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Con il Giubileo, Roma apre le porte alla speranza della pace

2015: un anno fondamentale per il nostro Paese. Un anno in cui siamo chiamati a ridefinire quell’identità che ci pone al centro della civiltà mondiale. Tra ragione e fede si muovono quei valori che fanno del nostro paese ponte tra il Mediterraneo e l’Europa. L’Italia ha aperto le porte a due grandi appuntamenti internazionali: in maggio l’Expo a Milano e a dicembre il Giubileo a Roma. Roma e Milano, due città, due mondi diversi ma complementari, due modi e due stili di vivere l’umanità italiana, due città che annunciano il loro impegno nel mondo, la loro capacità di essere dispensatrici di valori amati da tutti, come la pace. Oggi come non mai l’uomo si trova di fronte a una scelta che non consente distrazioni. E’ una scelta di campo che non ammette ignoranza, perché ne va del genere umano, della vita come dono e servizio, come occasione per dimostrare quanto bella e preziosa sia indipendentemente dal colore della pelle, dalla cultura, dai costumi o dai sistemi politici.

E’ una vita nuova che si propone fuori dallo spazio della porta di casa, dove tutto è preciso e scontato. Si tratta di scegliere tra il bene e il male, tra chi anela alla libertà e chi vorrebbe mantenere gli uomini in uno stato di perenne schiavitù. Si tratta di stabilire da che parte stare, se con la misericordia o con la violenza. Si tratta di convincersi che la via della redenzione umana non è nella guerra, nella sopraffazione, nella corruzione, ma nella consapevolezza della riconciliazione. Mai come oggi di fronte a noi il male e il bene sono scoperti, sono diventati facilmente individuabili, mai come oggi la scelta di campo può essere netta e definitiva. Per questo il male si sta giocando il tutto e per tutto e lo fa con una protervia inaudita. E’ spiazzato, confuso, cieco, consapevole che la radice del bene è molto più forte e profonda della sua. Malgrado tutto porta colpi durissimi capaci di disorientare, confondere e cancellare.

Cerca in tutti i modi di privare l’uomo della speranza e di gettarlo nella disperazione. L’umanità sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia e in molti casi è schiava delle sue stesse armi, ma ancora capace forse, di fermarsi al richiamo di un bene pronto ad anteporre la costruzione alla distruzione, l’emancipazione alla schiavitù, la speranza alla delusione, la vita alla morte. E’ in questa grande opera di redenzione umana che il cristianesimo esprime la sua teologia della salvezza, promuovendo la vita in tutta la sua bellezza e la sua forza rigenerativa. E’ in questa opera di riconciliazione che la voce di papa Francesco attraversa i cuori del mondo, riportando fiducia e perseveranza. E’ con il Giubileo della misericordia che la chiesa di Roma riapre le porte alla speranza, dimostrando che la più grande aspirazione dell’umanità è quella di vivere in pace.

Felice Magnani 

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