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LA DEMOCRAZIA HA ANCORA UN SENSO?

di felice magnani

E’ nei momenti difficili che la natura umana cerca di trovare un senso, di dare risposte a interrogativi che si arrovellano nel cuore e nella mente, di capire se quello che succede intorno risponda a verità o non sia la solita improvvisazione messa in piedi da chi ha interesse a tirare l’acqua al proprio mulino. Mai come in questi mesi ci siamo domandati chi sia la Democrazia, che valore abbia la nostra Costituzione, che spessore abbia la Legge, che cosa siano realmente quei principi e quei valori sui quali abbiamo costruito la nostra vita. Ci sono momenti in cui un testo scritto sembra riassumere la storia del mondo e altri in cui ci si rende conto di come sia difficile ridefinire, riorganizzare, far vivere, applicare, dimostrare se quello che ci è stato insegnato sia la parte migliore della conoscenza e della realtà, se ci abbia davvero insegnato ad aprire gli occhi sulla vita e le sue mille sfumature. Nei momenti di crisi ci si domanda se la verità appresa chinando la testa sia ancora quella valida o se invece non ce ne sia un’altra, magari ancora più vera, più forte, più capace di far apprezzare la vita e le sue storie, più adatta a stemperare umori e sensazioni che mutano all’improvviso il normale corso dell’ esistenza, lasciando varchi aperti, attraverso i quali irrompono novità che non erano state previste. Da un po’ di tempo a questa parte i valori tradizionali, quelli nei quali siamo stati allevati, temprati ed educati hanno difficoltà a trovare spazi adeguati, incontrano barriere e muri non sempre facilmente superabili. Dove un tempo vigeva certezza oggi regna insicurezza, la provvisorietà tende ad acuirsi; inquietudine, sfiducia, timore e paura la fanno da padroni e lo spirito delle persone non è dei più tranquilli, basta pochissimo per scatenare l’inferno. C’è nell’aria una strana tendenza a lottare, a spiazzare, a sorprendere, non c’è più nulla o quasi che goda di una pubblica credibilità. Nella maggior parte dei casi si è costretti a rincorrere la storia, a cercare soluzioni temporanee, che non hanno nulla o quasi di quella sacralità cui ci avevano abituati. Il sacrosanto valore della legge ad esempio, su cui abbiamo dovuto riflettere nelle varie stagioni della nostra vita, oggi ha perso moltissimo della sua sacralità, è diventato opinabile, muta a seconda delle circostanze, degli umori, dell’appartenenza, si ha la sensazione che la legge abbia perso per strada quella sostanza sulla quale definiva e delineava la verità di un giudizio autentico, definitivo. Ciò che è giusto per alcuni non lo è per altri e fin qui tutto potrebbe rientrare nel gioco della democrazia, ma la difficoltà subentra quando i giochi si trasformano in faziosità, quando il profitto individuale o di gruppo prevale sul bene comune, quando l’ipocrisia e la falsità pretendono di calpestare le cose buone da fare per dare un senso alla vita, alla bellezza della relazione comunitaria. La democrazia è la parte nobile della nostra storia, fondamentale nell’amministrazione dei diritti e dei doveri, ma non è sufficientemente attrezzata per farsi amare, spesso è incerta e insicura, si guarda attorno, cede alle lusinghe di chi la tenta, non ha abbastanza forza per farsi riconoscere, per imporre la propria personalità, si lascia soggiogare, non ha il coraggio di alzare la voce, di farsi sentire da chi vorrebbe ammansirla e ridurla in schiavitù. In molti non hanno ancora capito che la base e l’altezza della piramide democratica sono il popolo, la volontà popolare ne conferma e ne delinea il percorso, lo rende autentico, offre lo spunto e l’opportunità per dimostrarle tutta l’attenzione possibile. Ma la democrazia non è un possesso, è un bene dinamico, destinato a lievitare nel tempo, a dimostrare quanta strada ci sia da percorrere per poterla realizzare. La democrazia è una grande ricchezza, perché offre la possibilità a tutti di essere autentici, di partecipare, di onorarla con l’impegno e la generosità, di rafforzarla, abbellirla, renderla sempre più consona alle necessità e ai bisogni della condizione umana. Forse non ama la lotta violenta, quella che fa leva sulla disonestà, non apprezza chi la usa per fini e scopi personali, preferisce affidarsi a chi sa sfidare l’ipocrisia e a chi sa pagare un prezzo pur di difenderla da chi vorrebbe manipolarla. E’ nella democrazia che il popolo si riconosce, nella sua organizzazione, ma trova la sua parte migliore nel cuore della gente, quella gente che la sa difendere e amare, proteggere e valorizzare, perché è convinta di quanto sia fondamentale per la crescita e l’affermazione delle persone. Uscire dall’arbitrarietà e entrare in una ricerca convinta di verità è forse un passaggio obbligato, rimettersi al tavolo a studiare, a creare, a ricercare, a confrontarsi dovrebbe essere un input naturale per chi è ancora convinto che la democrazia meriti un’osservanza diversa, più matura, più viva, più autentica. Rilanciare la democrazia significa operare un’indagine profonda, mettersi in gioco, non dare mai per scontato che basti avere un pezzo di potere tra le mani per sentirsi i padroni del mondo. Forse ci siamo dimenticati di quell’anima popolare che batte sempre con grande emozione ogniqualvolta si sente messa in difficoltà da chi la tratta come un possesso personale, come un’esclusiva, dimenticandosi che la vera forza della politica è proprio quella di saper guardare lontano, di andare oltre gl’impedimenti del presente, per cercare di capire quanto il passato e il presente siano ancora in grado di collaborare alla costruzione di un’identità, attraverso quale erigere il futuro. Dare un senso significa anche non perdere di vista i valori, capire se quei valori sui quali la democrazia è stata costruita siano ancora attuali, abbiano la forza sufficiente per sostenerla, per darle quella spinta morale e sociale che merita. Dunque il passato insegna, ma proprio per questo non va lasciato morire, bisogna renderlo vivo e, per fare questo, ha bisogno di chi lo sappia capire, interpretare, modificare, di chi si appassioni ancora una volta a quel meraviglioso impianto sociale e politico che risponde al nome di Democrazia.

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