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LA DEMOCRAZIA

di felice magnani

Di democrazia si parla spesso, è una delle parole più usate. Se ne parla come di una carta di credito da esibire ogniqualvolta occorra difendere principi e valori, lo si fa come se si trattasse di un prerequisito, dimenticando che anche i prerequisiti hanno spazi e tempi da rispettare e tragitti piuttosto lunghi da percorrere. Se ne parla moltissimo in politica, dove pare che la democrazia abbia trovato una collocazione stabile, in virtù di tutte quelle condizioni storiche che l’hanno formata. Quando un politico vuole confermare la propria fedeltà ai valori si appella alla democrazia, riducendone spesso la portata storica, morale, sociale, individuale e collettiva, non capendo che a volte non basta ricordarla come un bene acquisito e valido per tutti gli usi e consumi, ma di un preziosissimo valore che va studiato, insegnato, spiegato e applicato sistematicamente, in ogni momento della vita quotidiana. L’applicazione delle regole non è infatti qualcosa di casuale, di temporaneo o di personale, si tratta di un impegno costante con cui il singolo cittadino conferma la propria fede, la propria capacità di mettere in atto ciò che è stato sapientemente scritto in quel dettato costituzionale che sta alla base di una corretta, attenta e autentica democrazia. In molti casi non basta dire: “La nostra fortuna è vivere in democrazia”, perché la democrazia va testimoniata con fede quasi religiosa, ogni giorno, ogni momento, ogni attimo, con la consapevolezza di chi sa esattamente che cosa sia giusto fare e che cosa invece danneggi la conquista di libertà degli esseri umani. Capita spesso di sentir dire che la democrazia è fatta di regole, verissimo, le regole sono il sale della democrazia, il collante che crea l’unione, la vita sociale, il rispetto, la solidarietà. Chi non conosce le regole della democrazia vive una condizione subalterna e piuttosto anarchica, fa quello che vuole, esercita il suo libero arbitrio come se il prossimo fosse un oggetto da posizionare a seconda degl’interessi personali di ciascuno. Tra le regole che creano l’immagine della  democrazia ci sono i diritti e i doveri, di cui il popolo è il vero garante, è infatti il popolo, con la sua coscienza critica della verità, che cementa e unisce quell’energia comune che rende fortemente operosa una saggia e prospera democrazia. Con il suo comportamento il popolo la determina, la rende attiva e operosa, la modernizza, la fa amare, ne migliora sistematicamente la forza e la bellezza e permette ai cittadini di esserne orgogliosi e fieri. Per vivere e rispettare i diritti e i doveri bisogna però conoscerli, è necessario che in famiglia, a scuola e nella società civile si insegnino con forza e con coraggio, è molto importante che ciascun cittadino sia cosciente dell’impegno che lo attende. I diritti e i doveri legittimano la democrazia, la rendono moderna, viva e funzionale, rafforzano la conoscenza individuale, fanno crescere l’investitura comunitaria, maturano l’aderenza legale, la forza della giustizia, il senso di appartenenza, la consapevolezza civica. Ogni investitura prevede passaggi fondamentali, non basta un battesimo formale, occorre condurre, accompagnare, creare percorsi, orientare, tutto ciò che si realizza non ha nulla di formale, è soprattutto conquista. In una società dove in molti casi prevalgono le concatenazioni apparenti, occorre forse predisporre l’identità dell’esempio, il coraggio del sacrificio, l’importanza dell’applicazione, la forza della coesione, il rispetto nei confronti di tutto ciò che è parte costitutiva della famiglia umana. Adottare la democrazia significa prima di tutto amarla, amarla al punto che ogni comportamento richiede una legittimazione pensata, vissuta, desiderata, capita ed elargita. Vivere in democrazia significa adottarne i principi e i valori realizzandoli, facendo ogni giorno un piccola passo avanti sulla strada di un miglioramento della vita individuale e di quella collettiva. 

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