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E’ CON LA LOGICA CHE SI RISOLVONO I PROBLEMI

di felice magnani

Riscoprire la logica significa prima di tutto non lasciarsi prendere la mano, contare sempre fino a dieci, riattivare l’esame critico, la discussione, la voglia di costruire, di sollecitare, di aiutare la società a capirsi e a capire. In questi anni siamo stati spesso oppressi da varie forme di oltranzismo morale, economico, politico, sociale, religioso. Siamo stati presi nella morsa di una storia che non ha ancora avuto il tempo di ridefinirsi, di sottoporsi ad autorevole valutazione e riappropriazione e che, proprio per questo, naviga spesso al buio, senza contorni e obiettivi precisi, incapace di fare chiarezza nello stato d’ansia che caratterizza la vita quotidiana dei cittadini. In molti casi un diffuso stato confusionale si è impadronito della razionalità, la paura impone solitudini incalzanti, le arrendevolezze si sono sovrapposte alle autorevolezze, una diffusa immagine estetica si è fatta strada tra astrazioni, narcisismi e analisi virtuali. Aiuta, serve, ma solo se la bellezza in quanto tale sollecita sostanziali forme di rinnovamento, di nuove e propositive  prese di coscienza. Estetica e logica possono essere contigue, possono  coniugarsi e integrarsi, ma solo se hanno ben chiari i rispettivi spazi e i rispettivi doveri. L’estetica è fondamentale quando educa alla formazione di uno stile, quando educa all’assunzione di valori che attenuano il materialismo corrente, richiamandolo alla bellezza come valore, come funzione rigenerante, quando stimola allo studio, alla riflessione, all’attività positiva e propositiva del pensiero, quando rimette in moto il valore dell’interiorità, della capacità di saper e di sapersi analizzare, di stabilire valori e relazioni con se stessi e con il mondo esterno.  Invita a prendere possesso della propria identità, a configurare o a riconfigurare rapporti, sollecita analisi e  deduzioni, l’estetica è positiva quando sollecita l’attività introspettiva, quando distoglie dalla pianificazione, rilanciando la varietà delle soluzioni e delle conclusioni. La logica a sua volta supporta e converte, avvolge e indirizza, sottopone ad analisi i dati, screma e sostiene, definisce una linea, invita ad analizzare, a non lasciare nulla al caso, sollecita gli esseri umani a non lasciarsi abbindolare da varie forme di superficialità. Il tempo attuale dà poca importanza alla logica, la vive come una contrazione della propria libertà, come se l’idea di dover stare all’interno di un sistema sia una sorta di prigionia fisica e mentale. Anche per questo è andata via via spegnendosi la logica esperienziale dei vecchi, quella nata da varie forme di pratica esistenziale. Alla logica tradizionale si è sostituita una condizione di assolvibilità ad oltranza, dove la ragione incontra spesso forme di arbitrarietà avanzata. E’ diventato molto più facile vivere una condizione di libertà confezionata su misura, fatta a propria immagine, capace di soddisfare sempre l’impulso istintuale. Nella maggior parte dei casi non serve riflettere, ponderare, valutare, pensare, discernere, basta fare in fretta, consumare, non perdere tempo, lasciare che le pulsioni trovino immediate compensazioni. Ecco perché in molti casi  manca una linea di condotta, un ordine, una consequenziarietà, ecco perché ci troviamo spesso di fronte a palesi incongruenze, ad antagonismi estremi, a impennate di assolutismo personale, ecco perché l’illogicità tiene banco e non permette all’uomo di vedere chiaro nelle cose che dice e in quelle che fa. Essere razionali non vuol dire rinunciare al valore estetico della vita, ma solo preoccuparsi che le spinte non diventino occasioni di irreparabili conflitti. Insegnare la logica è fondamentale in una società che vuole ritrovare punti di approdo sicuri, su cui posizionare le sue incertezze e le sue ambiguità.

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