Menu
A+ A A-

IL BENE COMUNE HA BISOGNO DI TUTTI

Quando la crisi tocca punte avanzate rimbalza a chiare lettere il limite nel quale naviga la nostra intelligenza. Sembra incredibile, ma la condizione umana vive una perenne dicotomia tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, tra il limite nel quale opera e il suo desiderio di collocarsi in una dimensione che trascenda il sistema della sofferenza. E’ in questa ricerca che si consuma in parte lo spazio esistenziale, incapace in molti casi di approdare a una relazione stabile con il sofisticatissimo sistema della creazione. Gli uomini si confrontano, si scontrano, si combattono e anche quando cercano convergenze lo fanno pensando sempre a se stessi: all’utile, al profitto, all’interesse personale e così la ricerca dell’armonia diventa ricerca del primato dell’individuo sulla specie. Mai come in questi anni il tema del rapporto tra uomo e pianeta si è acutizzato, ha raggiunto forme di esasperazione culturale, politica e religiosa. Come sempre infatti il confine tra piano politico e piano religioso è molto esiguo, per non dire inesistente. Oggi papa Francesco esercita una fortissima azione politica dentro e fuori la chiesa, richiamando l’umanità a forme esistenziali compatibili. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratti dell’ ingerenza di un ordine in un altro, di una violazione del dettato costituzionale, in realtà la religione dimostra ancora una volta che non può esistere senza la sua incarnazione laica. Essere cristiani significa essere cittadini coscienti della missione che ci è stata affidata per la durata del nostro spazio esistenziale. La catechesi papale, che si riassume amabilmente nell’ultima enciclica ambientalista, ci fa capire che il mondo in cui viviamo è uno e che siamo responsabili della sua tenuta tutti, nessuno escluso. E’ una visione che va oltre i confini etici, etnici, culturali, geografici o spaziali, che tiene conto della globalità dei valori per cercare di migliorarlo. I temi non sono più dunque di natura nazionalistica, ma universale. Il bene comune ha bisogno dell’aiuto e della consapevolezza di tutti gli abitanti, soprattutto di quelli che per troppo tempo si sono ritenuti i detentori del predominio antropologico del pianeta. L’alimentazione, le malattie, la fame e la sete, le povertà sono i temi di fronte ai quali dobbiamo assumere responsabilità comuni. E’ sulla via di una generale rimozione del sistema dei pregiudizi che ha accompagnato la storia passata che si va delineando quella futura, molto più attenta a dimostrare che il bene è di tutti e non di qualcuno. E’ su questo terreno che si frantumano poteri consolidati, credenze, è nella nuova direzione umanitaria che il mondo lavora e si prodiga, cercando di rimettere al centro l’uomo con i suoi bisogni e le sue necessità. Il confronto politico è utile se lavora al servizio dell’umanità. In questa prospettiva diventa fondamentale mettere insieme le forze per uscire da spazi ristretti, ripensando il senso della solidarietà umana, rivedendo gli assetti costituzionali dei singoli paesi e la loro applicazione, uscendo da schemi mentali secondo i quali il furbo diventa ricco alle spalle dell’onesto. Nella nuova visione del mondo ciascuno deve avere la possibilità di gestire la sua quota di programmazione degli eventi, deve poter entrare in relazione con coloro che insieme a lui applicano la lezione esistenziale, deve poter vivere dignitosamente, indipendentemente dalla sua appartenenza religiosa, politica e culturale. Qualcuno dovrà perdere qualcosa per guadagnare qualcos’altro, bisognerà entrare nella logica della disponibilità, della relazione umana, del recedere per acquisire. Il lavoro può diventare il volano se premia la volontà, se diventa ponte verso l’autonomia, se mette tutti nella condizione di dare secondo le proprie capacità, di realizzare la parte fondamentale della natura umana. Un lavoro che gratifica, che apre i cuori e le menti alla gioia di vivere, alla consapevolezza che la vita sia un bene prezioso da difendere e custodire, da donare e da potenziare. E’ in questa dimensione che si deve posizionare, indipendentemente dai flussi di piazza o dalle lotte sindacali. Il lavoro è fondamentale nella vita dell’uomo e chi non lo favorisce costringe gli esseri umani a una prigionia morale e materiale, impedisce di esprimere l’ umanità, di mettere a frutto la propria intelligenza, di poter creare una famiglia felice: nega un diritto fondamentale. E’ in questa direzione che si sta muovendo papa Francesco nella sua opera di pulizia morale, è così che rilancia il catechismo delle opportunità, soprattutto quelle che solitamente vengono negate a causa delle iniquità. E’ in questa difficile ricerca comune che il mondo si riposiziona, dimostrando che non esiste nulla di troppo consolidato da non potersi modificare per il raggiungimento di un sano equilibrio esistenziale. E’ in questa direzione che si muove il Giubileo della Misericordia, l’evento che papa Francesco ha fortemente voluto per rimettere ordine nel cuore di una umanità sempre più confusa e impotente.

logo regione

varese4u logo

Plan what to see in Varese with an itinerary including Sacro Monte Unesco di Varese