Giovedì 09 Febbraio 2012
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Il ricordo del "papà" della cittadella delle scienze al Campo dei Fiori
Lunedì 16 Agosto 2010 11:16

VARESE - Era di Catania come il musicista Vincenzo Bellini, come il fisico Ettore Majorana e lo scrittore Giovanni Verga ma ha indissolubilmente legato il suo nome a Varese, dall’altra parte di un’Italia che qualcuno vorrebbe dividere. Il professor Salvatore Furia, morto nel sonno la notte del 12 agosto, lascia in eredità ai varesini la cittadella delle scienze, il suo capolavoro: l’osservatorio e il centro meteorologico; la stazione sismica che fa parte della rete dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia; la cupola astronomica che alloggia il telescopio da 60 cm. di diametro utilizzato dagli studiosi per ricerche e misurazioni di asteroidi e comete; il parco regionale del Campo dei Fiori da lui fortemente voluto nel 1984; e a tutti gli italiani – per dirla con le sue parole - “un ponte per far conoscere, amare e rispettare le bellezze della natura, del cielo e della terra”. Era nato il 24 novembre 1924 e aveva festeggiato l’ottantacinquesimo compleanno nell'autunno scorso al collegio De Filippi nel corso di una festa organizzata dall'Ucid, l'Unione cristiana degli imprenditori e dirigenti. Di fronte alla torta con le candeline aveva rievocato l’arrivo in treno a Varese in un freddo 1° ottobre del 1940, la prima impressione della città "con meno palazzi di oggi" e la meravigliosa apparizione sullo sfondo del Campo dei Fiori: "Tre giorni dopo – spiegò trattenendo l’emozione - salii alla vetta Paradiso pedalando su una vecchia bicicletta da donna. Rimasi abbagliato dalla bellezza del paesaggio e dall'orizzonte alpino con i ghiacciai innevati".

Era arrivato in città con in tasca un impiego al catasto e nel cuore l’esaltante passione per la scienza e l’astronomia. Si era dato subito da fare per realizzare il sogno, vincendo le iniziali resistenze di sindaci e amministratori. Nel 1956 fondò la cittadella delle scienze della natura grazie all'impegno economico di alcuni benefattori e la volle intitolare a Giovanni Virgilio Schiaparelli, l’astronomo lombardo che nel 1866 scoprì il legame tra gli sciami meteorici e le comete, le cosiddette stelle cadenti.

Giornalista, divulgatore scientifico ed estensore del quotidiano bollettino meteorologico del Gazzettino Padano, Furia era un instancabile naturalista: ha promosso la formazione del parco del Ticino, del parco delle pinete a Tradate e del parco circumlacuale del lago, ha sostenuto il recupero del Sacro Monte e il ripristino delle funicolari; nel 1967 ha fondato l’associazione degli Amici del Sacro Monte (che ha personalmente presieduto dal 1969 al 1980) e nel 1974 il cenacolo dei poeti dialettali varesini.

Palazzo Estense gli ha conferito nel 2001 la Martinella del Broletto, la massima onorificenza cittadina per l’attività culturale e scientifica svolta: “In questi anni – riconosce il sindaco Attilio Fontana - tutti abbiamo imparato da lui ad amare le stelle con le osservazioni guidate al Campo dei Fiori che hanno riscosso un successo di pubblico eccezionale”.

Il Principato di Santa Maria del Monte lo ha festeggiato il 12 giugno scorso conferendogli il titolo di cavaliere e la targa d’argento per aver onorato la città: “Non gli sfuggiva nulla quando si trattava di tutelare il verde e l’ambiente – ricorda il presidente Ottavio Lonati – Voleva essere presente a qualunque decisione da prendere o sopralluogo da fare, fosse anche un semplice taglio di piante”.

Il 2009 è stato un anno da primato per la sua cittadella, registrando presenze record all'osservatorio e nei luoghi istituzionali dove si sono tenuti convegni e lezioni con la collaborazione di Palazzo Estense, di Villa Recalcati e dell'Ufficio scolastico provinciale: 1200 persone hanno frequentato le conferenze d’argomento astronomico, 1500 sono intervenute a Porte Aperte alla cittadella, altre mille non si sono lasciate sfuggire gli appuntamenti tra marzo e dicembre dedicate a un mix di letteratura, musica e astronomia.

“Il suo lascito forse più grande è l’educazione dei giovani – osserva il presidente del Parco del Campo dei Fiori, Giuseppe Barra – Il professore è riuscito a riunire intorno a sé decine di ragazzi appassionandoli al bello, al mistero e al rispetto della natura”. 

Era un uomo di alte vedute. Amava ripetere che "la contemplazione dell'universo è poesia" e, all’inizio dell’anno, auspicò per il 2010 una società "capace di rispetto reciproco e di tolleranza". Un messaggio che faremmo bene a non dimenticare.   

                                                                                                                              Sergio Redaelli