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L'ultima chance della funicolare è la maxi rivoluzione del borgo Binelli: «C'è un piano per tutto il comparto». E Nicoletti va all'attacco  Funicolare strategica. Sembra incredibile, eppure ci sono ancora ferventi sostenitori dell'efficacia, sia pur potenziale, del trasporto più affascinante e sconosciuto ai varesini, nonostante i numeri del bilancio di attività lo abbiano consacrato a clamoroso flop. Un bilancio in rosso, per farla breve, che si può leggere semplicemente come spreco di soldi pubblici? Ma una possibilità di riscatto ancora esiste, e anzi, con interventi ad hoc sull'intero comparto Sacro Monte-Campo dei Fiori, la funicolare potrebbe abbandonare definitivamente quel ruolo poco nobile di produttore di conti in rosso che infine si trova a dover risanare la comunale Avt. POCHI QUATTRINIL'assessore Fabio Binelli di tutto ciò è fermamente convinto: se finora ripristinare la vecchia funicolare chiusa nel '53 s'è rivelata un'operazione in perdita, con qualche supporto e la giusta valorizzazione che spetta di diritto a un patrimonio come il nostro, è possibile invertire la tendenza al segno negativo che non vuole proprio scollarsi dalla differenza tra incassi e spese. Il consigliere Alessio Nicoletti attacca: «La funicolare di Varese risulta in perdita soprattutto perché non viene classificata dalla Regione come trasporto pubblico locale e quindi non percepisce i contributi previsti». Per questo occorrerebbe quanto prima, secondo Nicoletti, attivarsi per chiedere il riconoscimento a collegamento urbano in modo da ottenere i soldi regionali ed evitare che le spese di gestione, superiori ai ricavi (si parla di una perdita annuale di oltre duecentomila euro), siano ammortizzate dal Comune che già non gode di floridi mezzi economici. «Premesso che periodicamente si riapre il dibattito sulla funicolare di Varese, che a nostro giudizio è stato un grossolano errore, l'ipotesi peggiore sembra proprio quella, ventilata da più parti, di chiudere la strada per il Sacro Monte in modo da "obbligare" le persone a utilizzare la funicolare», spiega Nicoletti: il risultato sarebbe il definitivo svuotamento del Sacro Monte, senza migliorare la situazione della funicolare. ESCLUSA? PER ORA«Abbiamo già chiesto alla Regione di inserire la funicolare tra i mezzi finanziati come trasposto pubblico - chiarisce Binelli - ma non ci sono risorse illimitate e per ora ha rifiutato». Addirittura, proprio per i problemi legati ai fondi, la Regione non sosterrà neppure gli aumenti Istat previsti dal contratto del trasporto pubblico locale su gomma che saranno a carico del Comune. Se per calcolare i rincari si usassero i parametri indicati dal consorzio trasporti pubblici dell'Insubria, il costo arriverebbe alla bellezza di 400 mila euro all'anno. «E tornando al finanziamento per la funicolare, quando Nicoletti da assessore aveva fatto il bando per il trasporto pubblico non aveva incluso la funicolare proprio perché sapeva bene che non poteva rientrare in quella categoria; è questo il motivo per cui è gestita da Avt e non da Sila». Intanto, il Comune attraverso la Avt continua a ripianare i conti della funicolare. «Il discorso non è chiuso: la nostra intenzione è procedere a una valorizzazione complessiva del borgo di Santa Maria del Monte e coinvolgere la Regione nel progetto». Francesca Manfredi 04/02/2009
l'intervista Elena Brusa Pasqué, architetto «La cosa più urgente è il parcheggio» (f.man.) - Chiudere la via d'accesso al Sacro Monte per incentivare la funicolare: è la strada giusta per risanare i conti del mezzo varesino più coreografico ma meno sfruttato? Direi di sì, mi sembra la direzione giusta a condizione che sia portata avanti come dovrebbe - dice l'architetto Elena Brusa Pasqué che abita al Sacro Monte e nel lontano 1993 è stata membro della commissione per la funicolare - Io sono dell'idea che bisogna fare un progetto intelligente su tutta la viabilità, quindi va benissimo chiudere al traffico la strada che sale al borgo lasciando possibilità di accesso ordinario solo ai disabili, ai residenti e alle suore romite, però mettendo in campo altri interventi indispensabili. Intanto ci vorrebbe un ascensore inclinato, o comunque un altro mezzo di risalita, che vada dall'arrivo della funicolare al santuario; abbiamo già verificato che potrebbe tranquillamente passare tra le case, i residenti si sono già detti favorevoli. Quello che più manca in assoluto è un parcheggio alla base. E questo non è accettabile. - In piazzale Montanari? No, alla base della funicolare. C'è oltre un chilometro e mezzo tra i due punti. Per chi non avesse ancora avuto il piacere di prenderla, ricordo l'iter che si deve fare oggi: lasciare l'auto nel parcheggino in piazzale Montanari o arrangiarla sullo stradone e aspettare che passi il pullmino e restarci per il chilometro e 600 metri che lo separa dalla partenza della funicolare; arrivati lì, finalmente si potranno scoprire gli orari che prima non ci è dato di conoscere perché la funicolare ne tiene di suoi e molto discrezionali; a quel punto, sempre che il mezzo parta, si può salire fino a via Fincarà, limite esterno del borgo. Diventa un percorso veramente lungo, ma soprattutto assurdo.
- Mai provato? Una volta sì, con una famigliola di polacchi: ci ho messo due ore e mezza per arrivare al Sacro Monte e ho assistito personalmente alla disperazione di questi che, dopo tutto l'iter per prendere la funicolare, si sono visti fare un biglietto ciascuno ai due bambini ancora in carrozzina. Non ci siamo. Prima di tutto serve che il parco Campo dei Fiori autorizzi un parcheggio. - Qualcuno dice che rovinerebbe il parco... Il parco lo si è rovinato molto di più buttando via miliardi per fare una funicolare che non funziona. Io non sono un tecnico, credo solo di avere un minimo di buon senso: chiamiamo persone davvero competenti e chiediamo un parere, e il parco chiami pure i progettisti che preferisce e faccia questo parcheggio come crede, magari come nel resto d'Europa che ne è piena, interrato e nascosto dal verde, quasi invisibile. Ma facciamolo. Bisogna vergognarsi di aver fatto le cose troppo a caso e senza una programmazione, a distanza di tanti anni è diventato evidente. Certo che vorremmo organizzare delle iniziative, ma la gente allo stato attuale non ci verrà mai. Francesca Manfredi 04/02/2009
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