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Leopardi pop per Gabriele Lavia alla prima serata di teatro al Sacro Monte

 

Gabriele Lavia al Sacro Monte

Gabriele Lavia al Sacro Monte

Spiazzante, istrionico, grandioso Gabriele Lavia. Ieri sera, alla Terrazza del Mosè, non poteva esserci esordio migliore per il bel festival Tra Sacro e Sacromonte diretto da Andrea Chiodi e che ha tagliato il traguardo della nona edizione.

Un Gabriele Lavia in stato di grazia, per la prima volta al Sacro Monte di Varese, ha trattenuto il pubblico, sferzato, nell’ultima mezz’ora, da un vento freddo e fastidioso, con uno stupendo monologo in cui a parlare è stato Giacomo Leopardi, le sue parole, i suoi stati d’animo. Un inarrestabile, ispirato, intenso flusso di parole sotto le stelle, all’ombra del santuario. In  prima fila autorità come il questore Giovanni Pepè, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, il sindaco Davide Galimberti e l’assessore Dino De Simone, l’attore Giancarlo Ratti.

Lo spettacolo, dedicato all’Infinito a 200 anni dalla sua nascita, ha cavalcato ininterrottamente nei grandi territori della parola di Leopardi, partendo da “Il sabato del villaggio”, passando attraverso “A Silvia”, “Il passero solitario”, “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, per terminare con “L’Infinito”.

Ma non è stato un reading arcigno, accademico, saccente. E’ stato invece un tentativo (riuscito) di avvicinare i tantissimi varesini accorsi al festival al grande poeta, facendo parlare l’animo di Leopardi, facendolo apparire contemporaneo agli italiani di oggi. Un Leopardi pop, per non addetti ai lavori.

Non solo Leopardi, però, ma anche incontri dello stesso Lavia, sue esperienze, un divertentissimo dialogo con l’arciprete del Sacro Monte e il sindaco sul nuovo teatro (ma qualcuno se lo ricorda ancora?). “Dovete costruirlo? Vi prego: non fatelo realizzare da un architetto”. “Nei teatri, il punto da cui si vede meglio il palco, il centro della sala, non ha poltrone, ma il corridoio…”. Insomma, teatro sì, ma come si deve. Con un aiuto sostanzioso dell’arciprete: “Non mi dite che i preti non hanno soldi…”, ha scherzato l’attore.

Una serata magica, nonostante il freddo e le nuove normative sulla sicurezza, che hanno reso più stringenti i controlli. Una serata finita in gloria con una recita collettivadell’Infinito, divertita e divertente, con Lavia severo maestro dei vecchi tempi, da parte di tutto il pubblico presente, che al termine ha applaudito Lavia con un lunghissimo applauso.

Al termine il sindaco Galimberti è andato a salutare e complimentarsi con Lavia. Il quale non ha risparmiato al sindaco una battuta: “Il vostro nuovo teatro mi sa che non riuscirò  vederlo”.

Grande Lavia, simpatico e intenso. E grande il festival Tra Sacro e Sacromonte, che si è confermato un appuntamento culturale prestigioso, ma capace di ricordare a tutti una cosa non ovvia: cultura e teatro possono arricchirci senza annoiare. Scusate se è poco..