Venerdì 30 Luglio 2010
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La Via Sacra
Sul monte sopra Varese, narra la leggenda, sant'Ambrogio sconfisse nel IV secolo d.C. gli ultimi seguaci dell'eresia ariana e donò al piccolo oratorio in costruzione un altare ed una statua lignea raffigurante la Madonna Nera. Nel 1452 vi si ritirò in meditazione la beata Caterina Moriggi da Pallanza, ben presto imitata da altre sorelle, tra cui la beata Giuliana Puricelli da Busto, che nel 1476 concorsero alla fondazione del Monastero.
Fu proprio ad una di queste suore, Tecla Maria Cid, che nei primi anni del seicento venne l'idea di costruire una cappella di sosta alla metà del cammino che i fedeli percorrevano per raggiungere il Santuario. Informato dell'idea, il frate cappuccino Giovan Battista Aguggiari ne fu tanto entusiasta da cominciare un'accesa opera di predicazione nella zona per la raccolta dei fondi; l'intento era però più ambizioso. In piena epoca di Controriforma, parve utile costruire un vero e proprio percorso di devozione, dedicato ai quindici misteri del Rosario, come simbolo di fervida cristianità da opporre al Protestantesimo dilagante. Il progetto s'ispirò alla devozione mariana di Carlo Borromeo e ottenne l'assenso del cugino cardinale Federico Borromeo e di papa Paolo V. Il cantiere rimase aperto dal 1604 al 1630 agli ordini dell'architetto varesino Giuseppe Bernascone; qualche anno in più durò invece la preparazione delle trecento statue e degli affreschi del percorso. Punteggiano il cammino quattordici cappelle (la quindicesima è all'interno del Santuario), tutte diverse tra loro e disposte sul crinale del monte secondo una precisa teoria architettonica e spaziale; le collegano rampe acciottolate di direzione, pendenza e lunghezza sempre diversa e che colmano un dislivello di 245 metri.

La chiesa dell'Immacolata
(1604-1609, restauro 1993)
La chiesa dell'Immacolata Conce-zione, collocata davanti al primo arco, è l'edificio introduttivo alla Via Sacra. Nell'abside si trova la statua di Maria che schiaccia il drago, mentre nelle otto nicchie delle pareti sono visibili le statue dei Dottori che difesero il dogma, opera di Francesco Silva. Gli affreschi, tra cui 'Il Concilio di Trento', sono dei fratelli Lampugnani (1624).


Primo Arco del Rosario
(1607-1623, restauri 1687 e 1993)
Il primo arco del percorso rappresenta i Misteri Gaudiosi; al culmine è posta la statua di Maria con il Bambino che porge la corona del Rosario ai pellegrini. Le statue barocche ai lati raffigurano S.Domenico e S.Francesco. Alla sua destra troviamo la fontana detta della Samaritana.


Prima Cappella - L'Annunciazione
(1605-1609, restauro 1993)
L'interno della cappella riproduce una stanza di una casa patrizia del '600, con un letto di legno, arcolai, una credenza e corredi vari. Le statue interne, raffiguranti l'arcangelo Gabriele e Maria, sono di Cristoforo Prestinari (1610) e vennero donate dal paese d'Orta.


Seconda Cappella - La Visitazione
(1605 - 1697, restauro 1987)
E'rappresentata la visita di Maria alla cugina Elisabetta, madredi San Giovanni Battista; la scena si compone di dodici statue in terracotta, realizzate da Silva. Gli affreschi sono di Giovanni Paolo Ghianda (1624). Sulla parete esterna é dipinta una meridiana contornata da angeli.
Terza Cappella - La Nativitá
(? - 1623, restauro 1983)
La terza stazione ospita il classico Presepe, composto da quattordici statue in terracotta opera di Martino Retti: Gesú Bambino é posto su una vera mangiatoia di legno di castagno. Gli affreschi alle pareti sono di Carlo Francesco Nuvolone (1658, autore anche del grande dipinto esterno purtroppo deterioratosi e sostituito nel 1983, da un ampio murales di Renato Guttuso, raffigurante "la fuga in Egitto".
Quarta Cappella - La Presentazione al Tempio
(1618 - 1621, restauro 1987)
La scena raffigura la presentazione di Gesú al sacerdote Simeone nel tempio ed é resa con venti statue in cotto dipinto opera di Francesco Silva (1617). Giovanni Ghisolfi si occupó degli affreschi (1662), tra cui spicca il "Cielo con Dio e gli angeli".
Quinta Cappella - La diputa di Gesú con i Dottori
(1607 - 1654, restauro 1992)
Gesú disputa con i Dottori nel Tempio di Gerusalemme; sono impiegate ventidue statue modellate dal Silva e dipinte dal Nuvolone nel 1651. Quest'ultimo curó anche gli affreschi interni, tra cui si riconoscono una "Visione dell'Apolisse"e "L'Arca dell'Alleanza".
Secondo Arco dedicato a San Carlo
(1620 - 1654)
Eretto in pietra viva di Brenno Useria, L'Arco di San Carlo introduce ai Misteri Dolorosi; la statua del Santo cardinale, alta due metri e mezzo e scolpita nel 1651 da carlo Antonio Buono, é collocata al vertice della struttura. Poco prima dell'Arco, sulla destra, sgorga l'acqua della seconda Fontana (1654).
Sesta Cappella - L'orazione nell'orto degli ulivi
(1606 - ?, restauro 1988)
La Sesta Cappella porta nell'orto dei Getsemani, durante l'orazione di Gesú. Le nove statue vennero realizzate dal Silva; gli affreschi alle pareti sono invece di Bartolomeo Ghiandone. L'orientamento a nord della cappella fa penetrare la luce di sbieco, creando un effetto notturno: la statua di Giuda é avvolta da una sinistra penombra.
Grotta delle Beate
E' la raffigurazione della grotta su cui Caterina Moriggi e Giuliana Puricelli si ritirarono in meditazione, fondando poi, alla metá del 400, il Monastero di clausura. La coppia di statue é opera di Francesco Silva.
Settima Cappella - La Flagellazione
(1606 - 1609, restauro 1988)
Rappresenta il Mistero della Flagellazione. La cappella é posta su un terreno sopraelevato rispetto al Viale che gira ai suoi piedi, in una posizione panoramica verso la pianura. la scena straziante é composta da otto statue modellate da Martino retti e da tre grandi affreschi del Morazzone: "Cristo davanti a Caifa"e "Cristo spogliato e trascinato alla flagellazione" (1609).
Ottava Cappella - La Coronazione di Spine
(? - 1623, restauro 1986)
Nel cortile del palazzo di Ponzio Pilato, a Cristo seduto e coperto da un drappo rosso viene imposta la corona di rovi; per la scena sono impiegate dieci statue in cotto dipinto, opera del Silva (1625 - 1626), mentre gli affreschi alle pareti creati sulla volta, mediante inganni ottici, sono di Giambattista e Giampaolo Recchi, allievi del Morazzone (1648).
Nona Cappella - La salita al Calvario
(? - 1623, restauro 1986)
Dalle tre finestre della cappella si vedeno altrettanti momenti della Passione di Cristo; vi compaiono venti statue create da Francesco Silva e affreschi di Giampaolo Recchi (1654). Sulla parete esterna si trova l'Ecce Homo, affresco deteriorato di Stefano Legnani.
Decima Cappella - La Crocefissione
(? - 1623, restauro 1985)
L'ultimo Mistero Doloroso, la Crocefissione di Ges, é reso con cinquanta statue in cotto, opera di Dionigi Bussola. Al vertice sorge imponente la Croce, mentre le Tre Marie fanno gruppo in disparte. Gli affreschi sono di Antonio Busca. Alle ore 15.00 di Venerdí Santo, ora della morte, un raggio sole illumina la fronte della statua di Gesú.
Terzo Arco di Sant'Ambrogio
(1623 - 1699, restauro 1991)
Il terzo arco introduce ai cinque Misteri Gloriosi.
Il nome dell'Arco deriva dalla statua del Santo benedicente collocata al suo vertice; a fianco ancora una fontana per dissetare i pellegrini.
Undicesima Cappella - La Resurrezione
(? - 1622, restauro 1991)
Un Cristo che volteggia a mezz'aria attorniato da otto statue del Silva (1622) compongono il tema della Resurrezion, arricchito dai fondali affrescati con scene del "Paradiso"e delle "Apparizioni di Gesú a Maria, alla Maddalene ed agli Apostoli"di Isidoro Bianchi. Secondo alcuni studiosi, la cappella venne eretta sulle fondamenta di una torre.
Dodicesima Cappella - L'Ascensione
(1624 - 1633, restauro 1989)
La Cappella ospita sedici grandi statue, diciassetteangeli di dimensioni minorie trentatré altorilievi di cherubini, tutti realizzati nel 1632 dal Silva. L'edificio é posto in posizione sopraelevata rispetto alla pianura, per richiamare il concetto di ascesa, ed é decorato frontalmente con le statue dei Santi Pietro e Antonio.
Tredicesima Cappella - La Discesa dell Spirito Santo
(1623 - 1684, restauro 1990)
La fiammella dello Spirito Santo, accompagnata da una colomba bianca, discende sulle teste degli undici Apostoli e di Maria; per questa scena il Silva ha modellato quindici statue in terracotta mentre Federico Bianchi ha curato gli affreschi. La grande cornice prospettiva é curata dai fratelli Grandi.
Quattordicesima Cappella - L'Assunzione di Maria
(? - 1610, restauro 1990)
Concorrono alla scena tredici statue opera del Silva; gli Apostoli sono disposti attorno all'urna vuota: sospesa a mezz'aria, tra le nubi di malta dipinta, sta la Vergine Assunta in Cielo, probabile opera di Martino Retti. Le pitture a fresco furono cominciate da Stefano Legnani nel 1717 e finite da Pietro Gilardi.
La Fontana del Mosé
(1803 - 1834)
Per giungere all'ultima cappella, collocata all'interno del Santuario, si percorre iltratto finale della Salita, oltrepassando la Fontana del Mosé e addentrandosi nel Borgo. La Fontana fu progettata dell'architetto Francesco Argenti di Viggiú; al centro é posta la statua, opera di Gaetano Monti di Ravenna (1831).
Quindicesima Cappella - L'Incoronazione di Maria: il Santuario
(1660, restauro 1982)
Sopra l'altare maggiore del Santuario é posta la statua della Madonna in trono, coperta da un prezioso drappo e con il Bambino in grembo: incoronano la Vergine due angeli d'argento (1400). La leggenda attribuisce quest'opera a S. Luca Evangelista.
le pagine di "Comunicare" di approfondimento architettonico e religioso (a cura delle Romite Ambrosiane)