| Mons. Stucchi: "Nuove cappelle, ecco perchè dico sì" |
| Giovedì 15 Gennaio 2009 19:16 | |
|
Riflessione sulla bellezza e sui misteri della luce al Sacro Monte di don Luigi Stucchi presidente Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte "Da quando è stata resa pubblica la proposta di prolungare il percorso della “Via sacra” nel complesso monumentale del nostro Sacro Monte, patrimonio dell’umanità, con cinque nuove cappelle destinate ad ospitare i cinque misteri della luce, certezza luminosa della salvezza per ogni persona umana nel mistero di Cristo, nello splendore della sua Pasqua, si è aperto e si sta sviluppando in città un vivace e significativo confronto: segno che la proposta tocca la sensibilità e la cultura di molti, oltre che la storia del territorio stesso, che nel Sacro Monte riconosce un punto di riferimento ideale e concreto, da percorrere e ripercorrere passo dopo passo col cuore, con la vita, di cui è simbolo ogni pellegrinaggio ed ogni percorso culturale e artistico. UN PICCOLO CONTRIBUTO Mi permetto - in qualità di presidente della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte - di intervenire nello stesso confronto, dentro il cammino di tutti, non per dirimere questioni, ma per dare un piccolo contributo. Mi introduco con una domanda: “Quale bellezza ci salverà?”, domanda che presuppone la certezza che dall’esperienza di ciò che è bello prende respiro il nostro cammino, quindi, in un certo senso, la nostra vita si salva perché per la via della bellezza si apre alla speranza, ma lascia aperta la ricerca per verificare di quale bellezza concretamente si tratti. Tutti coloro che nel 1600 hanno voluto la via sacra hanno dato una risposta precisa e persuasiva, riconosciuta da tutti coloro che nei secoli si sono fatti pellegrini lungo la stessa via: ci salva la bellezza dei misteri di Cristo, riproposti ad ogni cappella nella sequenza dei misteri gaudiosi dolorosi e gloriosi, fino allo splendore del santuario, dove la creatura, la Madonna, Santa Maria del Monte, sta, con i santi, nella stessa gloria di Dio. I MISTERI DELLA VITA La convinzione corrisponde alla nostra e questo ci fa accogliere in modo positivo la proposta in questione: un altro pezzo di strada, contemplando il percorso dei misteri della vita di Cristo, per far entrare nella vita la bellezza che salva, lasciandocene illuminare. Certo non sarà facile per un artista, per quanto bravo e famoso, dare forma concreta, parlante, al mistero di Cristo in modo che tocchi il cuore del pellegrino o semplicemente apra lo sguardo del ricercatore disposto a seguire la via dell’arte, della bellezza che diventa così la stessa via della fede. Potrebbero esserci talenti sconosciuti talmente già presi da questa convinzione e immersi in questa esperienza da lasciarsi guidare la mano a partire dal cuore che già vede afferrato dalla bellezza di Cristo. Perché non metterlo in conto? O non mettere a confronto simili talenti? ARTE E POVERTA' Personalmente, ho anche un’altra convinzione da condividere: i misteri di Cristo, proprio perché intensamente luminosi, interpretano e salvano tutta la persona in tutte le sue dimensioni, quindi anche per quanto tocca questioni connesse con la giustizia. Perché? Come affermare questo, se fondi consistenti vengono destinati all’arte invece che a risolvere problemi di povertà? Sapendo che verremo tutti giudicati sulla carità e che proprio nel rapporto con i poveri si gioca lo stesso rapporto con il Signore Gesù, sappiamo anche che possiamo diventare di fatto più capaci di donare e di condividere fraternamente, dando risposte concrete alle attese dei più deboli, soltanto se coltiviamo il coraggio e la gioia di gesti gratuiti, ancor più se coltiviamo una cultura della gratuità: ma questa trova proprio nella bellezza dell’arte, ancor più nella bellezza che salva, la sua espressione e la sua forza innovativa. "PIU' CASE MENO CHIESE" La questione della giustizia non è solo una questione quantitativa, ma trova in un cambiamento profondo di mentalità la via della sua realizzazione. Molti di noi hanno ancora sotto gli occhi e dentro il cuore slogan gridati e scritti come “Più case meno chiese”, slogan che non hanno di per sé prodotto alcun passo verso la giustizia vera ed effettiva, ma hanno piuttosto contrapposto ed esasperato, materializzando l’intera vicenda della vita e dei rapporti reciproci. La via della gratuità, la via della bellezza ci salverà, perché illuminando in modo nuovo la nostra umana esistenza la saprà liberare da confusi, quando non opprimenti e ingiusti, attaccamenti egoistici: la vera arte, espressione della bellezza che salva, restituisce alla materia il suo ultimo significato, la apre all’incontro tra persone, eleva lo spirito, crea beni che sono fruibili da tutti. NON E' DIMENTICANZA È utopia? È dimenticanza dei problemi di fratelli e sorelle nel bisogno? Certamente no, perché permette di andare alla radice di ogni questione, ritrovando in Cristo il senso vero di tutto, rendendo fruibili nella carità, fraternità e solidarietà i beni di ciascuno nel bene comune, percorso di giustizia. Se, con l’arte, permettiamo alle pietre stesse di parlare, permetteremo anche ai nostri beni di non renderci sordi e muti, chiusi e isolati di fronte o accanto a quanti attendono giustizia. Si diffonderà luce anche sui difficili passi della giustizia. Sabato 1 Marzo 2008. Don Luigi Stucchi, presidente Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte
|
