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IL RISPETTO COME MODALITA’ DI CIVILE CONVIVENZA

di felice magnani

Capita spesso di sottovalutare la persona con la quale si stabiliscono relazioni. L’incontro è il momento che determina l’evoluzione in senso positivo o in senso negativo di una storia. Cosa significa incontrarsi? Gettare le basi di una conoscenza più approfondita, che possa aprire le porte di un’amicizia, di una collaborazione, di un cammino verso nuovi spazi e nuovi orizzonti, che allarghino e potenzino la dimensione umana della nostra libertà e della nostra identità. L’incontro pone di solito una condizione, quella di avere come base comune, il rispetto. Il rispetto è infatti la carta di credito di una comunità matura, dotata di un elevato senso di responsabilità individuale e collettivo. Pone gli esseri umani sullo stesso piano di fronte alla legge e alle regole che la determinano, armonizza i contributi, li rende solidali e complementari, crea le condizioni di un equilibrato sviluppo umano, materiale, culturale e spirituale. L’incontro di solito va preparato e il rispetto va insegnato. E’ infatti molto difficile pensare che la maturazione della persona avvenga così per caso, per questo esistono le istituzioni pubbliche e quelle private. La prima vera educazione al rispetto la si riceve in famiglia. La famiglia ha infatti l’obbligo costituzionale e morale di promuovere l’educazione dei figli. In questi anni contrassegnati da un grande sviluppo tecnologico abbiamo assistito a una reiterata crisi della famiglia, crisi che ha colpito soprattutto la parte più fragile, i figli. Ricostruire il rispetto è il primo passo per poter accedere alla costruzione di una comunità forte, consapevole, matura, capace quindi di distribuire con coscienza di causa le proprie forze e la propria volontà. Un paese che non coltiva il rispetto è destinato a diventare preda di comportamenti illegali, di sopraffazioni e di comportamenti impropri che generano disorientamento e squilibri di ogni ordine e grado. Il rispetto è la base di un sistema educativo efficiente, che insegna l’adozione di comportamenti adeguati non solo a parole, ma soprattutto con l’esempio. L’esempio è stato per molti un riferimento fondamentale, la molla che ha permesso di crescere nell’educazione e nella fiducia, una scuola quotidiana di vita aperta a tutti, che ha stimolato molti a entrare a far parte con coraggio e buona volontà della vita di relazione, di quella istituzionale, della vita stessa della società, alimentandone l’assetto educativo. L’esempio, quando è positivo, è una efficace medicina per quel mondo giovanile che fatica moltissimo a trovare punti di riferimento stabili su cui appoggiare la propria voglia di crescere, amare, sognare, vivere e gioire, è l’argine sicuro contro molti di quei mali che tendono a sbriciolare la nostra civiltà, gettandola in pasto a diffuse forme di irrazionalità, di convinzioni sbagliate che non trovano riscontro nella vita reale. Il rispetto non è sovrapposizione, ma definizione di spazi, di luoghi, di comportamenti, di parole e di gesti, è misura da valutare ogni giorno con l’accortezza di non dimenticarci mai che un paese diventa realmente affidabile e sicuro, democratico e forte quanto più diventa cosciente di quanto sia fondamentale adottare il rispetto come strumento di elevazione materiale, spirituale, umana e sociale, contemperando l’azione personale con i bisogni e le necessità di quel mondo di cui siamo parte integrante e con il quale dobbiamo interagire in ogni momento della nostra vita. 

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