Giovedì 09 Febbraio 2012
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GiornoPerGiorno :: cronache dei Comuni del Parco del Campo dei Fiori

La città festeggia Renato Guttuso dedicandogli il viale del parco che sale da piazza Motta ai Musei Civici

VARESE – Un luogo centrale, nel parco più bello e amato di Varese. Un luogo simbolo della città-giardino, dedicato a Renato Guttuso. Si è svolta infatti il 3 febbraio, alle 17, la cerimonia di intitolazione  del viale che conduce ai Musei Civici di Villa Mirabello in occasione del centenario della nascita. Il pro... continua...

Villa Recalcati approva il parcheggio sotterraneo da 120 (o forse da 180) posti auto vicino alla Prima Cappella

VARESE - Sarà a basso impatto ambientale e totalmente sotterraneo, disposto su due piani più un eventuale terzo se arriveranno ulteriori fondi per altri sessanta posti. Lo assicura l'assessore provinciale al territorio, all'urbanistica e alle grandi opere, Pietro Galparoli, parlando del parcheggio da 120 posti-auto c... continua...

Sabbia, sale e...multe per le gomme. Il vicesindaco: "I cittadini ci aiutino a spalare la neve davanti alle case"

VARESE –  I mezzi del Comune sono entrati di nuovo in azione stamattina per procedere a una nuova salatura e sabbiatura delle strade. Il passaggio più consistente sarà nel pomeriggio, valutando l’evoluzione delle condizioni meteo. Tutti gli operai disponibili degli assessorati ai Lavori pubblici, alla Tutela amb... continua...

Meno autobus della linea C, di sera, da piazzale Montanari al Campo dei Fiori (e più corse invece per la Rasa)

CAMPO DEI FIORI – Da domenica 5 febbraio ci saranno aggiustamenti alla linea C fino a metà marzo, con capolinea in piazzale Montanari (in base all’utilizzo) e l’istituzione di un sistema di navetta serale con cadenza oraria (non più 40 minuti) tra piazzale Montanari e piazzale Pogliaghi, esteso al Campo dei ... continua...

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In Primo Piano

La nuova sede della Fondazione Paolo VI

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Il progetto dell’architetto Gaetano Arricobene   Entriamo nella sede della Fondazione Paolo VI   In esclusiva le foto dei lavori, il piano d’intervento e la sistemazione degli interni che ospit...

Pio IV, il papa che censurò Michelangelo

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  Luci e ombre del Rinascimento   Una lapide in santuario ricorda il rapporto di amicizia che legò il pontefice milanese a Gian Battista Biumi, medico privato e “consigliere finanziario” varesi...

Biglietti d'arte per il marketing del santuario

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 L'omaggio alla montagna sacra della pittrice Manuela Vasconi Biglietti d'arte per il marketing del santuario  Don Angelo Corno ha fatto stampare 500 biglietti con l'immagine della Madonna Nera che...

San Carlo e la Via Sacra di Varese

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San Carlo e la Via Sacra di Varese   Carlo Borromeo non fece in tempo a vedere l’inizio dei lavori di sbancamento della Via Sacra di Varese che è di vent’anni posteriore alla sua morte, ma sicur...

Santità, gradisce un brodino?

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Bartolomeo Scappi, il cuoco dei pontefici Il "brodo degli apostoli" Il volume di June di Schino e Furio Luccichenti racconta la storia dello "chef-scrittore" di Dumenza (Luino) che fece fortuna a Roma...

La battaglia di Biumo “minuto per minuto”

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STORIA / LA RICOSTRUZIONE IN BASE ALLE CARTE MILITARI La battaglia di Biumo “minuto per minuto” Le strategie, le barricate, lo scontro all'alba, l'attacco alla baionetta e la morte di Ernesto Cai...

L’orologio del pellegrino

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L’ESPERTO Roberto Baggio   L’orologio del pellegrino   Itinerario da S. Ambrogio a S. Maria del Monte seguendo “la strada delle meridiane”   Il più famoso è l’obelisco in piazza San Pie...

Pogliaghi, Verdi e il melodramma

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I rapporti tra il musicista e lo scultore-collezionista che scelse di vivere a Santa Maria del Monte E’ il 27 gennaio 1901: Lodovico Pogliaghi fissa in un quadro le ultime ore di Giuseppe Verdi, mo...

Monumenta Gannensia, di padre Roberto Comolli
Lunedì 19 Aprile 2010 21:22
Il padre benedettino Roberto Comolli racconta in un libro quarant’anni di ricerche: dai rarissimi documenti scritti in latino riemergono inquietanti personaggi, delitti e storie di “cappa e spada”
GANNA - Battaglie dinastiche, incendi e guerre devastanti, furti di preziosi documenti, sospette regalie e fatti di sangue: ci sono tutti gli ingredienti del romanzo “di cappa e spada” nelle plurisecolari vicende della badia di Ganna. Intorno al 1200, il monastero fu un orgoglioso Stato autonomo dotato di libertà civili e d’indipendenza politica; un’abbazia per certi versi paragonabile a Bobbio dove gli amanuensi si prendevano cura dei rarissimi manoscritti trascrivendoli per i posteri. L’avventurosa storia è rievocata dal padre benedettino Roberto Comolli in “Monumenta Gannensia” (Lativa Editore, 2008, 547 pagg.), di Ganna, priore dell’eremo di Santa Caterina del Sasso. Il volume è corredato da 123 documenti in latino con commenti e introduzioni che ricostruiscono le avvincenti traversie della chiesa e del chiostro adagiati ai piedi del monte Poncione. Completano il libro l’elenco cronologico delle carte e l’inserto con le delicate e sempre affascinanti foto di Carlo Meazza.
LA PERGAMENA RITROVATA
Il racconto parte dall’anno di grazia 1095 quando l’arcivescovo Arnolfo III sciolse la chiesa dedicata a San Gemolo dalla pieve di Arcisate concedendole l’immunità (il frammento della pergamena originale fu casualmente ritrovato nel 1899 nell’archivio della collegiata di Santa Maria della Scala a Moncalieri, in Piemonte).  
“Il libro – spiega l’autore - raccoglie tutti i documenti istituzionali dal 1095 al 1827 quando papa Leone XII autorizzò, con un Breve, l’ospedale Maggiore di Milano a vendere i beni della badia. Altri documenti sono ancora da studiare ma bastano quelli riportati nel libro a dimostrare che il monastero era uno Stato indipendente dall’undicesimo secolo. Il priore era sovrano e la sua indipendenza riconosciuta persino dai Visconti, potenti signori di Milano. La badia allora dominava la Strada Romea che dalle Alpi conduceva i pellegrini al centro della cristianità”.
IL FURTO DEI MANOSCRITTI
Il viaggio, mistico e avventuroso, richiamava migliaia di fedeli. Si mettevano in viaggio su strade ignote e insicure senza sapere se sarebbero mai tornati a casa. Proprio come accadde a Gemolo, cui è dedicata la chiesa, trucidato dai banditi prima dell’anno Mille mentre accompagnava, secondo la tradizione, lo zio vescovo a Roma.
La badia controllava 50 mila pertiche di terreno, aveva beni su una ventina di comuni e in tutta la Valceresio fino a Malnate. Il priorato era aggregato all’abbazia di Fruttuaria nel Canavese ed era talmente ricca che ben tre figli di Francesco Sforza divennero priori. “Fu uno di essi – racconta l’autore – a far sparire alcuni manoscritti che poi finirono alla Biblioteca Trivulziana. La badia di Ganna è l’unico monastero benedettino di cui si conoscono bene la struttura e la vita interna e l'identità di quasi tutti i monaci. Nel periodo della sua maggiore potenza, Varese non era che un suburbio di Milano”.
FOLLA DI MONACI E CARDINALI
Scorrono in questo viaggio a ritroso nella storia papi, vescovi e condottieri, personaggi inquietanti e celebri come il sanguinario Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino e il fratello Gian Angelo, futuro papa Pio IV che nel 1563 condusse in porto il Concilio di Trento; riappaiono dall’oblio cardinali, protonotari e potenti penitenzieri pontifici; e poi una folla di monaci, chierici, conversi e arcipreti, nunzi, notai, commendatari, soldati, cantori di cappella e semplici massari. E’ un formidabile affresco di ottocento anni di storia in Valganna.  
Il libro è costato a Roberto Comolli quarant’anni di ricerche, sostenuto da “una passione nata sui banchi della scuola elementare di Ganna, quando la maestra Ida Virginia Comolli si sforzava di trasmettere agli alunni l'amore per le tradizioni della valle”.
UN MILIARDO SPESO INVANO
Il padre benedettino è tra coloro che tentarono, negli anni ’70, di far rinascere il monastero. Contribuì a fondare l’associazione degli Amici della Badia che riscattò parzialmente la proprietà dai privati per una cifra vicina al miliardo di lire: “L’obiettivo era riportare il convento al culto benedettino di rito ambrosiano – spiega - Sarebbe stato l’unico istituto religioso di riferimento in Europa, seguendo la regola dell’ora et labora e la liturgia ambrosiana come nel Duomo di Milano. Sognavamo di recuperare l’immobile acquistando la parte più importante e onerosa. Ma forse i tempi non erano ancora maturi per realizzare il progetto – confessa con rincrescimento – Dovemmo fermarci di fronte a impreviste difficoltà e l’associazione donò poi il monastero alla Provincia che lo gestisce tuttora”.
Chi vuole acquistare il libro può rivolgersi alla segreteria dell’eremo di Santa Caterina del Sasso (0332-647172, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ). Il prezioso volume costa 21 €.           Sergio Redaelli
 

Terza Pagina

IL LIBRO Varese nelle antiche stampe

L’eterno “cantiere” sulla montagnaCopertina del libro

 

La storia per immagini della nascita di un luogo degno di essere paragonato alle grandi “fabbriche” di San Pietro a Roma e del Duomo di Milano

 

Le antiche stampe “raccontano” l’avventurosa storia della costruzione del Sacro Monte, il progredire dei lavori, le modifiche, le aggiunte, i ripensamenti, i cambiamenti di programma che avvennero nel corso di tre secoli. Tutto questo è narrato per la prima volta in un’appassionante cronaca come accade, di solito, solo nei libri dedicati alle più celebri opere monumentali, come la “fabbrica” di San Pietro a Roma o il Duomo di Milano. Alla storia dell’evoluzione del progetto edificatorio della montagna sacra di Varese sono dedicate 165 delle 431 pagine del bellissimo volume “Varese nelle antiche stampe, XVII-XIX secolo”, edito da Giorgio Mondadori a cura dell’Università degli Studi dell’Insubria e dal Centro internazionale di ricerca delle Storie locali e delle Diversità culturali, con il coordinamento editoriale di Filadelfo Ferri e la supervisione scientifica di Claudia Storti. E’ la lunga e affascinante sezione di un libro nel suo insieme imperdibile...

IL LIBRO - Verso il Sacromonte, di Marcello Novario

Copertina - Varso il Sacro Monte

 

Il seminarista Macchi e i partigiani

 

Gli anni della resistenza a Varese, la prigionia nel carcere dei Miogni, la lotta armata, le cellule nelle fabbriche, i compagni partigiani sono i protagonisti del libro “Verso il Sacromonte” edito da Pietro Macchione e presentato nei giorni scorsi alla libreria Feltrinelli con i ricordi, gli scritti, le poesie e i disegni di Marcello Novario (Napoli 1921-Varese 1990), che fu in prima linea nei pericolosi giorni della lotta di liberazione. Come in un film scorrono le immagini della Varese di allora, i luoghi e i personaggi, i morti di San Martino, l’eccidio di Ferno, il cosiddetto ottobre di sangue...