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Il negozio apre in primavera: 100.000 clienti potenziali

Giancarlo Di RoncoUn negozio polifunzionale per rilanciare il Sacro Monte: venderà generi alimentari, giornali, tabacchi, casalinghi, prodotti per l’igiene e per la casa, piccola ferramenta, tappi, forbici, posate e lampadine; ma si potrà anche ricaricare il telefonino, fotocopiare, inviare fax e prenotare esami e visite mediche in convenzione con la Asl e il dispensario farmaceutico. Giancarlo Di RoncoSe tutto va bene, aprirà nella primavera del 2009 nei tre locali più servizi in affitto dell’ex posteria in via Beata Caterina Moriggi 22, chiusa da una ventina d’anni. L’apertura costerà 90 mila euro tra spese di ristrutturazione, attrezzature e personale, grazie all'importante sostegno (contributoi di 25 mila euro a fondo perso) deliberato dalla Giunta della Camera di Commercio, il resto coperto da finanziamenti bancari.
Un’illusione? Un sogno ad occhi aperti? Niente affatto. Sta tutto scritto nel “business plan” che i tecnici del Centro di Assistenza Uniascom diretto da Lino Gallina, con la consulenza di Fabio Lamera, hanno consegnato alla cooperativa Ambiente e Sviluppo di Santa Maria del Monte che l’ha commissionato: “Il nostro obiettivo è garantire la distribuzione dei beni di prima necessità ai 130 abitanti del borgo e ad altri 100 che vivono nelle case ai lati del viale delle cappelle o in nuclei isolati lungo la strada d’accesso – spiega Giancarlo Di Ronco, 51 anni, vicepresidente della cooperativa e coordinatore del progetto – Parlo di pane, uova, latte, insaccati, formaggi, carni, alimenti in genere che oggi i residenti devono scendere a comprare a Sant’Ambrogio o direttamente a Varese. Naturalmente non abbiamo dimenticato i flussi turistici che sono particolarmente intensi d’estate, nei giorni di festa o nelle ricorrenze religiose”.
- Per loro il negozio che farà?
Farà prima di tutto accoglienza: informazioni, pacchetti turistici in collaborazione con gli esercenti, i musei ed il Santuario, visite guidate, internet point. I turisti potranno acquistare i prodotti locali artigianali tipici in legno, le caratteristiche giromette e le specialità alimentari: miele, amaro e rosolio del Sacro Monte, il vino Principato di Santa Maria del Monte, l’elisir del Borducan, i mustazzit, le brazzadelle e, in prospettiva, tutte le goloserie agroalimentari del Varesotto, dalle pesche di Monate ai Ronchi Varesini Igt, salumi e formaggi di capra delle valli luinesi.
- Quanti turisti arrivano in un anno al Sacro Monte?
Forse si fa fatica a crederci ma sono tanti, davvero tanti. Oltre 150 mila tra pellegrini in gruppi organizzati (soprattutto in maggio, il mese dedicato alla Madonna), processioni per gli eventi religiosi, fedeli per le funzioni domenicali e festive, mercatini di Natale, presenze alberghiere, turismo enogastronomico e raduni degli alpini.
- Come si arriva a costi per 90 mila euro?
Il conto economico preparato dai consulenti parla chiaro. Ci sono le spese di progettazione, ristrutturazione e messa a norma dei locali, acquisto di arredi, scaffalature, banchi e armadio refrigerato, attrezzature informatiche, spese per il personale e la pubblicità. Per coprire i costi di gestione stiamo studiando forme di convenzionamento con il Comune, la Provincia e il Parco del Campo dei Fiori come sportello d’informazione turistica.
- L’attività quanto dovrebbe rendere?
Secondo le previsioni, dovrebbe produrre utili il primo anno per meno di 2 mila euro, giusto un valore simbolico che lieviterebbe però a oltre 12 mila in cinque anni. La cospicua presenza dei turisti è una risorsa fondamentale per garantire la sostenibilità economica del progetto. Una parte consistente della tipologia merceologica e dei servizi guarda proprio alla clientela dei visitatori.
- Il negozio che orari farà?
Il progetto è tenerlo aperto tutti i giorni con orari differenziati a seconda del periodo dell’anno. Sono previste aperture speciali con orari estesi alla sera in occasione di particolari manifestazioni.
- Chi lo gestirà concretamente?
Ci penserà la cooperativa Ambiente e Sviluppo attraverso collaboratori anche di Santa Maria del Monte, pensionati e consiglieri. Abbiamo anche la disponibilità di affiancamento del titolare di una ricevitoria di Varese. Dunque, è personale qualificato.
- La posizione è favorevole dal punto di vista commerciale?
Ottima e strategica. Si trova al centro del nucleo abitato dove una volta si svolgeva il mercato, sulla strada d’accesso al santuario per chi arriva con la funicolare e poco distante dai tre alberghi Colonne, Sacro Monte e Borducan che fanno anche servizio ristorante e bar.
Metteremo un’adeguata segnaletica per farci trovare facilmente da tutti gli accessi di Santa Maria del Monte.
- L’apertura è sicura fra sei mesi?
Si, anche se restano da fare lavori strutturali. E’ una zona disagiata dove non si arriva con i camion e neppure con i furgoni. Bisogna rifare il pavimento e il vespaio, asportare 40 metri cubi di materiale, poi portare la sabbia, il cemento e tutto a mano con le carriole. I tempi sono dilatati.
- Il Comune di Varese ha già autorizzato il progetto?
C’è il parere favorevole del sindaco Attilio Fontana e della giunta e stiamo studiando forme di collaborazione. Il parroco don Angelo Corno è favorevole, forse solo un po’ scettico perché di questo negozio si parla da troppi anni ed è positivo anche il giudizio dei residenti, soprattutto per la comodità di disporre di servizi che oggi non hanno.
- Oltre alla funzione diretta, il negozio quali vantaggi può procurare al borgo?
Da trent’anni il paese è semiabbandonato per oltre il 60% del suo patrimonio abitativo e il fascino che suscita nel visitatore lascia il posto alla delusione per la mancanza di servizi e ciò aggrava lo spopolamento e il rischio di degrado. E’ un circolo vizioso che noi vogliamo interrompere. Combattere lo spopolamento è il primo passo per la riqualificazione urbana del Sacro Monte. Per questo chiediamo e siamo aperti a ogni collaborazione per rendere il più possibile efficace l’iniziativa.

Sergio Redaelli

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