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AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA

Varese, 10 febbraio 2018

La maggioranza dei cittadini lombardi che hanno partecipato al referendum del 22 ottobre 2017 ha espresso un SI convinta che l'attuale governo, che si definisce democratico, avrebbe preso in considerazione la volontà popolare.
La campagna per ottenere in Lombardia una maggiore autonomia locale è stata contrastata dalle bandiere rosse definendo la consultazione truffa o inutile spreco di risorse e invitando gli elettori a disertare i seggi ma dimenticando di ricordare che l'85% delle tasse riscosse in Lombardia finisce allo Stato, il 9.48% alla Regione e solo il 4.82% alle amministrazioni locali.
Spetta quindi al Governatore della Regione Lombardia, attuale o prossimo, ricordare l'annuale furto di 54 miliardi di residuo fiscale trattenuto a Roma .
Il governo dal 2012 ha obbligato i comuni a trasferire i loro depositi presso un conto corrente infruttifero della Banca d'Italia privandoli di una disponibilità di cassa locale ed obbligandoli ad elemosinare i trasferimenti dallo stato.
Ogni anno il comune di Varese regala allo Stato oltre 430 milioni e ben 460 quello di Busto Arsizio: i sindaci sono accomunati dal ritornello “non ci sono risorse”, ma quando poi si ottengono 18 milioni per il piano stazioni, ci si vanta per le briciole ottenute.
Nell'attuale campagna elettorale, il candidato Fontana, ex sindaco di Varese, si confronta con Gori, ex sindaco di Bergamo : entrambi potrebbero mostrare l'andamento dei trasferimenti dello Stato avvenuto nei rispettivi capoluoghi di provincia durante la loro gestione.
Potrebbero convincere qualche indeciso e recarsi alle urne per eleggere una rappresentanza regionale o nazionale più rispettosa delle esigenze di una regione definita la locomotiva d'Italia.


Cordiali saluti.


De Maria Domenico