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Storie intorno alla Carta Varese

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“VARESE 1902. STORIE DI DONNE, STORIE DI DONI” si articola in tre piccole sezioni: una rara collezione di carta Varese, un’esposizione di oggetti vintage abbellita di questa decorazione e le miniature di Adele Lo Feudo realizzate con le protagoniste della carta Varese.
La curatrice Carla Tocchetti, racconta: «Tutto è iniziato con la fortuna di avere a disposizione, per una mostra, una preziosa quanto rara collezione privata di un centinaio di fogli di CARTA VARESE, una particolare carta a mano decorata con stampi antichi provenienti dalla più grande stamperia attiva da fine Seicento fino a metà Ottocento nel Veneto, la Remondini.

Su quasi tutti i fogli è apposto un particolare timbro a secco PESP con le iniziali di quattro signore della buona società lombarda, tre sorelle e una cognata, tutte appartenenti alla famiglia di Andrea Ponti industriale del cotone di grandissima levatura noto anche per l’impegno sociale. Sono in particolare legate alla promozione delle Belle Arti e del progresso sociale femminile le tre figlie di Andrea e Virginia, Esterconiugata Esengrini, Maria che andrà sposa al conte Pasolini, Antonia che si mariterà con il conte Gianforte Suardi. Con loro anche la cognata, la siciliana Remigia Spitaleri dei Baroni Muglia moglie di Ettore, sindaco di Milano.Sono queste quattro donne che, nel 1902, con la cartiera Molina, un proprio marchio e la denominazione DI VARESE, utilizzando antichi stampi in legno che provenivano dalla più grande stamperia veneziana Remondini, attiva dal ‘600, decidono di avviare l’antica produzione di Carta di Varese. Scelgono di affidarsi ad un antiquario di Varese, Giuseppe Rizzi, il quale portò la Carta di Varese all’Expo di Bruxelles del 1910, conquistando clienti di tutto il mondo».
I sui utilizzi sono stati molteplici: oltre come carta da parati venne usata per rivestire cassetti, quaderni e decorare scatole. In mostra è esposta anche una matrice originale con la sua prova di stampa.

A restituire al pubblico del Battistero di Velate le storie di queste magnifiche signore sarà ALF, pseudonimo dell’artista perugina Adele Lo Feudo, attraverso preziose miniature-gioiello, dipinte su lino e ornate da antichi monili, ispirate alla gallerie dei ritratti della famiglia Ponti e ad alcune celebri donne dell’epoca -Edwige Toeplitz, Maria Teresa d’Austria e Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena. In mostra anche curiosi oggetti realizzati in Carta di Varese originale dal rigattiere varesino Giampaolo Pensa, oggi novantaduenne, che conobbe di persona alcuni dei protagonisti di questa storia. Concluderà il percorso conoscitivo sulla Carta Varese il tutorial tenuto da Raffaella Asni, bibliotecaria milanese, appassionata di aspetti storici del costume e fondatrice dell’Officina del Monaco Alcuino, che raccontando insegnerà come creare oggetti decorati in stile “veneziano” e ottocentesco.

Inaugurazione sabato 23 novembre ore 16.
Il Battistero sarà aperto dal 23 novembre 2019 al 8 dicembre, dal giovedi alla domenica dalle 14 alle 18 (la domenica mattina anche dalle 11 alle 13). I tutorial di oggetti decorati vintage si terranno il 7 e l’8 dicembre dalle ore 15 alle ore 18 

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