conservate al Fondo per l'Ambiente Italiano. L'apertura della Villa, con la nuova gestione del FAI, era avvenuta in grande stile nel 2000. "E' stato un ottimo cittadino, una persona di grande intelligenza e fu un peccato, in passato, non aver realizzato qui la sede del Guggenheim come egli aveva suggerito", ricorda il sindaco Attilio Fontana. Questo non ha impedito al conte Panza di continuare ad arricchire lo scrigno d'arte di Biumo che oggi conta centinaia di capolavori. Il conte, come si diceva, ha salutato il Sacro Monte con l'auspicio che si realizzino i Misteri della Luce, un'opera sostenuta dal sindaco Fontana che potrebbe contribuire a sprovincializzare Varese "allungando" il percorso devozionale con opere d'arte di valore internazionale. In passato l'ipotesi ha creato un vivace dibattito in città e forse stavolta l'inimitabile intuito artistico del conte non dovrebbe essere sottovalutato. |


