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L’orologio del pellegrino

L’ESPERTO Roberto Baggio

 

L’orologio del pellegrino

 

Roberto BaggioItinerario da S. Ambrogio a S. Maria del Monte seguendo “la strada delle meridiane”

 

Il più famoso è l’obelisco in piazza San Pietro, nel cuore della Città del Vaticano. Altri celebri quadranti solari si trovano nella cattedrale di San Petronio a Bologna e nel Duomo di Milano, entrambi attivati dalla luce che penetra dal tetto della chiesa e segna l’ora sul pavimento interno. Lo avrete capito, stiamo parlando delle meridiane che misurano il tempo e che sono assai diffuse in Italia: almeno 13 mila secondo l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. Il Varesotto ne conta...

Roberto BaggioIl più famoso è l’obelisco in piazza San Pietro, nel cuore della Città del Vaticano. Altri celebri quadranti solari si trovano nella cattedrale di San Petronio a Bologna e nel Duomo di Milano, entrambi attivati dalla luce che penetra dal tetto della chiesa e segna l’ora sul pavimento interno. Lo avrete capito, stiamo parlando delle meridiane che misurano il tempo e che sono assai diffuse in Italia: almeno 13 mila secondo l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. Il Varesotto ne conta oltre 400: la più antica è a Cavona, in Valcuvia, del 1640, una ventina si trovano nell’area del Parco del Campo dei Fiori, otto al Sacro Monte, quattro alla Rasa. “Il nostro territorio ne è ricco non solo perché l’Italia è la patria di Galileo, Cassini, Schiaparelli e altri eminenti astronomi (lo stesso Copernico, polacco, studiò all’Università di Bologna) ma perché i nobili amavano abbellire ville e castelli di questi oggetti”, spiega Roberto Baggio, 53 anni, geometra della Rasa appassionato di gnomonica, il ramo dell’astronomia che studia la misurazione del tempo attraverso i moti stellari. Sposato, un figlio, una vaga somiglianza con il Sean Connery de “Il Nome della Rosa” e un cognome che evoca grandi imprese calcistiche, Roberto è contitolare a S. Ambrogio dell’impresa edile Fratelli Baggio.

 

I SEGRETI DELLO GNOMONE

“La passione per gli orologi solari è nata dal lavoro e dalla fortuita occasione di restaurarli – rivela – Una buona metà delle meridiane esistenti nel Varesotto è “a ore italiche”, segnano il tempo della luce che va dal tramonto al tramonto successivo. Questo sistema orario, rimasto in uso fino all’Unità d’Italia e poi sostituito da quello moderno, serviva per calcolare le ore di lavoro prima del buio, mentre i moderni orologi segnano un tempo convenzionale. Prima Cappella - Immacolata ConcezioneLa meridiana usa il sole come motore. Di solito è ubicata dove serviva segnare lo scorrere del tempo e scandire l’attività. A lungo lo gnomone (questo è il nome tecnico del chiodo piantato nel muro) fu infisso ortogonalmente, perpendicolare al muro. Con l’evoluzione delle conoscenze astronomiche e la scoperta che la terra ruota intorno al sole e al proprio asse, s’incominciò a piantare il chiodo in posizione inclinata, parallela all’asse terrestre. Sono lavori di precisione che richiedono grande perizia tecnica”.

 

L'ORA DI PALAZZO ESTENSE

Il Varesotto conserva orologi solari d’ogni epoca nelle proprietà Visconti, Sforza, Borromeo, Este, Medici di Marignano e di altre famiglie aristocratiche, ma anche sui semplici muri delle case, delle chiese e su quasi tutti i campanili, a volte al loro interno, utilizzate dal campanaro per regolare i meccanismi dell’orologio meccanico. La meridiana di Palazzo Estense fu realizzata a metà ‘700 dal gesuita dalmata Ruggiero Boscovich, che fu tra i fondatori dell’Osservatorio astronomico di Brera a Milano. Quella nel cortile della scuola elementare alla Rasa, della prima metà del ‘900, fu restaurata nel 2003 da Roberto Baggio coinvolgendo gli scolari in un’originale lezione pratica collettiva.

Seconda Cappella

 

NAPOLEONE A... ORONCO

“Un orologio solare che indicasse quante ore mancavano al tramonto del sole era uno strumento prezioso per i pellegrini perchè poteva evitar loro di essere sorpresi dalle tenebre - prosegue il geometra - Pregevoli esempi si trovano lungo il percorso che saliva al Sacro Monte, a cominciare dalle meridiane della chiesetta di S. Caterina a Fogliaro e dell’Immacolata Concezione alla prima Cappella, un gioiello, l’unica esistente in Italia a ore italiche su parete curva. Il quadrante solare di Oronco risale ai primi dell’800 e fu realizzato sul muro di una casa privata ai tempi di Napoleone. Indica il passaggio del sole in molte località del mondo, fra cui l’isola di Sant’Elena dove morì l'imperatore. Segna le ore, le mezze ore e i cinque minuti con due pannelli laterali che consentono di ricavare l’ora moderna. L’autore è Giovanni Bianchi, un imbianchino emigrato in Francia che imparò l’arte dai cosiddetti “Cadranier”, la corporazione fondata da Enrico III nel 1582 a Parigi. Tornato in patria, negli ultimi anni di vita si cimentò sui muri del Sacro Monte. Un’altra bellissima meridiana è alla seconda Cappella, molto simile all’esemplare che si vede in piazza della Motta a Varese e c’è ne è una, infine, nel chiostro di clausura delle romite ambrosiane”.

 

LA LUCE DELLE CAPPELLE

Per secoli i pellegrini si sono inerpicati verso Santa Maria del Monte e i quadranti scandivano i tempi di percorrenza: “Ma sulla via Sacra non ci sono solo le meridiane da ammirare – aggiunge Baggio - Tutte le Cappelle hanno implicazioni astronomiche e sono state progettate per sfruttare la luce del sole e della luna dal punto di vista scenografico. La posizione e le finestre ottimizzano l’effetto della luce illuminando le sculture in base ai misteri rappresentati. E’ il principio teatrale della sacra rappresentazione. Alla sesta Cappella, per esempio, è rappresentato Gesù nell’orto degli Ulivi e in origine, secondo i miei calcoli, doveva esserci una finestrella alta da cui, la sera del Giovedì Santo, la luce della luna entrava a illuminare la scena di Cristo che riceve il calice dall’angelo. Era un effetto studiato”.
Oronco

 

DA 2 MILA EURO IN SU

Baggio fa parte dell’associazione nazionale Horologium che riunisce decoratori, docenti di matematica, imprenditori e appassionati che si propongono di valorizzare, restaurare e progettare quadranti solari. “Il prezzo di una meridiana nuova va da 2 mila € in su – spiega – Questi oggetti arricchiscono l’arredamento urbano e fanno interagire il cittadino con l’astronomia, l’arte, la storia e la scienza. Insomma fanno cultura. Il 2009 è l’anno internazionale dell’astronomia. Quattrocento anni fa, nel 1609, Galileo compì a Padova il rivoluzionario gesto di puntare verso il cielo un cannocchiale, da lui perfezionato, dando avvio all’osservazione astronomica. Quel gesto è diventato il simbolo della nascita della moderna scienza sperimentale e sarà ricordato in tutto il mondo con una serie di convegni, mostre e iniziative”. L’8 febbraio 2009 Roberto Baggio guiderà un itinerario astronomico che parte dalla Rasa, sale nei boschi a Oronco, fa tappa alla chiesetta dell’Immacolata Concezione e procede per la seconda Cappella fino al santuario di Santa Maria del Monte. Costo della visita guidata 3 €, quaranta persone al massimo. Si parte alle 8.30 dalla trattoria da Carletto, alla Rasa, in piazza della Chiesa. Ritorno nello stesso luogo alle 12.30.


La strada delle meridiane dalla Rasa al santuario
Questo il percorso delle visita in otto tappe alle meridiane del Sacro Monte guidata da Roberto Baggio:
1) Piazza Milite Ignoto a S. Ambrogio (antico quadrante di cui restano poche linee incise).
2) Via Sacro Monte a S. Ambrogio (del 1749).
3) Via Robarello (ce ne sono tre al numero civico 2).
4) Strettoia di Fogliaro, chiesetta di S. Caterina.
5) Oronco, via prima Cappella, su casa privata.
6) Chiesetta dell’Immacolata alla prima cappella.
7) Seconda Cappella.
8) Piazzetta del museo Baroffio (poche tracce rimaste).

Sergio Redaelli

 

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