Martedì 22 Maggio 2012
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C. Benzoni: la regio insubrica? Mai esistita
Mercoledì 18 Novembre 2009 11:39

VARESE - L'Insubria? E' una reinvenzione geopolitica che dal presente si proietta sul passato, senza un documentabile riscontro storico. Lo afferma il libro "Prima di Varese" di Claudio Benzoni che sarà presentato venerdi 27 novembre alle 18 allo spazio ScopriCoop a cura di Universauser. Interverranno Carlo Brusa e l'autore. Chi erano e come si chiamavano gli antichi abitanti del nostro territorio? Come e quando nacque Varese? Quali sono le origini della Regione Insubrica? Il libro-indagine di Benzoni riscontra che poco si conosce delle origini di Varese, solo rari segni antichi, suggestioni di luoghi, nessun segno di un borgo antico. Questo vuoto e la scarsità di documenti ha spinto l'autore a indagare sul perchè, di fronte a fonti incerte, spesso leggendarie, esistano molti luoghi comuni e slogan che attribuiscono al territorio nomi e derivazioni da questa o quella popolazione.  

La curiosità maggiore è stata rivolta alla civiltà  di Golasecca da molti considerata la "madre della civiltà  Insubrica". Oggi infatti sono in molti a collegare l’avventura degli Insubri alla sorte dei golasecchiani, anche se nessun indizio archeologico permette di associare e motivare questa evoluzione della popolazione in modo omogeneo su un territorio tanto vasto, così come non è  sostenibile una colonizzazione celto-insubrica omogenea di tutta l’area lombarda. Nessun elemento sinora rinvenuto è  sufficientemente probante da permetterci di affermare che i gruppi umani protagonisti per tutta la prima età  del Ferro, nell’area tra Sesto Calende, Golasecca e Castelletto Ticino, siano stati rimpiazzati dagli Insubri.

Oggi l’area insubrica viene fatta coincidere con la zona tra i due laghi, Verbano e Lario, a cavallo fra la Svizzera e l’Italia: ovvero il territorio del Canton Ticino e le province di Como, Lecco, Varese, Verbano-Cusio-Ossola, Novara. Si tratta di una regione geograficamente piuttosto ampia e ben definita, ma non corrispondente a quanto hanno riportato gli antichi storici romani.  Anche nelle vicende storiche successive ai romani non sono emersi riscontri evidenti e inequivocabili di un territorio dell’Insubria in quanto tale. In questo arco di tempo numerosissimi e notevolissimi sconvolgimenti politici e sociali hanno trasformato il volto di tutta la Lombardia, altre invasioni e altre dominazioni hanno cambiato a più riprese la cultura delle sue popolazioni.

Si sono alternate soprattutto storie di divisioni più che di unioni. Sono passati Germanici, Spagnoli, Francesi, Austriaci. Infatti nel dialetto di molte città  lombarde sono frequenti echi del francese: ma tanto poco un lombardo contemporaneo si ritiene francese, quanto un cittadino dell’Insubria di oggi è identificabile con l’origine celtica, ancor più remota. L'autore non ha inteso fare un libro di reperti archeologici e nemmeno un libro strettamente storico, ha solo cercato di capire e immaginare cosa è successo in quest'area, perchè la storia di un luogo consente ai suoi abitanti di non dimenticare le proprie origini e allo stesso tempo di costruire il proprio futuro sull’onesta memoria del passato.