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La scuola che sa rigenerarsi è il volano di una società nuova

Chi guarda lontano, cercando di costruire una realtà umana sempre più adeguata ai tempi deve partire dalla scuola, l’unica istituzione capace di educare e formare le generazioni alle quali verrà affidato il futuro del nostro Paese. Chi l’ha vissuta sa quanto sia amata, quanta importanza rivesta nella promozione di una società capace di rispondere alle aspirazioni del mondo giovanile e non solo. La scuola non è luogo dove si consumano frustrazioni di vario ordine e grado, non è prigione di stereotipi che ne limitano la capacità creativa ed esplorativa, ma fonte di condizioni di crescita umana, morale, culturale e sociale delle giovani generazioni. E’ istituzione che genera fiducia, benessere, ricchezza morale e intellettuale, capacità di vivere appieno l’esuberanza di una vita che si trasforma rapidamente e che richiede sempre nuove forme di comunicazione, nuovi ordini relazionali, nuove prospettive.

I ragazzi vogliono essere protagonisti di questa parte fondamentale della loro vita, vogliono vivere senza reticenze e senza falsi allarmismi la loro naturalissima vocazione al fare, all’agire, allo sviluppo critico, al dialogo, al confronto, alla gestione di quella libertà che diventerà il perno attorno al quale costruiranno la loro esistenza. Via le paure quindi, il nozionismo manieristico incapace di ravvivare le ricchezze che ciascuna persona porta nella propria mente e nel proprio cuore. Scuola che non teme di essere seriamente se stessa in ogni momento, capace di saper cogliere e accompagnare con entusiasmo le ansie, le incertezze, le curiosità, la voglia di crescere di giovani che si guardano attorno per prendere le misure con quella realtà della quale sono parte integrante. Scuola che sappia guardare al mondo esterno, alle sue difficoltà e alle sue bellezze, dove l’osservazione diventa crescita, promozione, recupero e padronanza, dove le domande ricevono risposte chiare e concrete, dove s’impara a convivere con quel tutto che circonda la nostra esistenza.

Scuola di vita che respira il respiro del mondo, che promuove incontri e confronti con persone, personaggi, uomini e donne che vivono in prima persona il mondo e le sue sfumature. Scuola paladina di una cultura che conserva per rilanciare, che ricerca l’universalità del bene per realizzarlo, che sa essere locale e globale, che si candida a diventare centro propulsore di una realtà che taglia le distanze e promuove l’universalità dei messaggi, mettendo in campo il bello che incontriamo ogni giorno. E’ tra i banchi che si sviluppa il futuro del mondo, è nella capacità di riconoscersi esseri umani oltre i colori della pelle che si compie il sogno di una globalità rispettosa e propedeutica, è nella certezza di essere persone sempre che si evolvono più coscienti e consapevoli. Scuola dove le materie letterarie corrono di pari passo con la musica, l’arte, il teatro, il cinema, la pittura, il canto, la scultura, lo sport, l’educazione civica, le lingue straniere, la poesia, la matematica, la logica e la fantasia, dove ogni conquista è il frutto di un incoraggiamento al lavoro, alla bellezza della ricerca, alla novità di un sistema che riconosce a ciascuno il diritto alla dignità.

Scuola itinerante che non ha paura a mettersi in gioco, salvaguardando quei valori che hanno la capacità di diventare strumenti di elevazione e di promozione di civiltà. Scuola che salvaguardi la naturale predisposizione alla gioia, la voglia di non fuggire mai, capace di rispondere alla richiesta di civiltà di ragazzi motivati dall’ansia di riconoscersi e imparare. Scuola di merito, dove il lavoro è fatica e premio, dove ciascuno è convinto che occorra dare sempre il massimo. In un mondo che condanna i ragazzi a vivere in strutture vecchie e fatiscenti, incapaci di generare felicità, la scuola chiede di essere riconosciuta e amata per le sue qualità rigenerative. E’ in questa attesa di protagonismo responsabile che si candida ad essere il volano di una società nuova, capace di saper rispondere in modo esauriente alle radicali trasformazioni educative del nuovo millennio.

Felice Magnani

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