Sabato 04 Settembre 2010
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Paolo VI: Varese fulcro della beatificazione
Venerdì 01 Maggio 2009 09:28
Gazzada - Varese fulcro del processo di beatificazione di Paolo VI. Da Gazzada il cardinale Dionigi Tettamanzi rilancia la causa di beatificazione di papa Montini. Lo ha detto più volte durante il suo intervento di ieri sera in occasione del convegno “Montini – Paolo VI: l’evangelizzazione, compito e missione della Chiesa” che ha radunato a Villa Cagnola di Gazzada i vescovi delle diocesi della Lombardia. Al termine del suo discorso l’arcivescovo ha dichiarato a chiare lettere l’intento che Varese e il suo Sacro Monte abbiano un ruolo determinante nel “far santo” Montini: «Considerando i particolari impegni per il proseguimento del cammino della causa di beatificazione del servo di Dio papa Paolo VI, ho proposto monsignor Ennio Apeciti come vice postulatore della causa dell’arcidiocesi ambrosiana, con il compito di seguire l’iter.
Ho indicato come sede della vicepostulazione il Sacro Monte di Varese: un luogo significativo per i molteplici segni che lo legano alla memoria di Paolo VI e dove già vive una tradizione “montiniana”, avviata con grande passione e intelligenza da monsignor Pasquale Macchi. Penso alle celebrazioni annuali dell’anniversario della morte del Pontefice, numerose e suggestive testimonianze artistiche, oltre all’attività di studio promossa dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI di Gazzada». Un legame forte dunque con la provincia prealpina che prosegue anche nelle importanti tappe per poter chiamare beato il papa bresciano che avranno un altro importante momento a maggio. «In questa prospettiva la rappresentazione “Dialoghi su Paolo IV. Ciò che conta è amare”, in programma al Sacro Monte la sera di sabato 9 maggio assume anche il significato di un gesto di grande coinvolgimento della Chiesa ambrosiana e in particolare varesina». Anche nel relazionare sulle due encicliche di Paolo VI “Ecclesiam Suam” e “Evangelii Nuntiandi” il cardinale Tettamanzi non perde l’occasione per intercalare ai testi di Montini le sue riflessioni sull’opportunità che presto sia annoverato tra i beati. «Questo basterebbe per affrettare i tempi della canonizzazione», dice l’arcivescovo di Milano illustrando l’enciclica “Ecclesiam Suam”. E lo ripete commentando l’”Evangelii Nuntiandi”: «Il ’68 è il tempo delle polarizzazioni estreme, dove tutti pensano di cambiare tutto, senza cominciare da se stessi. Paolo VI come nocchiero indomito guida in questo decennio la Chiesa cattolica con una tenace lungimiranza pari alla sofferenza che patisce. Speriamo che questo abbrevi il tempo per chiamarlo beato».

 

Elena Botter (da La Provincia)