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Giovanni Battista Montini, un Papa che ha saputo vedere lontano

Giovanni Battista Montini riafferma spesso e sottolinea il senso vero e profondo della cultura cristiana, una cultura che è diventata faro di civiltà, riappropriazione d’ identità, riaffermazione della centralità dell’uomo e della sua condizione, riabilitazione sociale. Sente in modo quasi drammatico l’incalzare del progresso, la repentina trasformazione degli stili di vita, dei comportamenti, il dilatarsi di una libertà che spesso richiede spazi di realizzazione più ampi e adeguati, la voce di un mondo che tende ad essere sempre più laico e distaccato, incapace di armonizzare il passato con il presente e il futuro. E’ in questa sfida delle culture, quella religiosa e quella laica, proiettate nel mare della globalità che Montini combatte la grande battaglia del dopoguerra. E’ nel fiorire di un vasto patrimonio di gruppi, istituzioni, iniziative che la religione deve inserire le sue intuizioni, il suo vangelo, i suoi valori, la sua forza penetrante, è nella armonizzazione di spirito e materia, azione e contemplazione, pensiero e atto che si sviluppano le nuove linee di condotta della Chiesa. Milano diventa il centro di un grande risorgimento nazionale ed europeo. Nella diocesi più grande del mondo, dove la gente guarda al lavoro come affermazione della natura umana, Montini deve cercare di dimostrare che la ricerca del giusto benessere è importante, ma solo se mediata dalla forza di un cristianesimo socialmente impegnato a dimostrare che l’uomo è centrale rispetto a tutto e che in lui tutto si armonizza e si completa. Sa vivere e contemplare la realtà nella sua ampiezza, nella sua diversità, coglie con spirito familiare le ansie e le contraddizioni della società. Non sfuggono al paterno prelato i segreti dello spirito umano, la sua ricerca interiore, i suoi conflitti, le sue difficoltà a comprendere le dinamiche esistenziali; lo coglie e lo colloca nell’unico spirito che può trasformare il conflitto in serenità, la diversità in fratellanza, la furbizia in tolleranza e apertura sociale. Montini è il rappresentante di una Chiesa che vuole a tutti i costi continuare a trasmettere quel messaggio di salvezza che trasforma l’uomo vecchio nell’uomo nuovo, con tutto il suo patrimonio di talenti e di valori. E’ grande perché è grande la sua considerazione dell’umanità, è grande perché è profetico, sa andare oltre i limiti della storia umana ed ecclesiale, sa cogliere e interpretare le aspettative di un popolo in cammino, che non è più soltanto il popolo predestinato, ma quello che vive lontano dal respiro della fede cattolica. Montini ha capito che non c’è storia senza Chiesa, non c’è storia senza Dio, non c’è autorità senza un rapporto vivo e costante con quel Cielo che l’uomo moderno guarda sempre di meno, attratto dal materialismo e dalle sue leggi. E’ contro questo materialismo che Montini conduce la sua benemerita battaglia, è contro l’estendersi dell’ateismo e dell’ arbitrarietà umana che Montini convoglia le sue certezze, nate da un cuore grande e generoso, dalla fede profonda e consapevole dell’educatore, di colui che con perizia sa condurre fuori quelle risorse e quei talenti che sono necessari per avviare un’esistenza non schiava delle forze del male. Grande è la sua percezione della realtà, della necessità di essere sempre di più al servizio dell’uomo. Montini è soprattutto educatore. Lo è stato ai tempi della FUCI, quando istituzionalmente serviva la Chiesa, dimostrando le sue innate predisposizioni alla comprensione globale dei fenomeni, la sua forza morale, la sua capacità di saper parlare all’animo umano con la fermezza di chi crede nelle proprie idee, perché strettamente correlate alla sostanziale perseveranza della fede nella quale è nato e cresciuto e con la quale ha percorso tratti impervi del suo magistero. E’ stato un moderno educatore perché ha saputo cogliere i problemi nella loro reale immediatezza, nella capacità di collocarli nella storia umana, nel sollevarli da varie forme di materialismo per trasportarli in una dimensione più alta, dove libertà e verità esprimono una dimensione ampia e chiara delle cose e degli avvenimenti. Uno dei grandi problemi della nostra società è quello di aver abbandonato l’uomo, di averlo usato e maltrattato, di aver sostituito la generosità e l’altruismo con l’egoismo e l’individualismo, nell’aver sostituito l’amore con l’odio e l’invidia. Montini è consapevole di questo e adotta talenti e risorse umane per dare risposte concrete in ogni campo, a ogni uomo, alle iniziative che fanno la loro apparizione nel cammino esistenziale. Afferma con grande forza che l’uomo senza ideali non è uomo, che l’uomo ha un grande bisogno di credere, di mettere a fuoco le due realtà che in lui convivono, lo spirito e la materia, l’impegno umano e quello divino. Montini adottare la dolcezza maieutica dell’approccio educativo, è l’uomo di Chiesa che va incontro a chi ha bisogno di Dio, cercando di dare risposte adeguate alla problematicità dei tempi e delle risorse. Emerge così la generosità del suo cuore lombardo, la capacità di andare oltre le barriere, le gerarchie, per affermare che è il cuore a dissodare i terreni incolti. Montini dà una dimensione mondiale all’intuito, alla perseveranza, alla generosità e al dinamismo milanese, trasferendo tutto in una proiezione universale dello spirito religioso. Scandaglia ogni angolo, riporta luce dove c’è il buio, riapre le porte dell’innovazione e dell’autostima, della ricerca e della scoperta, ritempra una umanità dominata da ribellioni, ideologie, sistemi che negano l’esistenza di Dio, che pretendono di ridurre la vita umana a puro materialismo. E’ il sacerdote che sostituisce alla coercizione dell’autorità l’autorevolezza della relazione umana, la sua forza redentiva, la sua capacità di ridare slancio interiore e intraprendenza spirituale a uomini e donne che hanno adottato la violenza come strumento di sottomissione. Nella sua vita, contrassegnata da varie forme di problematicità, si è trovato a dover affrontare una lettura approfondita della condizione umana, vessata da una molteplicità di radicalismi che ne hanno messo a dura prova l’unità, fornendo sistematicamente nuovi elementi di comprensione e di sostegno alla causa della modernità ecclesiale. Anche nei momenti più difficili ha saputo navigare con destrezza, mantenendo viva la forza dell’intelligenza umana, sempre più tesa a indagare, a riconoscere e a promuovere la forza e la bellezza della vita.

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