| E. Puntillo: Talamona, l'indunese che costruì Capri |
| Mercoledì 09 Marzo 2011 12:36 |
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INDUNO OLONA - Una vita da film. E' quella di Carlo Angelo Talamona, l'architetto autodidatta di Induno Olona che "costruì" Capri e fu amico di artisti e politici famosi, tra cui l'attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nato l’11 agosto 1903 sulle pendici del Sacro Monte, primo dei tre figli di Ida Ponti, una contadina di Bregazzana e di Giuseppe, impresario edile impegnato ai primi del '900 nella costruzione di Villa Toeplitz a Sant’Ambrogio, emigrò per lavoro nell'isola del golfo di Napoli e legò il suo nome all'architettura caprese, l'inconfondibile stile mediterraneo fatto di case e ville bianche, con archi e portici, immerse nel verde a strapiombo sul mare davanti ai Faraglioni. La sua vita è raccontata nel libro "Capri, storia, case e personaggi attraverso l'opera di Carlo Talamona (1903-1975)", scritto da Eleonora Puntillo e pubblicato da Grimaldi & C. Editori di Napoli per la collana "I grandi campani": anche se, come abbiamo visto, Talamona fu adottato da Capri ma era di solide origini varesine. Disegnatore di ville, alberghi e villaggi turistici, Talamona riunì un circolo di amici e personaggi del mondo dell'arte e della cultura, da Curzio Malaparte a Leo Longanesi, da Giacomo Manzù a Sibilla Aleramo e Carlo Bragaglia, il regista legato ai primi film di Totò e al filone dei "telefoni bianchi". Comunista convinto, si circondò anche di politici della sua stessa fede, Giancarlo Paietta e Miriam Mafai che spesso, nel dopoguerra, furono suoi ospiti sull’isola, Palmiro Togliatti, Massimo Caprara, Giorgio Amendola e Santjago Carrillo, il segretario in esilio del partito comunista spagnolo sotto la dittatura franchista. Ebbe spesso ospiti anche Giorgio Napolitano con la moglie Clio Bittoni. Talamona non mancò, nel 1970, alle celebrazioni per il 53° anniversario delle repubbliche sovietiche a Mosca con una delegazione di dirigenti nazionali del Pci. Nella Capri in cui l’industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp aveva da poco fatto scavare la panoramica strada scolpita nella roccia che porta il suo nome, frequentata da Tommaso Marinetti e Maxim Gorkji, da Ugo Ojetti e Salvatore Di Giacomo, il “paroliere” della canzone napoletana, Talamona mise su un’impresa edile e incominciiò a costruire case con un raffinato gusto estetico che non rinnegava lo stile locale funzionale al clima, ville con bianchi archi e piccole finestre a difesa dal sole torrido d’estate e dai venti violenti invernali. Lavorò anche molto fuori dall'isola, a Roma, Parigi, Milano, Assisi, Venezia e Firenze. Sotto le sue mani nacquero bellissime ville che punteggiano tuttora i declivi dell’isola e a Capri costruì il primo villaggio del Club Mediterranée. Morì nel 1975 lasciando sei figli, tutti destinati a farsi onore nella vita: tre architetti, un medico urologo all'ospedale Cardarelli di Napoli, un avvocato e un imprenditore. Sergio Redaelli
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