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Milano, le lotte, i preti operai e il cardinal Montini: il racconto di mons. Giovanni Giavini, da lui ordinato sacerdote nel 1955

2014 13 settembre -  foto fumagalli DSC 1951

di ANNAMARIA FUMAGALLI      Proseguono, nel corso della S.Messa mattutina del sabato, celebrata nel Santuario di S.Maria del Monte, le Omelie tenute dai sacerdoti varesini che furono ordinati negli anni tra il 1955 ed il 1962 dall’allora arcivescovo di Milano, il cardinale Giovanni Battista Montini. Questo sabato è stato Monsignor Giovanni Giavini, insegnante, studioso e biblista, ordinato sacerdote nel 1955, a ricordare di quei giorni lontani “la missione sacerdotale quando eravamo quasi novanta nel corso di quella che fu la prima delle ordinazioni sacerdotali celebrate dal futuro Santo Padre Paolo VI”. 

Ed è stata una vera immersione negli anni ’50. Con un discorso coinvolgente, attingendo ai numerosi ricordi, Mons. Giavini ha fatto rivivere ai nostri occhi una Milano in tumultuosa crescita con le prime lotte operaie e l’inizio di quello che tutti ora conosciamo come il boom economico. Ha rammentato quanto preoccupasse il nuovo Arcivescovo il problema dei preti operai, un problema da lui molto sentito, non vedendo sempre di buon occhio come gestissero la loro missione (almeno di una certa parte).

Con una visione più ampia, ricorda come, finita da un decennio la seconda guerra mondiale, ancora papa SS Pio XII col quale aveva a lungo collaborato l’Arcivescovo Montini, vi fossero ancora e forti, le lotte politiche e la guerra fredda tra i due blocchi contrapposti. Ha rammentato di una Chiesa ancora in gran parte chiusa nella vecchia liturgia, nonostante le parti più evolute iniziassero a chiedere una riforma che aggiornasse i riti e permettesse di aprire anche ai fedeli gli studi biblici e la ricerca di dialogo politico. Anche il futuro Papa Paolo VI era ancora lontano dall’idea del dialogo e dai fermenti del Concilio che solo in seguito avrebbe non solo approvato ma incoraggiato.

Lo ricorda solo preso dal desiderio di trasmettere la fede, una fede pura. Era alla sua prima ordinazione sacerdotale come Arcivescovo di Milano e sentiva molto l'impegno pastorale. Ricorda che ad un certo punto parlò di una Chiesa in lotta contro “La Babele del mondo moderno, un mondo che stava perdendo il senso dell’anima cristiana”. Dicendo “voi siete ormai sacerdoti di Cristo” cercò di trasmettere ai novelli preti l’esigenza di una missione appena incominciata “per l’edificazione di quel regno di Dio che si chiama Chiesa”. Aggiunse che “la Chiesa vi manda con due armi: la parola e la grazia – la verità e la virtù dei sacramenti” e trasmise l’esigenza di comunicare al mondo la fede, la dottrina cristiana della quale sentiva estremamente importante la centralità dell’Eucarestia e l’amore per Cristo.

2014 13 settembre -  foto fumagalli  DSC 1955 

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