| Lo scalpellino scultore |
| Venerdì 20 Marzo 2009 17:23 |
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Edoardo Caravati (1866-1930), di professione scalpellino impegnato all'inizio del '900 nei cantieri della funicolare e dell'Albergo del Campo dei Fiori, si sentiva stretto nei panni di carpentiere edile. La religiosità del Sacro Monte ispirava in lui immagini di madonne e crocifissi, santi e soggetti sacri. Cosí, nei ritagli di tempo lasciati liberi dal lavoro di manovale, dava libero sfogo al suo estro martellando e scalpellando qualunque tipo di roccia gli capitasse a tiro, anche la più dura e ingrata da modellare. Sparse sulle pendici del Sacro Monte e sul massiccio del Campo dei Fiori, ci ha lasciato diverse opere o soggetto sacro che andrebbero pulite, protette e segnalate ai visitatori. Mentre invece, in qualche caso, sono state mutilate, rubate o lasciate "risucchiare" dalla vegetazione. Dal 1901 al 1911 Caravati lavorò come costruttore di strade, ponti, cornici di finestre, in Germania nella Foresta Nera dove lasciò testimonianze della sua arte, tutt'oggi visitata ed apprezzata. Nei boschi del Campo dei Fiori ha lasciato molte delle sue testimonianze più significative come il Mondito, la Madonna acefala, ur Signur da sass, e il Crocifisso con Tre Marie.
Suo opera visibile a S. Maria del Monte è il volto di Cristo abbozzoto sulla parete di roccia del lavatoio di via Nuriggi. |


